Published On: Sab, Lug 20th, 2019

Nuove costruzioni in aree Italgas: il sindaco contro il gruppo Noi di Chiavari

Di seguito un comunicato dell’amministrazione di Chiavari sul progetto di nuovi edifici nel centro città, in via Trieste. Il primo cittadino Marco Di Capua ritorna di nuovo sul progetto di riqualificazione dell’area Italgas.

«Che ci sia la volontà di mescolare le carte in gioco e di far confusione, è palese. Che ci sia una macchinazione ad hoc, anche. Per alcuni risulta facile smuovere l’opinione pubblica per far perdere di vista la realtà dei fatti. L’interpretazione che “Noi di Chiavari” ha dato della risposta dell’assessore regionale Scajola all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico, Luca Garibaldi, è parziale. E anche un po’ travisata… Infatti, proprio dalla risposta dell’assessore Scajola si evince che il consigliere regionale Garibaldi abbia fatto un’erronea richiesta all’ufficio non competente in materia, in quanto la medesima era da indirizzare ad un ufficio diverso, il settore Difesa del Suolo di Regione Liguria il cui dirigente è il Dott. Ramella. E’ proprio questo ufficio regionale che ha autorizzato, su istanza del privato, la modifica della qualifica della fascia fluviale del Piano di Bacino da B a B0.

Qui si sta cercando di fare della confusione sulla confusione, per essere sicuri di non capirci nulla.

La mia amministrazione adottando il nuovo Puc (5 dicembre 2018) ha definito limiti stringenti di aumento della volumetria della zona: solo un incremento del 5% dei volumi già esistenti e nessuna premialità ad uso diverso. Ricordo, inoltre, che questa norma non è stata fatta ad hoc per Italgas, ma è la normativa che regola tutto il centro urbano. L’ex sindaco Levaggi, non avendo disciplinato il Piano Casa, avrebbe permesso l’applicazione dello stesso con un incremento del 35% anche con la previsione di servizi nell’area di Via Trieste.

Se fa tanto scandalo il progetto presentato da Italgas, cosa ne pensano sia l’ex sindaco Levaggi sia chi comandava realmente a Palazzo Bianco, delle varianti presentate a suo tempo per l’edificazione in corso nella zone delle Clarisse? In una zona pregiata, all’interno di un parco urbano totalmente verde. Li si che stanno sorgendo palazzi nell’oliveto e non in una zona inquinata da bonificare. Quale è stata la contropartita pubblica? Quali parcheggi per il quartiere e la comunità?

In questo caso si che si tratta di colate di cemento in un mercato immobiliare saturo… ma qui nessuno grida “no cemento”? Forse qualcuno è preoccupato di non vendere gli appartamenti che andrà a costruire nell’oliveto adiacente a Piazza Roma?

Nel caso delle Clarisse c’è stata una precisa volontà politica, con passaggio in consiglio comunale, ed è stata fatta una variante al piano regolatore, mentre per il progetto di Italgas si parla di una semplice applicazione del Piano Casa passato al vaglio solamente degli uffici tecnici, non degli organi politici.

L’opposizione e gli interessi economici a loro vicini sembrano più preoccupati di aver perso l’opportunità di costruire in Colmata mare 100 appartamenti e tanto altro cemento… a discapito di parcheggi pubblici, spazi sportivi e altri servizi per i cittadini. Con la mia amministrazione l’area di Colmata rimarrà ad uso totalmente pubblico.

Per fare chiarezza concludo con una domanda rivolta all’opposizione, al consigliere regionale Luca Garibaldi e a tutte le altre forze politiche non rappresentate in consiglio comunale. Se il Puc dell’ex sindaco Levaggi fosse stato approvato definitivamente dalla mia amministrazione, quindi con l’indicazione di servizi pubblici sull’area di Via Trieste, il progetto presentato da Italgas ai sensi dell’art. 7 della legge regionale 49/2009, cioè Piano Casa con demolizione e ricostruzione in loco delle volumetrie esistenti, poteva essere approvato?

Se non rispondiamo correttamente a questo quesito con onestà intellettuale, faremo gli Azzeccagarbugli del caso».

Chiavari, area Clarisse