Published On: ven, Mar 2nd, 2018

L’urbanista Francesco Gastaldi: Fare luce sul Tunnel della Fontanabuona

E’ molto importante quanto il professore e urbanista Francesco Gastaldi sostiene sulla questione del tunnel Fontanabuona-Rapallo. Il testo inviato al Secolo XIX e a Tigullio News va letto con attenzione. Si deve finirla con gli interventi a macchia di leopardo nelle politiche pubbliche: ogni atto amministrativo deve rientrare in un processo organico e controllato. Come si fa da decenni nelle public policy anglosassoni (vedere il testo di Paolo Della Sala pubblicato dalla Fondazione Magna Carta nel 2012).

Francesco Gastaldi, docente universitario allo IUAV di Venezia, ma attento osservatore della realtà socio-economica genovese, è intervenuto su Il Secolo XIX edizione Levante sulla questione del tunnel fra la Val Fontanabuona e la costa. Secondo Gastaldi: “Parlare dell’ipotesi di tunnel è la cosa più semplice (e scontata), ma la promozione di un territorio non può essere legata unicamente ad una questione infrastrutturale, la questione è molto più complessa di quanto vari esponenti politici vogliano farci credere”. Gastaldi ha proseguito affermando: “Premetto che in linea di massima non sono contrario al nuovo collegamento, ma sono contrario a sentire sempre questa storia che ciclicamente ci viene riproposta senza che ne scaturiscano azioni concrete e progettualità esecutive con una fattibilità tecnica ed economica, sono contrariato dal fatto che la classe politica continui ad illudere le persone dell’entroterra. Le reti infrastrutturali sono una pre-condizione assai importante per il miglioramento delle performance delle economie locali (migliore accessibilità, riduzione dei tempi e dei costi degli spostamenti casa-lavoro, diminuzione dei costi di approvvigionamento delle merci, facilità di commercializzazione dei prodotti), ma da sole non bastano a mettere in moto processi virtuosi di sviluppo”. Secondo lo studioso: “il discorso è assai complesso e le variabili in gioco nella promozione del territorio sono molte. Le infrastrutture da sole non bastano a generare, nuove chance di sviluppo; dalla realizzazione di un’infrastruttura non discende, in modo automatico, un benessere collettivo per la zona interessata, una volta dimostrata l’utilità di un’opera, questa deve essere supportata e integrata da una vasta serie di fattori di base (capitale finanziario, risorse umane specializzate, clima sociale), molti di questi fattori possono essere aiutati a crescere e a svilupparsi con un’efficace azione amministrativa da parte dei soggetti locali con forme di concertazione istituzionaleCome insegnano molti casi di sviluppo di zone arretrate del Mezzogiorno, le infrastrutture sono state di importanza fondamentale per il successo di molti sistemi produttivi che hanno dimostrato vitalità e competizione sui mercati, ma altrettanto fondamentali sono stati altri elementi in gioco quali ad esempio: il capitale finanziario (che dipende dal livello di ricchezza complessivo dell’area, dalla capacità di attrarre investitori esterni, dalla tendenza a reinvestire profitti realizzati, dalla presenza di istituzioni finanziarie), la disponibilità di risorse umane dotate di adeguati livelli formativi e la reperibilità di manodopera specializzata. Un ruolo importante è stato giocato dalle infrastrutture locali e di ambito regionale, ma molto più importante si è rivelato il fatto che il sistema di mobilità locale fosse integrato con i grandi corridoi di trasporto nazionali e trasnazionali [ovvero: terzo Valico, Gronda di Levante, porti e aeroporti, ndr]. Vi sono poi altri due fattori, talvolta poco considerati, che possono influire sullo sviluppo di un territorio: il clima sociale generale e la capacità istituzionale di creare occasioni per la crescita economica. Gli enti pubblici infatti possono svolgere un ruolo assai importante nell’intercettare possibilità e risorse finanziarie a sostegno dello sviluppo locale, nel guidare ed intercettare processi di trasformazione territoriale. Come si vede dunque, il discorso è assai complesso e le variabili in gioco nella promozione del territorio sono molte. Le infrastrutture da sole non bastano a generare, nuove chances di sviluppo; dalla realizzazione di un’infrastruttura non discende, in modo automatico, un benessere collettivo per la zona interessata, una volta dimostrata l’utilità di un’opera, questa deve essere supportata e integrata da una vasta serie di fattori di base (capitale finanziario, risorse umane specializzate, clima sociale), molti di questi fattori possono essere aiutati a crescere e a svilupparsi con un’efficace azione amministrativa da parte dei soggetti locali con forme di concertazione istituzionale.

In sintesi
a) Smettetela di dire balle sul Tunnel della Fontanabuona;
b) ok al tunnel ma non parlate solo di quello;
c) da solo il tunnel non basta;
d) vi possono essere altri fattori altrettanto importanti e di cui nessuno parla.
 

Francesco Gastaldi