Published On: Gio, Mar 29th, 2012

Nua natua: rinascono 53 ettari di area sul mare

SESTRI LEVANTE. Tornano a vivere 53 ettari di natura mozzafiato a picco sul mare. Sono stati presentati ieri mercoledì 28 marzo alle 9,30, durante un’escursione sul campo, i risultati del biennio di restyling di cui l’area protetta di Nua natua, compresa tra Sestri Levante e Moneglia, è stata resa oggetto dopo il devastante incendio del 2004 (vedi questo articolo). L’assessore provinciale Marina Dondero e l’esperta agronoma Paola Caffa, curatrice del progetto Miglioramento, ricostituzione boschiva e interventi accessori in Località Vallegrande nei Comuni di Sestri Levante e Moneglia hanno illustrato ieri l’intervento di miglioramento e ricostituzione boschiva reso possibile grazie alle risorse del Programma Regionale di sviluppo rurale per una spesa complessiva di 330.000 euro. “Complessivamente l’intervento prevedeva la bonifica forestale di circa 44 su 177 ettari e il ripristino della percorribilità in sicurezza di circa 12 km di sentieri sul totale di 15 km presenti nell’area – ha commentato la dott. Caffa – la Cooperativa che si è aggiudicata i lavori ha offerto un ribasso importante che ha consentito di aumentare la superficie bonificata sino a 53 ettari”.

Nel settembre 2004 per tre giorni un incendio boschivo ha interessato il comprensorio di Vallegrande. E’ stato un incendio misto di chioma e di superficie di elevata intensità, il cui fronte di fiamma, agevolato dall’azione del vento, ha distrutto completamente il sottobosco arbustivo ed erbaceo e si è propagato fino alle chiome dei pini, uccidendoli o danneggiandoli gravemente. Gli arbusti della macchia mediterranea hanno subito la perdita dei soli fusti e delle chiome. A cinque anni dall’incendio le specie della macchia sono state in grado di ricacciare nuovi virgulti dalla parte basale, mentre i pini marittimi, non avendo la capacità di emettere ricacci come le latifoglie, sono stati uccisi dalle fiamme. Allo stesso tempo la rarefazione della copertura vegetale, oltre a provocare modifiche microclimatiche, con una vera e propria continentalizzazione del microclima, ha determinato un forte aumento dell’azione erosiva esercitata dagli agenti atmosferici sul terreno, provocando erosione.

Le finalità del progetto prevedevano i seguenti punti: contenere l’erosione superficiale e agevolare l’insediamento della rinnovazione naturale del bosco; eliminare i pini irrimediabilmente compromessi dal fuoco ancora in piedi e depezzare i numerosi fusti a terra; agevolare la componente a latifoglie arbustive e arboree; eliminare il rischio di caduta di esemplari arborei sulle percorrenze pedonali di maggior transito; diminuire il rischio di dissesto idrogeologico. Attraverso azioni di abbattimento, sramatura e depezzatura di tutti gli esemplari di pino morti ed  interventi di eliminazione dei polloni bruciati sulle ceppaie di latifoglia (arbustive e arboree), le piante sono tornate lentamente a ricrescere. Sui sentieri sono state realizzate piccole opere di contenimento e miglioramento della percorribilità e della regimazione delle acque, sfruttando lo stesso legname di risulta dalle operazioni di pulizia. Sempre sulle percorrenze pedonali è stata svolta anche un’azione di ricostruzione di tratti di muratura a secco e rimozione di rifiuti che avevano reso poco fruibili i tracciati, come parti di tubature di acquedotto bruciate.

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