Published On: Mar, Mar 5th, 2013

Mostra di Alfredo Gioventù e Benna alla Torre dei Doganieri di Sestri

Titolo mostra: ArcheTipInNaturali Artisti: Benna e Alfredo Gioventù
sede: Torre dei Doganieri, Sestri Levante
date: 28 marzo – 28 aprile 2013

Inaugurazione: 28 marzo ore 18.00 con una lettura di Luca Ravettino da “Pietre” di R. Caillois  organizzazione: progetto ArTura _ Territori tra Arte e Natura _ Torre dei Doganieri, Daniela Mangini

Si tratta di un confronto tra arte e natura, tra pietra, video e ceramica. Un dettato artistico molto vivo e presente nel Tigullio e in Liguria, dove per esempio l’artista Maby Navone da anni compie una ricerca e messa in scena artistica sui frammenti di plastica spiaggiati sulle nostre coste.
La mostra nella bella Torre dei Doganieri ribadirà questa vocazione naturale e innaturale insieme.

Due serie di opere di Benna costituiranno il nucleo centrale della mostra: “Plans”, 2008, dieci elaborazioni fotografiche, stampa su plexiglass (“Cosa penserebbe una persona dopo aver trovato tessiture identiche in due, tre, quattro ciottoli? Eppure la Natura ci circonda con segni come questi, che sono così sottili, comuni e pervasivi che non siamo più capaci di vederli.), e “Pebble-shaped eggs”, 1999-2011, tredici fotografie, tecnica mista su carta da pacchi (“Una selezione di tredici ciottoli trovati sulla spiaggia, uno per ciascun anno in cui si è protratta la ricerca, di forma ovoidale, tranne uno.”), associate a due  video, all’opera “Sacred profanation”, 2002, polittico, sette manipolazioni fotografiche, stampa su carta, (“La consacrazione di un luogo di per sé già sacro per Natura è una profanazione. Profanus, ossia ciò che sta di fronte al sacro: la consacrazione è una dicotomia, un muro che separa, che definisce il sacro, a cui il profano dovrebbe assistere nell’impossibilità di farne parte.

Chi si arroga il diritto di porre il sacro al di fuori di tutto e tutti, separandolo, ponendolo dentro un tabernacolo, in un Olimpo irraggiungibile se non tramite una centellinata espiazione?

Muri, templi, manufatti per profani che feriscono il genius loci, la sacralità della Natura, l’atmosfera e l’estasi nel Cosmo”) e all’opera “Walk and walk”, 2005, stampa fotografica.

Alfredo Gioventù propone una rivisitazione dei suoi sassi galleggianti, accettando la sfida di rielaborare una installazione e lavorando ancora sul rapporto tra il sasso vero e quello creato, generando stupore tra righe e sassi che si ripetono identici ma “volano” e galleggiano, sfidando la nostra percezione ed i pregiudizi.

(Ho appreso che solo nell’atto della comparazione è possibile trovare la chiave di lettura del codice dei sassi. Non è facile, però, comparare questi segni, perché, pur essendo molto presenti, sono spesso mascherati dalla forma del sasso e dalle condizioni della sua superficie, così che è più ricorrente notare un singolo individuo che percepire quell’enorme partitura di una contemporanea visione di centinaia di segni come in un’unica, grandiosa, sinfonia)

Si riproporrà  inoltre la documentazione video/fotografica di Carpe Diem della performance “InseminAzione Paradossale”di Alfredo Gioventù (Questa ricerca artistica si propone di fare interagire fisicamente due differenti territori, attraverso l’innesto (Semina) di una parte dell’uno nell’altro. “…quel paradossale innesto di sabbia nella sabbia, ad una attenta lettura, si rivela nel proprio statuto di “semina culturale”: dall’amalgama eterogenea di sabbie e mare possono nascere non germogli ma concetti ed idee. (Florinda Podestà)” ed alcune opere video di Benna sul rapporto tra spazi artificiali – antropici e spazio naturale.

Le opere esposte, unite dal filo conduttore del “sasso”, muovono dal rapporto spesso contraddittorio tra essere ed apparire, tra percezione e pregiudizio estetico, tra esperienza ed immaginazione. Ci conducono in una sfera dove la percezione di “naturale” ed “artificiale” si mescolano, tra righe che si ripentono, perfettamente identiche, su sassi diversi, forme perfette e pesi inesistenti che consentono ai sassi di galleggiare.

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Gioventù – Litogrammi

Durante l’inaugurazione della mostra Luca Ravettino leggerà alcuni brani tratti da “Pietre” un testo di Roger Caillois edito nel 1966, fornendo una chiave di lettura di entrambe le ricerche artistiche: “Il mare, l’instancabile goccia d’acqua, il vento, che possono attendere, che non sono costretti – come l’uomo – ad affrettarsi, assicurano ai corpi che accarezzano e logorano, il profilo più puro, il più povero anche, ma l’unico che sia davvero necessario.

 

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Gioventù – Sasso galleggiante

gioventù e benna - plan #05

Benna -Plans

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