Published On: Mar, Gen 17th, 2017

Nuovo attacco di Marco Conti alla gestione del polo museale di Sestri

Marco Conti (Popolo per Sestri): il 2016 annus horribilis per il Musel. Oltre 160.000 euro il costo di gestione annuo mentre i visitatori sono 2143 -pari a 5,8 al giorno- per un incasso complessivo di € 2.218.

“Il Musel costa a noi contribuenti oltre € 160.000,00 annui per la sola gestione, senza contare i milioni di euro spesi per realizzarlo. Neanche le scolaresche e gli open day sono bastati per aumentare il numero delle visite che, al netto, sarebbe stato ancora più deprimente.

Il 2017 lo abbiamo aperto con una Delibera di Giunta (n° 257 del 29 dicembre 2016) che affida la gestione dello sportello museale alla Mediaterraneo Servizi. Nel dispositivo si legge che è intenzione della Giunta proporlo al Consiglio Comunale… Come sempre a cose fatte però. Nella Delibera sopra citata, la Giunta si trincera dietro a un presunto risparmio di € 30.000,00 in quanto non verrà più utilizzato, nel Musel, l’attuale dipendente del Comune (che però resta sempre a carico dell’ Ente…). Questo sbandierato risparmio è fittizio ma soprattutto fumo negli occhi in quanto il Comune trasferisce alla sua società partecipata un corrispettivo mensile che si aggira sui € 2.000,00.

Non dimentichiamo comunque che i costi di gestione restano sempre a carico del Comune, quindi con questa nuova pensata i poveri contribuenti sestresi dovranno, per l’ennesima volta, abbassare sconsolati la testa.

Stranieri, italiani, sestresi affascinati dalla presunta bellezza di qualcosa di cui nessuno sentiva il bisogno. E non tiriamo fuori, per carità, la retorica ed i luoghi comuni sul “senso di appartenenza”, sul luogo delle nostre memorie, sui miracoli fantascientifici di ologrammi vari, uno dei quali rappresentante il Cavalier Fascie. Il galantuomo che tanto diede a Sestri e altrettanto si vide togliere, in questo momento molto probabilmente si sta rivoltando nella tomba, vedendo il suo cognome e la sua persona usati come scusa, copertura e paravento di un’ignominia inutile…”