Published On: ven, Set 14th, 2018

Minuto di silenzio per le vittime di ponte Morandi. Manifestazioni a Genova

Esattamente un mese fa, alle 11:36 crollava il ponte Morandi a Genova.
Alle 11:36 ci sarà in Liguria un minuto di silenzio in memoria delle vittime assurde di quell’orribile disastro, certo non frutto di disgraziate coincidenze, ma frutto di gravi colpe, ritardi, inefficienze.

Nel Tigullio a Chiavari, su iniziativa della Protezione civile – Croce Verde di Chiavarese, in piazza Dell’Orto ci sarà un mezzo della stessa Protezione civile. Il suono della sua sirena ricorderà il momento del crollo. Saranno presenti autorità politiche e religiose.

Nel pomeriggio in piazza De Ferrari a Genova vi sarà una manifestazione. Dopo le 43 vittime, i feriti, vi sono 566 sfollati, e una città che resta spezzata e ferita nel suo commercio (il porto è quasi isolato dalla ferrovia, Genova est e Genova ovest sono collegate solo con la ex Aurelia, come negli anni ’50 di un secolo fa).

In mattinata a Genova alle 11:36 i treni fischieranno, le campane di tutte le chiese suoneranno, e le sirene del porto urleranno rabbia, voglia di reagire e insieme l’impotenza di non poter vincere presto la guerra contro la burocrazia e l’incapacità.
Bandiere ammainate nei Palazzi delle istituzioni. Il governatore ligure Toti, il sindaco Bucci, il prefetto Fiamma Spena e il vicaro del cardinale Bagnasco si sono dati appuntamento vicino alle macerie della Val Polcevera. Sul palco Vigili del Fuoco, Protezione civile e gli “eroi” che hanno dovuto gestire il disastro. Tullio Solenghi ripeterà i nomi delle vittime.

Le note di Fabrizio de Andre’ e di Ma se ghe penso, chiuderanno la giornata di memoria.

COLPE COLLETTIVE
Il disastro è stato un evento disastroso e umiliante, perché ha rilevato gli enormi ritardi e colpe di un sistema nazionale e regionale che era e resta inefficiente, e quindi è responsabile in tutti i suoi gangli, a partire dalle istituzioni che non hanno controllato, fino alle aziende che hanno gestito, e agli stessi cittadini che non sono riusciti a emergere dalla condizione di sudditi, se non per mezzo di rivolte alla Masaniello, del tutto controproducenti.