Published On: Lun, Gen 9th, 2017

Lupo ucciso da fucilitata in val d’Aveto: Protezione animali contro allevatori

Il corpo di un lupo è stato consegnato oggi dalla polizia provinciale al Centro Recupero Animali Selvatici ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) di Campomorone.
L’animale, rinvenuto in Val d’Aveto da Marco Giuliano, un escursionista amante degli animali,presenta un’evidente ferita da arma da fuoco, presumibilmente una carabina.
La questione dei lupi nell’Appennino è diventata molto grave da quando la popolazione della specie è cresciuta di molto. Da un lato i lupi attaccano i giovani cinghiali e caprioli, mantenendo in un equilibrio migliore la popolazione di quelle specie (anch’esse in crescita grave e pericolosa per l’equilibrio faunistico e della flora); d’altro lato, quando il cibo di cinghialotti e caprioli viene a mancare, i lupi attaccano anche gli allevamenti di pecore, capre, e attaccano comunque giovani puledri e persino i cani da guardia.
Il terzo problema da affrontare è quello dei danni al turismo. Molte persone della costa del Tigullio infatti hanno rinunciato alle tradizionali passeggiate (per funghi, more, castagne) nelle valli dell’Aveto e del Vara, dopo la crescita esponenziale della popolazione di lupi.
E’ chiaro che la questione non potrà essere risolta a colpi di carabina, come nel West di un tempo, ma nemmeno a colpi di Kevin Kostner (Balla coi lupi).
Una campagna di sterilizzazione mirata (idem per caprioli e cinghiali) è la soluzione migliore e più urgente. Ma non si si mettano i soliti 20 anni, o intervenendo solo dopo incidenti e attacchi gravi.

Per l’ENPA l’uccisione del lupo è un

“Atto di bracconaggio, di cui verrà data comunicazione alla magistratura.
Si tratta di un esemplare maschio giovane, di circa un anno e mezzo, i cui caratteri anatomici permettono di escludere si tratti di un ibrido.
Il lupo è un animale particolarmente protetto dalla direttiva habitat dell’Unione europea, negli ultimi anni abbiamo assistito alla ricolonizzazione naturale dell’Appennino e delle Alpi, partita dagli ultimi esemplari rimasti all’inizio degli anni 70 in Abruzzo
Ci auguriamo che episodi di questo genere siano di monito alle autorità per intensificare i controlli e la presenza sul territorio”


(foto Paolo Rossi)

Pecora sbranata dai lupi