Published On: Mar, Ago 22nd, 2017

Marco Rinaldi con “Centottanta. Racconti di tre minuti e altre storie”

 La Storia di Genova in una spettacolare carrellata attraverso i secoli, a cura dello scrittore e attore Marco Rinaldi

Mercoledì 23 agosto – ore 21.00 Sestri Levante, Piazzetta Dina Bellotti – Torre dei Doganieri

Il mese di agosto del MuSel prosegue all’insegna della narrativa, con la rassegna “Libri sotto la torre”, incontri serali con autori e narratori, nella cornice di Piazzetta Dina Bellotti, sotto la Torre dei Doganieri.  Il terzo appuntamento della rassegna è in programma mercoledì 23 agosto, alle ore 21.00. MuSel e ArTura, con la collaborazione dell’associazione culturale The Hub, presentano l’incontro con lo scrittore e, attore genovese Marco Rinaldi e il suo “Centottanta. Racconti in tre minuti e altre storie” (Liberodiscrivere® editore). Nel corso della serata in Piazzetta Bellotti, Rinaldi presenterà il libro, dialogando con Fabrizio Benente e Daniela Mangini.

Marco Rinaldi è uno story teller che ama raccogliere le storie che racconta sul palco e trarne dei libri. Ha pubblicato Mimose, racconti di eccellenze femminili, Verdeoro, saudade, bossanova e calci di punizione insieme a Lazzaro Calcagno, e Cenere, racconti partigiani in attesa di un aprile, sempre con Lazzaro Calcagno e Matteo Monforte. Come comico e narratore ha all’attivo la partecipazione a trasmissioni televisive e radiofoniche, e circa duemila spettacoli dal vivo.

Con questo nuovo libro, Marco Rinaldi ha intrapreso una sfida, proponendo racconti affascinanti che durano pressappoco tre minuti; Centottanta secondi per ogni storia. In questo modo, con “Storie superbe” si può raccontare il glorioso passato di Genova, con “Altre storie” è possibile viaggiare tra Amsterdam e Rio de Janeiro, per assistere ad un rigore di Edson Arantes do Nascimento, detto Pelè, o – infine – ci si può emozionare con i racconti storie di liberazione di “25quattro”.

Viviamo in un’epoca in cui tutto si muove velocemente – ci dice Marco Rinaldi – non abbiamo mai tempo di ascoltare qualcosa che ci impegni per troppo tempo. Siamo convinti, o forse hanno voluto farci credere, che l’unico modo per vivere la nostra vita sia correre a velocità folle. Ho, quindi, sfidato me stesso cercando di rapportare il mio modo di scrivere e di narrare alla velocità dei nostri tempi. Ho provato a condensare un racconto che abbia un senso compiuto e che riesca a destare l’interesse in centottanta secondi. L’impresa è ardua, lo so bene, ma ho deciso di provarci ugualmente.