Published On: mar, Mar 13th, 2018

No alla chiusura della Polizia ferroviaria di Chiavari

L’idiozia burocratica non ha fine né confini in Italia. Personalmente constato che ci sono almeno  soltanto due controllori che fanno bene il loro mestiere: costoro controllano i biglietti negli ultimi vagoni, dove si rifugiano sempre indisturbati italiani o stranieri senza biglietto. All’altezza di Chiavari avvertono la Polfer, e questa si presenta sul vagone per invitare i senza biglietto a scendere. In questo modo si rispetta chi fa il biglietto regolarmente e si contribuisce a non far salire il prezzo del treno…

Claudio Muzio, consigliere regionale di Forza Italia e segretario dell’Ufficio di Presidenza, ha presentato in Regione un Ordine del Giorno con cui chiede l’intervento per scongiurare la soppressione del Posto di Polizia Ferroviaria di Chiavari, ipotizzata dai piani di riorganizzazione e di razionalizzazione del Ministero dell’Interno. La proposta di Muzio verrà discussa in una delle prossime sedute di Consiglio.

“Il Posto Polfer di Chiavari – dichiara il consigliere regionale di Forza Italia – rappresenta un importante presidio di sicurezza per le migliaia di persone che, per recarsi sul posto di lavoro, ogni giorno partono o arrivano alla stazione chiavarese, per gli studenti che raggiungono Chiavari in treno per frequentare i numerosi istituti scolastici della città e, più in generale, per tutti coloro che a Chiavari usufruiscono del servizio ferroviario. La sua possibile chiusura – prosegue – rappresenterebbe, oltre che un oggettivo indebolimento del livello di sicurezza, l’ennesimo smacco per la città, dopo la soppressione del Tribunale. Per tutti questi motivi – conclude Muzio – ho presentato l’Ordine del Giorno, con cui chiedo al Presidente Toti e alla Giunta regionale di attivarsi presso le sedi competenti e di mettere in campo ogni azione ritenuta necessaria per evitare che il Posto di Polizia Ferroviaria presente nella stazione chiavarese venga chiuso”.
La richiesta dovrebbe essere sottoscritta anche dagli altri consiglieri del Tigullio.

Una stazione cinese