Published On: Sab, Lug 28th, 2018

Noi di Chiavari: Consiglio comunale urgente su Fondazione Torriglia e Fara

Il gruppo consiliare Noi di Chiavari comunica di aver protocollato, al termine della seduta di questa sera, la richiesta di un Consiglio Comunale da svolgersi entro i prossimi venti giorni per discutere dei punti rimasti esclusi dalla discussione, ovvero le interpellanze relative alla Fondazione Torriglia e alla Colonia Fara.

«Con una messa veramente sorprendente e assai poco democratica, il presidente del Consiglio Comunale Segalerba ha interrotto la seduta di questa sera proprio al momento di discutere le pratiche più spinose, quelle relative all’ampliamento del Torriglia e alla riduzione del progetto dell’ex Colonia Fara», dicono Roberto Levaggi (capogruppo), Daniela Colombo e Silvia Garibaldi. «Segalerba ha parlato di “ora tarda”, ma non erano neppure le 20! Non ci stupiscono queste tecniche meschine poco rispettose della minoranza. E’ evidente che su Torriglia e Fara l’amministrazione Di Capua è in enorme difficoltà. Altrimenti perché non affrontare la discussione, se non si hanno problemi né si ha qualcosa da nascondere. Anche la rinuncia al ruolo di consulente all’Urbanistica del sindaco da parte del consigliere Giardini dà adito a più di un sospetto su come devono essere divisive queste due pratiche all’interno della maggioranza».

Noi di Chiavari ha deciso quindi di far valere un proprio diritto. Convocare un consiglio entro venti giorni per discutere le ultime interpellanze rimaste.

Nel contempo, i tre consiglieri di opposizione hanno votato questa sera con un “No” la variazione di bilancio all’ordine del giorno e relativa ai lavori pubblici.

«Non abbiamo condiviso – spiegano i consiglieri – molte delle scelte che hanno portato a questo assestamento e riteniamo per esempio troppo ottimistiche certe previsioni di entrata. Ugualmente contrario è stato il voto sul piano triennale opere pubbliche».

Tre sono le varianti
1) Adeguamento per l’utilizzo da parte della Guardia di Finanza di parte del nuovo Palazzo di Giustizia, «e su questa siamo d’accordo».

2) Messa in opera di una rotonda in Via Prandina al costo di più di 200 mila euro. «Su quest’opera siamo nettamente discordi poiché tale rotonda in contropendenza non è secondo noi sicura. Riteniamo inoltre che spendere tale cifra senza un piano complessivo del traffico sia uno spreco di risorse. Abbiamo un esempio di cambi alla viabilità senza un piano complessivo che è emblematico: il cambio di senso di Corso Genova senza un contemporaneo senso unico in direzione opposta in Via Castagnola ha portato solo congestione al centro poiché ben due arterie portano il traffico in centro».

3) Piazza del Buono: «siamo favorevoli alle riqualificazioni ma non a riqualificazioni fatte tanto per farle e che per accontentare tutti in realtà non accontentano nessuno».

Piazza Del buono è il polmone verde del quartiere. All’ombra degli alberi c’è l’incontro tra generazioni. Quello che è sempre emerso, già in fase di creazione della piazza, ma confermato negli incontri con le persone del quartiere, è che si voleva una riqualificazione ma non lo stravolgimento della piazza.

Manutenzione del verde, illuminazione, sistemazione dell’arredo urbano, piccole modifiche per rendere più fruibile da parte dei ragazzi e dei bambini, ma non uno stravolgimento. Il progetto adesso agli atti presenta diverse criticità.

«La pista di atletica, di misure non adeguate, proposta come pista di allenamento, appare inadeguata all’utilizzo da parte degli atleti ma anche non sicura perché la commistione tra chi fa sport ad un certo livello ed i comuni cittadini può essere pericolosa.

Se viene recintata viene levato all’uso comune e generale una porzione cospicua di piazza.

La riqualificazione così fatta elimina alberi e rischia di fare diventare la piazza dalla vera e propria agorà una zona ad uso esclusivo di chi utilizza la pista.

Ci viene detto che la pista si leva ma ne siamo certi? Fino ad ora agli atti non c’è. Dove la collocheranno allora visto che sembrava un’urgenza per alcuni consiglieri di maggioranza,  ma che osteggiata dal consigliere Giardini pare sia stralciata?».

«Ci pare che sulle piazze in generale i progetti siano tutti poco consoni, che non ci sia una idea organica ma si cerchi di mettere cose tanto per metterle, trovare un “buco” per collocare strutture promesse in campagna elettorale… la pista di pattinaggio, la pista di atletica, chioschi e bagni chimici… speriamo di non trovarci col Manuelin che pattina… ed il monumento ai caduti con la pista di atletica intorno».

Voto contrario anche rispetto alla proposta di transazione sull’autorimessa Salvemini. «Già quando ero sindaco – ricorda Levaggi motivando il voto negativo – mi era stato sconsigliato dai consulenti di autorizzare questa transazione. E oggi sono ancora di questo parere. Non vedo perché il consiglio comunale debba prendersi la responsabilità per degli errori commessi dai tecnici. Non dimentichiamo che tutto questo materiale finirà alla Corte dei Conti. Noi di Chiavari ritiene più giusto votare in maniera contraria alla transazione».