Published On: Mer, Giu 11th, 2014

Marco Conti: lo strano caso della Casa ferie Franco Tosi

Marco Conti (Popolo per Sestri) parla della crisi della Casa ferie Franco Tosi.
Presentata interrogazione in Consiglio Comunale anche per sapere cosa accadrà alla concessione demaniale dello stabilimento balneare dell’ Istituto riservato ai pensionati lombardi. A marzo i dipendenti della Franco Tosi di Sestri Levante avevano indirizzato un preoccupato documento aperto alla Direzione della struttura, a Legnano, chiedendo come mai si chiudesse una struttura che ospitava non meno di 70 persone al giorno e che era in attivo. Ma proprio l’attivo dell’Ente potrebbe essere il vero virus che ha colpito la Franco Tosi, secondo alcune fonti. Colpa di una mela marcia, che aveva accesso ai conti bancari della struttura, il quale sarebbe fuggito all’estero con la cassa.
La Casa ferie però più probabilmente ha pagato il debito accumulato dalla casa madre, la Franco Tosi meccanica di Legnano (rilevata 5 anni fa da una azienda indiana).  L’industria legnanese di turbine ha accumulato un debito con le banche (anche indiane), con Equitalia etc. per la mostruosa cifra di 200 milioni di euro. Intanto 250 dei 396 lavoratori della storica fabbrica sono in cassa integrazione e la struttura è in amministrazione straordinaria, grazie al Tribunale di Milano che ha evitato il fallimento.

La Casa Ferie Franco Tosi quindi ha chiuso i battenti perché gravata da pesanti debiti sia verso la proprietà dell’immobile (affitti non pagati) sia verso i lavoratori degli alberghi di Sestri Levante e Cattolica (già chiusa).

I lavoratori della struttura sestrina (tra le 12 e le 15 unità) negli ultimi mesi non ricevevano neppure lo stipendio. Alla luce di questa situazione Conti chiede quali percorsi sono stati avviati per la tutela dei lavoratori. Aggiunge Conti:

Inoltre l’ Istituto è titolare di una concessione demaniale e nell’interrogazione presentata vorrei sapere se l’amministrazione ha valutato e considerato l’ipotesi di revocare la concessione dello stabilimento balneare per riassegnarla ad altri, con le stesse finalità sociali, ma soprattutto se risulta fondata la notizia che la concessione demaniale è passata in carico ad una nuova associazione e, in caso affermativo, se è stato verificato a chi fa capo e quali sono le sue finalità, onde evitare il rischio che si trasformi in un’ attività commerciale a tutti gli effetti“.
franco-tosi-legnano

 

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