Published On: Gio, Lug 27th, 2017

Muzio: Non penalizzare la pesca ricreativa. Obbligo di air bag per le bici?

A furia di burocratizzare e tassare anche l’aria che respiriamo (siamo in attesa dell’obbligo di caschi, di assicurazione e di air bag per le bici elettriche, così nessuno comprerà più bici elettriche…), se passa l’idea che non si può più liberamente buttare un amo con una canna in mare (il danno ittico lo danno le grosse imbarcazioni, e chi usa 5000 ami di palamiti alla volta, non chi ne usa 50 senza prendere nemmeno un tappo di plastica), nessuno andrà più per il mare, nessuno ne conoscerà le leggi e la durezza, nessuno saprà cosa sia remare, affrontare le onde, persino nuotare.

Dopo aver scritto agli europarlamentari di Forza Italia non più tardi di quindici giorni fa, invitandoli a rimandare al mittente (il Movimento 5 Stelle) due emendamenti che avrebbero introdotto il divieto assoluto di utilizzo dei palamiti e delle nasse nella pesca ricreativa, il consigliere regionale Claudio Muzio ha nuovamente preso carta e penna per rivolgere un appello ai deputati che saranno chiamati a votare in Commissione Agricoltura della Camera il Testo Unificato avente ad oggetto “Interventi per il settore ittico”. In particolare, Muzio chiede ai rappresentanti del suo partito in Commissione (Basilio Catanoso, Fabrizio Di Stefano, Riccardo Gallo e Paolo Russo) di adoperarsi per stralciare dal provvedimento le norme riguardanti la pesca sportiva, anche in ragione delle osservazioni e delle perplessità sollevate al proposito dalla Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione.

“Questo Testo Unificato – spiega il consigliere Muzio – è nato dalla sintesi di cinque Disegni di Legge che avevano l’obiettivo dichiarato di regolamentare la pesca professionale in mare e l’acquacoltura, non la pesca ricreativa. Ciò nonostante, sono presenti nel DdL due disposizioni che riguardano proprio quest’ultimo tipo di attività e che, se approvate, porrebbero ulteriori limitazioni al suo esercizio. Nello specifico – prosegue – mi riferisco agli articoli 12 e 13 del Testo: il primo introdurrebbe a carico dei pescasportivi un contributo i cui proventi andrebbero poi a finanziare, per la gran parte, le attività collegate alla pesca professionale; il secondo delegherebbe il Governo a riordinare la normativa inerente la pesca ricreativa e i suoi attrezzi, in una direzione che potrebbe essere foriera di ulteriori discriminazioni per questo settore”.

“Ricordo – sottolinea il consigliere regionale di Forza Italia – che esistono già disposizioni nazionali che puntualmente disciplinano la pesca sportiva, in modo conforme alle direttive europee in materia, per cui non si vede la necessità di inserire nel Testo Unificato dedicato alla pesca professionale norme tese, più o meno surrettiziamente, a introdurre altri oneri a carico di chi pratica con passione la pesca ricreativa”.

“Ho notizia – fa sapere Muzio –  che l’art. 12, dopo i rilievi mossi dalla Commissione Bilancio, potrebbe essere stralciato. In conseguenza di ciò, troverei illogico se rimanesse in piedi l’art. 13. Per questo – conclude rivolgendosi ai deputati di Forza Italia che fanno parte della Commissione Agricoltura – auspico che entrambi gli articoli vengano stralciati dal provvedimento e che l’obiettivo a cui punta il Testo Unificato, ossia venire incontro alle legittime esigenze della pesca professionale, non venga perseguito penalizzando quella ricreativa”.

Il pescatore Callerin