Published On: Ven, Gen 13th, 2017

Muore, la figlia disabile lo tiene in casa per un mese. Gli assistenti dov’erano?

Nessun omicidio o violenza, ma una situazione simile a quella di uno dei più famosi film di Hitchcock, Psycho,  dietro al dramma vissuto in un appartamento di Sampierdarena a Genova, dove vivevano un padre di 73 anni e la figlia di 48, disabile psichica seguita (poco, a quanto pare) dal Dipartimento di Salute mentale. Non c’erano altri parenti.

Il padre era gravemente ammalato, ed è morto in casa per cause naturali. A quel punto, un mese fa, la figlia lo ha chiuso in bagno, ha sigillato la porta con degli asciugamani per limitare il cattivo odore, ed è rimasta in casa, uscendo solo per effettuare acquisti ma senza dire nulla a nessuno.

Poi nella giornata di giovedi 12 gennaio la donna è uscita dimenticando la chiave di casa. A quel punto sono intervenuti i vicini chiamando i Vigili del fuoco e il 118 perché il padre non apriva la porta.
Una volta entrati, la scoperta del corpo in decomposizione. La donna è stata ricoverata in ospedale.
La polizia cercherà di capire come mai, nonostante la donna fosse seguita dal servizio di salute mentale e dai servizi sociali, nessuno si fosse accorto di nulla. Sono segnali tragici di un grave degrado sociale: troppe famiglie sono disgregate o ridotte all’osso, come in questo caso con un padre anziano è molto malato, e una figlia con gravissimi problemi psichici. Vi sono però anche pesanti segnali di una crescente crisi del welfare -che oramai, più che servire ai cittadini, serve solo a se stesso.
Sono problemi presenti anche nel nord Europa, come l’allucinante vicenda natalizia di un bambino in Belgio, avvenuta a due passi da Servizi sociali e polizia.