Published On: Mar, Mar 13th, 2012

Nigeria a rischio guerra civile: rischio esodo in Europa


Dopo il vile assassinio di due ingegneri (uno era il nostro Franco Lamolinara), continua la spirale di stragi che -si noti bene- è iniziata negli anni ’70, ben prima di Al Qaida. L’11 marzo c’è stato un attacco suicida contro una chiesa della città di Jos (tre morti).

La questione oggi è: la Nigeria cadrà nella fossa di una guerra civile? La questione viene posta con forza in tutta l’Africa:
la Nigeria è la nazione più popolosa (160 milioni, e non i 130 milioni “ufficiali”), ed è abitata da uomini organizzati in società primitive da 9000 anni.

E’ il primo produttore di petrolio africano con l’Angola, e diventa strategico nel caso di una crisi bellica tra Golfo Persico, Iraq e Arabia. Un africano su cinque è nigeriano, ma la sua popolazione non è per niente omogenea, dal momento che conta oltre 250 etnie, di cui solo poche sono conosciute come i fulani-hausa al nord e gli Yoruba e Igbo a sud. La capitale reale -Lagos- conta 8 milioni di abitanti e la nazione è divisa in ben 37 stati.
Nel 2050 la Nigeria diventerà la terza nazione più popolata del mondo.

Massacri di cristiani non sono una novità, purtroppo. Lo sono però le rappresaglie che cominciano a crescere in alcune zone contro lemoschee musulmane, a partire dalla città di Benin city (un milione di abitanti). La dimensione confessionale dei conflitti tribali è evidente ovunque in Africa, ma non si deve dimenticare che Boko Haram è nato in Nigeria negli anni ’70, ben prima di Al Qaida, e con caratteristiche “poco musulmane”, visto che il “falso profeta” Maitatsine aveva preso le distanze da Maometto, predicando che le biciclette, la radio sono “peccato” ben prima di Bin Laden.

Fino a oggi il tessuto della Nigeria è stato tenuto insieme dalla élite militare, com’è avvenuto in tutto l’ex Terzo Mondo dopo la decolonizzazione. L’elezione del cristiano Goodluck Jonathan ha però fatto saltare in piedi l’élite militare (nordista), allarmata anche dal fatto che i proventi del petrolio rimangano soprattutto appannaggio del sud.

L’esempio della guerra del Biafra (1967-1970)
La guerra del Biafra (o guerra civile nigeriana) fu preceduta da una sere di violenti pogrom anticristiani nel nord della Nigeria, a maggioranza musulmana. Dopo i massacri Emeka Ojukwu proclamò l’indipendenza e la successiva guerra civile tra i cattolici Ibo e il resto della nazione aveva prodotto 3 milioni di morti, prima della sconfitta del Biafra.

Il ricordo di un simile massacro è pesante ancora oggi in tutta la nazione. Centinaia di migliaia di civili Ibo erano fuggiti dalla regione del Biafra in tutte le altre nazioni africane. Una nuova guerra creerebbe un flusso di disperati anche in Europa, e il ricordo della fuga di civili dalla Tunisia di un anno fa sarebbe nulla al confronto di un esodo di proporzioni apocalittiche.
E allora, cosa succede se la Nigeria esplode, come titolano i giornali africani?

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