Published On: Mer, Set 30th, 2015

Multa e sequestro per ristoratore di Sestri levante. Applicare la Legge ma ostacolare il pesce fresco nei ristoranti?

Prodotti ittici senza etichettatura e documenti di provenienza – Ristoratore sestrese sanzionato con verbale da 1500 euro e prodotti sequestrati.

E’ un bel nodo quanto successo a Sestri levante, dove evidentemente un ristorante ha acquistato pesce fresco da un subacqueo o da un pescatore non professionista, ritrovandosi però multato.

Il vero punto da affrontare è: il pesce era fresco oppure no?

Per secoli i ristoratori hanno acquistato il pesce appena arrivava a terra, senza troppe pastoie. Non ci sono mai stati grossi problemi (sui mitili invece i controlli sanitari sono decisivi).
Il sospetto è che applicare una legge anche giusta, possa poi portare a una tragica conseguenza: nessuno più saprà nulla del pesce fresco. Si compreranno cernie arrivate dall’Oceano Atlantico sotto ghiaccio e in aereo, ma dal sapore identico ai prodotti surgelati, e al ristorante nessuno se ne accorgerà.

Come ricorda C. B. detto “Bue”, ex gestore balneare, un giorno i suoi ospiti milanesi gli chiesero di preparare un pranzo a base di spaghetti di mare. Lui si fece portare dei gamberetti rossi di Levanto freschissimi, e glieli diede. I turisti gli dissero “Hanno un sapore strano, non sono tanto freschi”.
La settimana dopo gli chiesero di fare di nuovo una spaghettata, ma col “prodotto giusto”. Bue comprò dei gamberetti surgelati e li preparò. I turisti si leccarono i baffi e gli dissero “Oggi sì che hai preso del pesce fresco!“.

Ecco, la realtà è questa. Siamo meno liberi, e più figli del Grande Fratello, giusto, buono e leguleio.
Oggi siamo tutti “milanesizzati”. Non sappiamo più spinare il pesce e distinguerlo quando è davvero fresco. Oggi trionfa il pesce sfilettato e surgelato o di allevamento, di qualità e di specie standard. Il tonno sottolio fatto in casa è infinitamente migliore di quello comprato al supermercato.
C’è un abisso di differenza.
Se si compra pesce di allevamento, è un bene, se ciò servisse a salvare il mare dallo scempio compiuto per esempio dai palamiti in Liguria.
Ma è un male se si pensa alla qualità non legale ma sostanziale dello stesso pesce. E’ sempre meglio mangiare un pesce appena arrivato sulla spiaggia, e non “certificato” burocraticamente ma dal nostro gusto.

Ecco il Comunicato dell’Ufficio Circondariale di Santa Margherita ligure:

Nell’ ambito dei controlli di vigilanza lungo la filiera della pesca, personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Sestri Levante, alle dirette dipendenze dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Santa Margherita Ligure, ha riscontrato presso un noto ristorante di Sestri levante la presenza di prodotti ittici sprovvisti dei documenti attestanti la provenienza – sono stati altresì rinvenuti una serie di barattoli in vetro di prodotti ittici posti sott’olio, sprovvisti anch’essi di etichettatura e dei documenti di provenienza.

A carico del ristoratore, è stata elevata una sanzione amministrativa per un importo di 1500 euro per l’inosservanza in materia di tracciabilità, prevista dal d.lvo 190/2006. I prodotti ittici, per un totale di 8 kg. sono stati posti sotto sequestro mentre un campionamento del prodotto sott’olio verrà inviato all’istituto zooprofilattico sperimentale di Genova per gli esami del caso al fine di identificare la specie di appartenenza.

Il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Santa Margherita Ligure, Tenente di Vascello (CP) Elisa Petrosino ricorda l’importanza di acquisire i documenti attestanti la provenienza del pescato e che la vendita dei prodotti derivanti dall’attività di pesca sportiva è sempre vietata.

Pescheria USA, anni '40

Pescheria USA, anni ’40

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