Published On: Sab, Giu 28th, 2014

M5S contesta i prelievi per analisi acque di balneazione 4 giorni dopo la pioggia

Dopo alcuni articoli in merito ai nuovi prelievi in mare da parte di Arpal, M5S Sestri Levante ha inviato un comunicato stampa del quale riportiamo l’interezza, esclusa la parte iniziale. L’argomento è la…

“… A leggerla così, senza tanto rifletterci, potrebbe anche parere di buon senso che le analisi vengano posticipate. Le acque dei fiumi in piena sono torbide, piene di detriti e fogliami. Ma non vi è nulla di logico in tutto ciò, infatti le analisi di routine svolte dall’Arpal al fine di determinare i criteri di balneabilità riguardano sostanzialmente  i livelli di germi fecali coliformi. Durante le piene vi sono si detriti di pietrisco e fogliame, ma questi nulla hanno a che vedere con i germi fecali e non incidono sui criteri di balneabilità che con le analisi di routine si intendono accertare. Il fatto che si siano ottenuti risultati tali da porre il divieto di balneabilità riflette solo il fatto che in  occasione di forti piogge la carica batterica aumenta di molto. Ciò è possibile per due motivi: Il riversarsi nei nostri fiumi, torrenti e rii in piena, di liquami che in tali occasioni non riescono a permeare il terreno (fogne rotte, scarichi abusivi, vasche di decantazione fuori uso) e l’impossibilità di una clorazione delle acque che porti le medesime alla disinfezione, usando una concentrazione di cloro che le porti al “punto di rottura”. Questa pratica in uso del clorare decisamente le acque per disinfettarle, rappresenta a sua volta un ripiego che denuncia la circostanza che  siano biologicamente  già inquinate per diverse cause,  primi fra tutti gli scarichi abusivi.

Ulteriore preoccupazione desta il fatto che, per favorire l’azione dei disinfettanti chimici, vengano chiuse le foci.    Le foci purtroppo vengono chiuse perchè l’acqua  viene trattata in prossimità di esse tramite un impianto di clorazione, che a mezzo di un meccanismo automatizzato, rilascia cloro all’interno dell’alveo, ove però deve avere il tempo di agire. Aprire la foce significherebbe far defluire rapidamente l’acqua in mare compromettendo i necessari tempi di disinfezione, il che comporterebbe il venir meno dei criteri di balneabilità.

La chiusura delle foci rappresenta un ulteriore  escamotage atto a ridurre la diretta affluenza in mare anche in caso di eventuali sversamenti eccezionali di inquinanti industriali ,  che comunque possono avere il tempo di infiltrare il sottosuolo e non essere subito rilevabili in mare. Analisi queste, per altro, eseguite non di routine ma previste solo in casi eccezionali. La chiusura ad arte delle foci rappresenta non solo un evidente inganno nella risoluzione del problema alla radice, ma in caso di improvvisi ed ormai consueti acquazzoni, un ostacolo al pronto deflusso delle acque con rischi di esondazioni a monte. Una pratica comunque da condannare in quanto tesa ad aggirare i gravi problemi di sistema fognario che affliggono tutto il territorio.

Il riferimento riguarda esplicitamente gli sversamenti fognari nel Rio Ravino in Sestri Levante, problema che la nostra amministrazione conosce molto bene.  In definitiva ci troviamo di fronte al solito sistema all’Italiana di affrontare i problemi, chiudendo un occhio, anzi due, anzi tre, poiché ciò avviene apparentemente sotto la benedizione della legge “ Il sistema è perfettamente in linea con la normativa. .”. I soliti giri di parole per mistificare una situazione di reale degrado, il ricorso ad  una retorica dialettica che, come al solito, viene utilizzata per camuffare i  problemi anziché risolverli. Sotto piazza Bo e’ presente una vasca di decantazione, ove si accumulano gli sversamenti fognari abusivi e ove e’ presente una pompa che li solleva e li fa confluire dentro la condotta principale fognaria. Ci chiediamo fino a quando andremo avanti con questo stratagemma e se l’attuale amministrazione non reputa che sia oramai necessario un intervento in tale tratto per una analisi approfondita di questo corso fluviale minore da parte  di Idrotigullio (tramite videoispezione).   Nel corso terminale del Rio Ravino, ad esempio, confluiscono le acque bianche e molto probabilmente qualche scarico fognario delle abitazioni e dei palazzi privati e comunali di Corso Colombo, non e’ pensabile che nel 2014 non si sia ancora intervenuti su tale tratto, quando vengono impegnate somme ingenti di denaro per altre opere che reputiamo   secondarie (prima l’ambiente, dopo casomai parco Mandela). Altro problema e’ la Chiusa, il tanfo fognario che si respira in piazza Matteotti fronte palazzo Pallavicini e’ nauseante, oggi in qualita’ di Consigliere Comunale sono stato da Idrotigullio, per chiedere un intervento in tale zona affinche’ venga inizialmente circoscritto il problema con una accurata disinfezione di tale cunicolo e successivamente che venga attuato un controllo capillare degli scarichi acque bianche e acque nere del tratto terminale di via xxv aprile (da angolo mille lire sino al ristorante Angiolina) e del tratto tra le due piazze Matteotti fronte Comune  e fronte Basilica. Concludendo sono necessari dei controlli capillari lungo i percorsi dei nostri corsi fluviali (maggiori e minori ovvero fiumi, torrenti, rii e chiuse), affinche’ vengano segnalati, denunciati e rimossi gli eventuali scarichi abusivi presenti in essi. Eventuali stratagemmi quali la chiusura delle foci nel periodo estivo e il prelievo da parte di Arpal delle acque in prossimita’ alle foci dopo il quarto giorno di un evento temporalesco non garantiscono l’acqua del mare e dei nostri fiumi pulita, ma sono solo un escamotage necessario a non ledere all’immagine commerciale e turistica della citta’, quando in verita’ e qui concludiamo, la parte lesa e’ sempre e in tutti i modi l’ambiente, la fauna, il nostro territorio e tutto cio’ che ad esso e’ legato. Siamo certi che di una accurata preservazione ambientale non potrebbe che beneficiare tutta l’industria del turismo che l’amministrazione pensa invece di proteggere con queste pratiche pressappochistiche e pericolose.”

gromolo, foce

Foce del Gromolo

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