Published On: Mer, Nov 11th, 2015

Mario Chella (ex deputato e sindaco di Sestri) dà una sua spiegazione sulla scelta del depuratore unico a Chiavari

Di seguito un Comunicato dell’ex deputato e sindaco di Sestri Levante Mario Chella, che individua in un accordo all’interno del Pd le ragioni per la sragionevole scelta del depuratore unico per il comprensorio del Tigullio centro-orientale. Si tratta di una ipotesi: di sicuro c’è stata la scelta confermata da ATO e Città Metropolitana. Ormai però la palla è nelle mani della Regione -che nel frattempo ha visto la sconfitta del PD-. La Regione dovrà evitare ulteriori discussioni. Ci auguriamo, che -rovesciando la massima di Tito Livio- questa volta a Roma (Genova e Tigullio) non si discuta più oltre e Sagunto (=depuratore in Colmata a Chiavari) venga sconfitta:

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur

LE RAGIONI DELL’INDEGNO BALLETTO DI COSTI E DI SOLUZIONI A FAVORE DEL DEPURATORE UNICO

All’ inizio del 2012 IREN affermava che “il lavoro congiunto tra il Gestore, gli Enti Locali, la Provincia di Genova e la Regione Liguria, per ovviare alle inadempienze alla direttiva 91/278/CE, ha avuto indubbi riscontri positivi”. Concludeva infine che per il Tigullio occidentale, nessuno fra 12 siti presi in considerazione soddisfaceva i requisiti necessari ad un impianto di depurazione unico, così come indicato da ATO, e che ci si doveva orientare verso la soluzione alternativa di due impianti separati. Il primo a servizio di Lavagna, Cogorno, Carasco, Né.  Il secondo a servizio di Sestri Levante, Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese. Se ATO proprio avesse insistito sull’impianto unico, si potevano, con le dovute riserve, prendere in considerazione, per l’impianto unico,  tre siti: Lavagna foce, Pescina (Sestri), Ramaia (Sestri).

Come tutti sappiamo l’ipotesi Lavagna foce, cioè l’ipotesi colmatina, è stata scartata per note e giuste motivazioni.  Lo ha capito persino il Sindaco Metropolitano Doria. Sarebbero dunque, restate in campo Pescina o Ramaia.

Cosa ha fatto saltare anche questa ipotesi di IREN?  Per rispondere a questo interrogativo è sufficiente ricordare l’accanimento, nello scorso anno 2014,della delfina di Burlando, Ass. all’Ambiente Raffaella Paita, nell’indicare la colmatina di Lavagna come soluzione esclusiva per l’impianto unico di depurazione per il Tigullio occidentale.

Cosa ha dunque, fatto saltare le ipotesi Pescina e Ramaia ?

Non ci sono dubbi:  un accordo di potere ed  elettorale all’interno del PD. Accordo tra Paita (Burlando), Valentina Ghio Sindaco di Sestri, Luca Garibaldi segretario della Federazione PD del Tigullio e il segretario della Federazione di Genova.

Non a caso, Valentina Ghio (sinistra dura e pura) è diventata, con grande meraviglia di tutti , sostenitrice della renziana Paita ed è diventata poi vice sindaco della Città Metropolitana.  Garibaldino è diventato invece consigliere regionale.  La Paita dal canto suo ha  fallito la scalata alla Presidenza della Regione Liguria. Evidentemente anche perché ha confidato in sostenitori poco accreditati nell’opinione pubblica ligure. L’accordo elettorale e di potere all’interno del PD ha avuto la conseguenza di una ripresa del “lavoro congiunto” tra Regione e IREN con una radicale modifica delle precedenti indicazioni di IREN. Da qui la scelta della colmatina di Lavagna prima e successivamente della colmata di Chiavari come sede dell’impianto unico. Da qui l’inizio del vergognoso balletto di costi e di soluzioni con l’obiettivo di confondere  Sindaci, Sindacati e opinione pubblica.

Fatte queste constatazioni di carattere politico facciamo il punto sulla situazione :

1) la soluzione colmatina è saltata per motivi chiari a tutti.

2) Non è accettabile la soluzione del depuratore unico  né sulla colmata di Chiavari nè nei siti Pescina o Ramaia di Sestri.  Ciò per ragioni di costi e di sicurezza.

3) Resta valida l’ipotesi di depuratori di vallata (Val Petronio ed Entella) a suo tempo preferita anche da IREN.

4) Fermo restando che la val Petronio deve essere servita da un solo depuratore situato a Sestri Levante, si può discutere se la vallata dell’Entella può essere servita da uno o più depuratori.

Probabilmente la soluzione più fattibile, accettata dalla gente e anche meno costosa, è quella di lasciare al suo posto e funzionante il depuratore di Chiavari; di realizzare nel porto di Lavagna un depuratore a servizio di Lavagna, Cogorno, Né e Carasco, come nella prima ipotesi di IREN;  di realizzare un depuratore per alcuni comuni della Fontanabuona (Lumarzo, Neirone, Moconesi, Tribogna, Cicagna, Orero, Coreglia, per un totale di 11.800 abitanti residenti).”
Dott. Mario Chella (già Deputato al Parlamento e Sindaco di Sestri Levante)
no depuratore unico

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