Published On: Gio, Ott 19th, 2017

Massoneria a Chiavari e nel Tigullio. Presentazione all’Economica, venerdi 20

Venerdì, 20 ottobre, alle ore 17.30, nella sala Ghio Schiffini della Società Economica, in via Ravaschieri 15, avrà luogo la presentazione del libro di Agostino Pendola “La Massoneria a Chiavari e nel Tigullio da Napoleone al Fascismo”. A tenere a battesimo il testo, insieme all’autore, saranno Giorgio “Getto” Viarengo, cultore di storia locale e Francesco Paolo Barbanente, avvocato. L’ingresso è libero.

 Agostino Pendola (Rapallo, 1953). Già dipendente di un ente pubblico, è stato collaboratore della Voce Repubblicana, attualmente collabora al Pensiero Mazziniano. Ha pubblicato diversi saggi di storia risorgimentale, post-risorgimentale e del periodo resistenziale. Tra l’altro è autore dei volumi “L’Eccidio del Muraglione e altre storie della Resistenza Rapallese”, Gammarò, Sestri Levante, 2009; “Giovanni Gozzer, un eroe nella Resistenza”, Gammarò, Sestri Levante, 2013 e (con altri) “Arturo della Volta, Un Garibaldino Mantovano alla battaglia di Mentana”, Edizioni Il Varco, 2014. Nel 2011 ha anche pubblicato un racconto lungo, “La Rossa e il Garibaldino”, per De Ferrari, Genova. É presidente della sezione genovese dell’Associazione Mazziniana Italiana. (Sinossi tratta dall’introduzione del libro)

Provate a evocare la Libera Muratoria a Chiavari, più che nelle altre città del Tigullio, ed avrete conferme che in città ha una lunga storia, che i massoni sono sempre stati molti e potenti. Qualcuno accennerà anche alle teste misteriose scolpite sui capitelli e sulle colonne della casa distrutta di via Rivarola per rafforzare le sue affermazioni. Anche se le incisioni sono probabilmente medioevali, mentre la Massoneria moderna ha esattamente trecento anni, essendo il 1717 la data convenzionale della sua nascita a Londra. Qualche altro farà riferimento alla Società Economica come nido di massoni sin dalla sua nascita. Inutile ricordare che nel 1791 (anno di fondazione della Società) di logge a Genova non ve ne erano più, e che il marchese Stefano Rivarola (che dell’Economica era stato il fondatore) apparteneva a una famiglia che aveva dato e avrebbe dato cardinali alla Chiesa. Come Agostino Rivarola che in Romagna dopo il 1820 perseguitò e condannò carbonari e appartenenti ad altre società segrete. É proprio partendo da questi presupposti che ho voluto ricercare le radici della Massoneria nel Tigullio, il suo sviluppo e il suo intrecciarsi con la città,   in   modo   particolare   con   la   Società Economica, ma anche con la politica, e con le altre realtà. Vedremo così che la Massoneria a Chiavari è stata sempre una realtà molto ristretta, essenzialmente borghese (nelle altre parti della Liguria era molto più operaia), che i massoni si sentivano assediati dal cattolicesimo politico. Ne avevano ragione, perché quando i   cattolici politici (il Partito Popolare) già ricevevano olio di ricino e manganellate erano però  pronti a plaudere alla decisione del fascismo di vietare l’appartenenza alla Libera Muratoria ai propri iscritti. Vedremo  i numeri degli iscritti alla Società Economica che erano anche massoni, che nonostante le ripetute allusioni che si potevano e si possono ancora sentire, superavano solo di qualche unità la dozzina. Ma la presenza a Chiavari di una loggia massonica sin da prima dell’Unità d’Italia, è indice che la cittadina era ben inserita nei circuiti sociali del tempo. La presenza della massoneria “peruviana” ne è  esempio eloquente. Nella seconda parte riportiamo notizie e profili di persone che hanno segnato il percorso della Libera Muratoria nel Tigullio, non solo a Chiavari.