Published On: Ven, Mag 26th, 2017

No alla “Diga Perfigli” a Chiavari. Politici divisi su lettera del Comitato

Il Comitato “Giù le mani dal fiume Entella” -apartitico- ha chiesto ai candidati sindaco di Chiavari un impegno nel contrastare le progettate opere strutturali di mitigazione del rischio idraulico sul bacino del fiume Entella, note come “Diga Perfigli”, “con imponenti muraglioni previsti lungo la piana del fiume. Opere, che sono peraltro correlate ad un nuovo progetto di urbanizzazione, conseguente alla riclassificazione dei terreni a lato delle summenzionate difese d’argine.
Ai candidati è stata consegnata una lettera di cui si chiedeva la sottoscrizione.

I candidati che hanno sottoscritto l’impegno, sono stati:

       Roberto Traversi per i 5 stelle (poi non più candidato);
       Giorgio Canepa per Partecipattiva e per Sinistra in Comune;
       Marco Di Capua per Avanti Chiavari, Marco di Capua Sindaco e Maestrale.

Il candidato di PD e liste civiche -Lino Cama- non ha aderito alla richiesta. Il candidato Roberto Levaggi (F.I., liste civiche) non ha aderito, inviando queste considerazioni al comitato:

“…Personalmente, ritengo che ritirare senza nessuna condizione la firma da una sistemazione idraulica approvata da tutte le autorità di bacino sarebbe da incoscienti. Sono in ballo ben otto milioni di euro che verranno investiti per difendere le zone rosse della città, e quindi bisogna fare molta attenzione e porsi come primo e inderogabile obiettivo quello di non perdere in alcun modo lo stanziamento.

Le anticipo che sono disposto, qualora fossi rieletto sindaco, a ritirare la firma da quell’accordo di programma qualora – pur con il ritiro della firma – venga comunque garantito che questi otto milioni di euro vengano spesi per la difesa idraulica del fiume.

Invito quindi chiunque, a partire dal vostro autorevole Comitato, a dimostrare con uno studio analogo che la diga non è assolutamente necessaria e soprattutto – cosa che era un impegno dell’allora Regione nel 2012, quando avevamo messo la firma – a indicare punto per punto come utilizzare i fondi per difendere l’abitato di Chiavari dalla foce dell’Entella sino a oltre le caserme di Caperana, realizzando le opportune difese idrauliche per la mitigazione del rischio.

Non dimentichiamo che, senza queste difese, potrebbe ripetersi la tremenda alluvione del 2014, nella quale gli argini non si ruppero alla foce, bensì a monte delle caserme e il tratto di Via Parma che va verso la Fontanabuona divenne un autentico fiume che rovinò tutto.

Solo a queste condizioni, con l’impegno che gli otto milioni di euro vengano spesi per la difesa spondale di Chiavari e per ridurre la barra sabbiosa alla foce del fiume, potrei decidere di ritirare la firma.