Published On: Lun, Feb 18th, 2013

Martedi 19 a Sestri arriva Massimo Ivaldo: il teatro del “dottor Nasello” del Gaslini

Il “dottor Nasello”, ovvero Massimo Ivaldo, sarà a Sestri Levante martedi 19 Febbraio al cinema teatro Ariston con la doppia replica (h. 9.30 e h.11) di uno dei suoi spettacoli per bambini e famiglie, “La Cicala e la Formica (un’altra storia)”

Massimo Ivaldo,  è autore e attore teatrale attualmente in scena con:
“Se l’Amore è un Si (sì, l’amore è un se)”, Spettacolo  PoetiComiCanoro scritto e cantato con Federico Foce.
“La Strega nella Zuppa”, spettacolo per famiglie;
“Parlami d’amore Maria”, monologo a “più voci”,
“Cuore Ballerino”, Performance ComicAmorevole.
Clown Dottore della Fondazione Theodora onlus,
Conduttore di laboratori espressivi e ludici creativi;
Autore del testo”I Giochi di ancora una volta”

Ecco la presentazione del suo Dottor Nasello:
Mi chiamo dottor Nasello, e sono un clown dottore. Non un Dottore clown: non sono “Putch Adams”, non ho studiato medicina, la mia formazione è quella dell’animatore sociale per anziani, poi di teatrante, soprattutto per bambini, poi di clown. I pagliacci del circo non mi hanno mai entusiasmato: trovavo fin da bambino le loro “gags” ripetitive e anche un po’ banali; per fortuna al circo mi ci hanno portato pochissimo. Oggi, preferisco pensare che invece di due clown, quello che ride e quello che piange, il “mio” clown possa reinterpretare sentimenti contraddittori senza l’ausilio di una maschera, e riconoscere di volta in volta il riso e il pianto di chi gli sta vicino, e accettare le vittorie come le sconfitte.

L’ospedale sembra un posto adatto per mettere l’accento sui sentimenti forti. La realtà predominante è quella della malattia, che genera stati opposti fra loro: quello del dolore, con le sue condizioni di inferiorità, passività, dipendenza, e quello della gioia, sorretto da reazioni come la voglia di vivere, di guarire, persino di ridere dei limiti imposti dal ricovero e dalle cure. Il dottor Nasello (nome motivato dalle mie evidenti caratteristiche nasali unite a quelle “acquatiche” del pagliaccio) entra così in questo spazio composito, dove convivono riso e pianto, e sempre lacrime sono, e lui cerca di nuotarci con i suoi abitanti.
Quando: una volta la settimana. Perché: credo che in questo lavoro ci sia una grande possibilità di scambio, tale che il “donatore” possa diventare il ricevente e viceversa. Come… ogni mio/mia collega clown, godo della formazione comune adottata dalla Fondazione Theodora, (di cui fanno parte i sette clown che operano principalmente al Gaslini di Genova e poi nelle Pediatrie di Livorno e Savona) e di percorsi artistici personalizzati e peculiarità caratteriali diverse.
A pochi mesi dal compimento del 4° anno di attività presso il Gaslini, provo a dedurre, con tutti i limiti di una sintesi schematica, una sequenza di “livelli di rapporti” razionalizzabili, che stanno dentro un lavoro che si muove, direbbe Nasello, sulle onde delle emozioni.
massimo ivaldo

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