Published On: Lun, Mag 30th, 2016

Nel 1945, ben 72 frantoi a Sestri Levante. Siamo decaduti? Alcuni dati

La Cooperativa Olivicoltori Sestresi rinnova l’aiuola‐frantoio della Lapide in Via Sara a Sestri Levante, con un nuovo arrivo l’asino/macchina che è stato in passato il “motore trainante” del frantoio.

Il numero di frantoi capaci di lavorare e trasformare la raccolta degli oliveti nel 1948 era di ben 72 solo sul territorio del nostro Comune, suddivisi tra i cosiddetti frantoi “a sangue”, alimentati da animali, e frantoi “ad acqua” che erano alimentati da una ruota ad acqua tipo il mulino.

Il frantoio rappresentato nell’aiuola è un tipico frantoio “a sangue” dell’epoca che veniva azionato da un asino o da un mulo.
Tutti i componenti della macina sono originali dell’epoca 800/900, l’asino invece è schematizzato e rappresenta volutamente la macchina‐lavoro, che fornisce appunto l’energia che serve per far girare la macina.
L’aiuola sarà inaugurata martedì 31 maggio alle ore 10.00 e saranno presenti, oltre alle Autorità e alla Cooperativa Olivicoltori Sestresi, che hanno commissionato l’opera, anche l’ideatore e creatore Sig. Ugo Rocca e lo storico locale Getto Viarengo, che illustrerà ai bambini delle Scuole elementari di San Bartolomeo e Pila, usi e costumi di quel periodo.
Per la sicurezza dei più piccoli e dei partecipanti tutti verrà chiusa al traffico per circa mezz’ora la rotatoria in direzione dell’autostrada, mentre per servire la merenda ai bambini offerta dagli Olivicoltori Sestresi si utilizzerà il nuovo posteggio adiacente la rotonda.
Il Sindaco Valentina Ghio e Lucia Pinasco Assessore alla Pubblica Istruzione: ‘Un’occasione per tutti per conoscere un capitolo importante della nostra cultura, quella dell’olio, che intreccia le sue radici nella storia delle famiglie di Sestri Levante.
La macina viene arricchita da un asino, simbolo della fatica e della costanza che la cura del territorio richiede, ma anche della ricchezzada che restituisce. È doveroso ringraziare gli Olivicoltori Sestresi per l’impegno e l’entusiasmo che esprimono in ogni occasione, Getto Viarengo che ci regalerà un prezioso racconto, e le Scuole, che rispondono sempre alle iniziative culturali della Città’.

L’abbandono degli uliveti prosegue: il sistema nazionale fa acqua da tutte le parti: nel dopoguerra la società era viva, si trovava e si poteva “Inventare” ogni genere di lavoro, le tasse erano bassissime e a forfait (non c’era l’Iva). A Sestri Levante, oltre a 72 frantoi, c’erano ufficio del Registro, ufficio delle dogane, un piccolo Tribunale presso la Pretura, una miriade di attività, fabbriche, leudi per il commercio marittimo, pescherecci dieci volte numerosi rispetto a oggi. Un’intera generazione pote’ comprare casa e far studiare i propri figli. Tutte cose fantascientifiche oggi, grazie allo Stato che divora i propri cittadini e alla crisi demografica.
Oggi c’è solo il turismo, che -lo temiamo- uccide il turismo e massacra le altre forme di economia. Potranno i nostri figli di oggi diventare tutti ingegneri e fisici nucleari destinati a lavorare come baristi o camerieri?

Oliv'art (foto di Mauricio Ghiggeri)

Oliv’art (foto di Mauricio Ghiggeri)

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