Published On: Ven, Mar 31st, 2017

Nuovi manager per ATP? Meglio una nuova azienda basata sul mercato

Così Giorgio Canepa (candidato sindaco a Chiavari per la lista di Partecip@ttiva) sul possibile nuovo management di ATP, azienda di trasporti pubblici del Tigullio:

“Ho accolto con grande interesse la notizia delle dimissioni e/o decadenza del management di ATP, ora potrebbe essere la volta buona per fare una adeguata analisi di questa azienda in tutti i suoi elementi di costi e ricavi, al fine di impostare un fattivo piano dei trasporti nella Città metropolitana di Genova, al di fuori del capoluogo. Ma i politici locali saranno capaci di “dimenticare” gli interessi di partito e guardare al “bene comune”? Ne dubito molto, tanto che ritorna in auge il nome di Sivori che nel passato ha dimostrato di non essere stato in grado di gestire problemi complessi (…) Purtroppo hanno sempre prevalso le segreterie dei partiti e/o l’ incapacità dei Comuni di “forzare la mano”.”

L’analisi di Canepa è corretta, ma manca di un passaggio: non servono più dei bravi manager. Nemmeno Bill Gates, per esempio, sarebbe capace di mettere in condizioni ottimali la ATAC di Roma.
Se una società ha debiti troppo alti, personale troppo numeroso e male utilizzato, tecnologie e mezzi anticati, clienti in diminuzione, una cultura aziendale modellata sul 1970, e non sul 2017, mentre servirebbero minibus a chiamata per le tratte meno affollate, o le soluzioni adottate a New York e  Calcutta già nel 1980 per bloccare chi sale a bordo senza biglietto, con un servizio mirato, agile e “desindacalizzato” (nel senso che meno blocchi burocratici e fondamentalisti ci sono e meglio lavoratori e clienti vanno a stare).
Per esempio servirebbero “corse speciali per i crocieristi” da Portofino verso il Tigullio o verso le Baie del Levante o verso Santo Stefano d’Aveto… Accordi con i tassisti e/o driver privati che abitano nell’entroterra, e che costano meno del servizio ATP (I Comuni non li possono utilizzare perché ATP “chiuderebbe la linea per ritorsione” ci è stato detto…)
Il mondo è dinamico, il nostro sistema economico è ancora un mix tra quello sovietico e quello di Bismarck-Mussolini: lento, mortifero, burocratico, in cui gli assunti sono garantiti (ma sottopagati e con aziende sussidiate e quindi ad alta mortalità), e chi non è assunto non ha nemmeno uno straccio di diritto.
Abbiamo bisogno di scoprire cos’è il libero mercato, in cui i “privati” non sono gli “amici di partito” o gli “amici degli amici”, ma “soltanto” i cittadini capaci di intraprendere, onesti, vogliosi di lavorare.
Solo così si garantiscono:
– Il servizio alla popolazione;
– più certezze e più denaro ai dipendenti;
– meno tasse occulte ai cittadini (per finanziare aziende già defunte per decenni;
– più opportunità di lavoro.