Published On: Gio, Gen 23rd, 2014

Non perdere l’occasione dell’acqua minerale Santa Rita, una delle migliori d’Italia

Riportiamo un testo della Lista civica Val Graveglia, che ben fotografa la situazione paradossale di una risorsa che finisce in mare. Storia simile a quella della legna delle potature che potrebbe produrre energia elettrica invece di finire, a migliaia di tonnellate, letteralmente in fumo ogni anno.
Si tratta di facilitare l’impianto di produzione, riassorbendo la forza lavoro locale. Magari lavorando a un progetto a km. zero, senza costi di marketing, pubblicità e distribuzione, ma restando come commercializzazione in Liguria.
Le Fonti Santa Rita Nascono negli anni Sessanta e fino agli anni Novanta, nelle case dei genovesi le bottiglie di vetro dell’ acqua minerale con il marchio Santa Rita erano le più diffuse. Una serie di problemi legate alle proprietà la vedono sempre più inabissarsi fino a scomparire dal mercato.È un’ ipotesi che si sarebbe potuta portare avanti tra gli operatori turistici, e precisamente tra ristoratori e titolari di esercizi pubblici della zona del levante: Chiavari e dintorni, le cittadine sulla costa e anche l’ entroterra. 

Il progetto prevedeva di rilevare concessione della fonte Santa Rita (che ha il costo irrisorio, rispetto al fatturato che si potrebbe produrre, di € 1.800 annui) con il relativo stabilimento e i dipendenti.

Gli impianti e la concessione sono andati all’asta diverse volte e sono sempre andate deserte poichè, e questo è forse sempre stato il problema, le offerte sono di fatto separate per la concessione dell’estrazione e per gli immobili che avrebbero dovuto accogliere la lavorazione e l’imbottigliamento.

Nel bando di gara della Regione Liguria del Giugno 2013, che prevede la concessione dell’uso delle fonti E anche l’autorizzazione all’imbottigliamento, all’art. 7 (requisiti soggettivi dei partecipanti alla gara) si legge che “i partecipanti dovranno dimostrare di essere nella disponibilità o di avere in corso un procedimento per l’acquisizione della disponibilità di un manufatto idoneo a svolgere le funzioni di stabilimento (…)dell’acqua minerale, nel Comune di Ne o nel territorio limitrofo”.

In parole povere, chi acquisisce la licenza di estrazione a € 1.800 annui per 30 anni di concessione, deve anche avere (o essere titolare di un preliminare per acquisirlo) uno stabilimento adatto allo scopo. Non si parla di che fine fanno gli attuali dipendenti. Questo stabilimento, inoltre, può anche essere nel territorio limitrofo (il che, è inutile dirlo, sarebbe abbastanza costoso visto che non si può decidere dove sgorgherà l’acqua della fonte).

Non è dato sapere quali sono i gruppi o i privati che si sono proposti in forma del tutto volontaria, in questi mesi, all’attuale sindaco del Comune di Ne (lo rileviamo da una sua intervista a Entella Tv del Maggio 2013, giornalista Elisa Folli) per far ripartire la produzione dell’acqua Santa Rita che, lo ricordiamo, è una delle migliori d’Italia i termini di qualità.
Non sappiamo cosa è successo tra le mura della casa comunale in occasione di quegli incontri e cosa è stato indicato ai volontari potenziali acquisitori del marchio Santa Rita.
Non sappiamo su quali basi i volontari acquisitori hanno poi evidentemente deciso di non procedere all’acquisto della licenza e di non trattare con la proprietà degli immobili che accolgono attuamente la lavorazione dell’acqua.

La nostra valle non merita questo silenzio assordante, ci sono dipendenti della società che sono ancora in cassa integrazione e che non sanno per quanto ancora potranno percepirla, e non sanno nemmeno che cosa succederà al proprio futuro e a quello delle proprie famiglie.

Foto: Fonti Santa Rita : Acqua Minerale a km zero. E' una ipotesi del 2012. </p>
<p>Le Fonti Santa Rita Nascono negli anni Sessanta e fino agli anni Novanta, nelle case dei genovesi le bottiglie di vetro dell' acqua minerale con il marchio Santa Rita erano le più diffuse. Una serie di problemi legate alle proprietà la vedono sempre più inabissarsi fino a scomparire dal mercato.</p>
<p>È un' ipotesi che si sarebbe potuta portare avanti tra gli operatori turistici, e precisamente tra ristoratori e titolari di esercizi pubblici della zona del levante: Chiavari e dintorni, le cittadine sulla costa e anche l' entroterra. </p>
<p>Il progetto prevedeva di rilevare concessione della fonte Santa Rita (che ha il costo irrisorio, rispetto al fatturato che si potrebbe produrre, di € 1.800 annui) con il relativo stabilimento e i dipendenti.</p>
<p>Gli impianti e la concessione sono andati all'asta diverse volte e sono sempre andate deserte poichè, e questo è forse sempre stato il problema, le offerte sono di fatto separate per la concessione dell'estrazione e per gli immobili che avrebbero dovuto accogliere la lavorazione e l'imbottigliamento.</p>
<p>Nel bando di gara della Regione Liguria del Giugno 2013, che prevede la concessione dell'uso delle fonti E anche l'autorizzazione all'imbottigliamento, all'art. 7 (requisiti soggettivi dei partecipanti alla gara) si legge che "i partecipanti dovranno dimostrare di essere nella disponibilità o di avere in corso un procedimento per l'acquisizione della disponibilità  di un manufatto idoneo a svolgere le funzioni di stabilimento (...)dell'acqua minerale, nel Comune di Ne o nel territorio limitrofo".</p>
<p>In parole povere, chi acquisisce la licenza di estrazione a € 1.800 annui per 30 anni di concessione, deve anche avere (o essere titolare di un preliminare per acquisirlo) uno stabilimento adatto allo scopo. Non si parla di che fine fanno gli attuali dipendenti. Questo stabilimento, inoltre, può anche essere nel territorio limitrofo (il che, è inutile dirlo, sarebbe abbastanza costoso visto che non si può decidere dove sgorgherà l'acqua della fonte).</p>
<p>Non è dato sapere quali sono i gruppi o i privati che si sono proposti in forma del tutto volontaria, in questi mesi, all'attuale sindaco del Comune di Ne (lo rileviamo da una sua intervista a Entella Tv del Maggio 2013, giornalista Elisa Folli) per far ripartire la produzione dell'acqua Santa Rita che, lo ricordiamo, è una delle migliori d'Italia i termini di qualità.<br />
Non sappiamo cosa è successo tra le mura della casa comunale in occasione di quegli incontri e cosa è stato indicato ai volontari potenziali acquisitori del marchio Santa Rita.<br />
Non sappiamo su quali basi i volontari acquisitori hanno poi evidentemente deciso di non procedere all'acquisto della licenza e di non trattare con la proprietà degli immobili ch accolgono attuamente la lavorazione dell'acqua.</p>
<p>La nostra valle non merita questo silenzio assordante, ci sono dipendenti della società che sono ancora in cassa integrazione e che non sanno per quanto ancora potranno percepirla, e non sanno nemmeno che cosa succederà al proprio futuro e a quello delle proprie famiglie. acqua

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