Published On: Mar, Mar 11th, 2014

Nuovo piano faunistico della Provincia di Genova: Punta Manara e Vallegrande zone protette

La Provincia ha approvato un “piano regolatore” di boschi, prati, pascoli, e zone agricole del territorio provinciale genovese per tutelare la fauna selvatica, regolare le attività venatorie, formulare indirizzi e strategie per la gestione e il miglioramento degli habitat naturali. Quest’anno la caccia era stata oggetto di ricorsi al Tar e blocchi ripetuti.

Il nuovo piano faunistico venatorio della Provincia di Genova, è stato approvato dal commissario Piero Fossati con i poteri del Consiglio Provinciale, redatto sulla base dei criteri dell’Ispra (l’ex Istituto nazionale per la fauna selvatica) e degli indirizzi faunistico venatori della Regione Liguria. La legge stabilisce che alla protezione della fauna selvatica sia destinata una percentuale del “territorio agro-silvo-pastorale” fra il 20 e il 30 per cento e la quota delle zone con divieto di caccia nel piano faunistico venatorio della Provincia di Genova raggiunge il 28,94% mentre quelle restanti, oltre il 71%, costituiscono il territorio dei due ambiti di caccia (Atc).

Il piano faunistico venatorio è stato anche sottoposto a valutazione ambientale strategica (Vas) della Regione, con giudizio positivo finale. Nella procedura di Vas sono stati coinvolti i soggetti competenti in materia ambientale (Arpal, Soprintendenza, uffici della Regione, Parchi, Province e Regioni limitrofe) e raccolti pareri e osservazioni pubbliche.

La fotografia del piano (molto dinamica, perché nei cinque anni di durata sarà sottoposto a monitoraggi annuali, utilizzando 33 indicatori diversi, sul rispetto e l’efficacia delle azioni e degli indirizzi e ad aggiornamenti e revisioni più globali fra due anni e mezzo) dice che del territorio protetto per la fauna e vietato alla caccia fanno parte dieci oasi (aree con funzioni di rifugio, sosta e riproduzione per gli animali selvatici per favorirne l’insediamento e la diffusione naturale), altrettante zone di ripopolamento e cattura (per la riproduzione allo stato naturale e le catture controllate di esemplari da immettere sul territorio, rispettando le condizioni di ambientamento per ricostituire la densità faunistica ottimale secondo i criteri previsti), due valichi montani a tutela degli uccelli migratori, oltre alle pareti di roccia dove nidificano volatili di specie protette e interesse naturalistico, le zone per l’addestramento dei cani, le aree di bosco che hanno subito incendi, i parchi, le foreste demaniali, le aree delle aziende faunistico-venatorie, le fasce di rispetto intorno alla rete stradale e ferroviaria (50 metri) e intorno alle abitazioni (cento metri).

Fra le oasi due sono di nuova istituzione: quella di Forte dei Ratti, nel genovese, e quella di Punta Manara – Vallegrande nel levante (che comprende la zona a valle dei sentieri di Punta Manara e la fascia più costiera per Vallegrande). “Le nuove zone di protezione – dice Piero Fossati – sono dedicate in particolare all’avifauna di ambiente mediterraneo e sono le uniche esistenti oltre al promontorio di Portofino in tutta la Provincia. Come abbiamo specificato con l’assessore Briano in una recente lettera ai sindaci, queste oasi non comportano alcun tipo di vincolo per il territorio, escluso il divieto di caccia. L’impegno per realizzare il nuovo piano è stato molto complesso e abbiamo incontrato anche qualche incomprensione iniziale e qualche spiacevole travisamento dei fatti, ma crediamo di aver ottenuto con il contributo di tutti uno strumento importante ed efficace per armonizzare la tutela faunistica e le attività agricole e venatorie”.

Per quanto riguarda le zone di ripopolamento e cattura sono due le modifiche principali, entrambe richieste dagli Atc: la zona di Val Noci, complessivamente ampliata rispetto al precedente piano faunistico, e quella di Roccagrande (fra Val Petronio e Val Graveglia) che accorpa le precedenti zone di Rocca dell’Aquila e del Biscia-Bocco. I due valichi montani di protezione per i migratori sono il Turchino e i Giovi. Sul territorio esiste anche una zona di protezione speciale (Beigua-Turchino) affidata alla gestione del Parco del Beigua. Deriva da una specifica direttiva Ue sulle misure di conservazione degli uccelli e limita, senza vietare, l’attività venatoria.

Il nuovo piano è stato trasmesso alla Regione per le verifiche di congruenza agli indirizzi faunistico venatori regionali, ai Comuni per l’affissione agli albi pretori, è stato pubblicato sul sito internet della Provincia www.provincia.genova.it e lo sarà nei prossimi giorni anche sul Bollettino ufficiale della Regione Liguria.

Punta manara da punta Baffe

Punta manara da punta Baffe

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  1. Redazione ha detto:

    Per le Regioni, basterebbe la rappresentanza legislativa e politica al Senato delle Regioni (10 consiglieri a testa?). Mentre le funzioni tecniche di manutenzione e gestione finanziaria, potrebbero essere gestite da personale -appunto- tecnico.

  2. Rino ha detto:

    Tutelare il territorio della provincia genovese,scusate ma mi scappa da ridere. Ho pensato,dopo che i buoi sono scappati è molto meglio chiudere i cancelli. Intanto il Comune si fida di Ekoclub,che si conosce da dove proviene. Mi sono interessato soltanto delle Provincia perchè nel contesto dell’articolo si parlava del commissario Fossati. Ma anch’io sono pienamente d’accordo con Roller nel togliere le regioni,dopo tutto quello che è successo, ultimamente,in Italia (oltre che le mutande ora spunta anche un vibratore e si tace sugli altri acquisti,tra l’altro irrisori,per amore di patria). E dei Comuni che si dovrebbero accorpare,ne vogliamo parlare? I Comuni nella nazione sono all’incirca 8.092.- Non le sembra anacronistico,amico Roller,avere dei comuni con meno di trecento abitanti? Alcuni,del resto,sono vicini a noi. Ma le spese sono sempre a carico dei cittadini,pochi o tanti! Aveva ragione Dante nei suoi versi del Purgatorio,quando scriveva: “Ahi serva Italia, di dolore ostello,nave senza nocchiere in gran tempesta….. ecc.ecc… “,già nel 1300,ma dall’ora cosa è cambiato?

  3. Roller ha detto:

    Prima ci tolgono le provincie e meglio è. Concordo. Se ci togliessero pure le “regioni” il risparmio sul mantenimento di parassiti politici sarebbe al top.

  4. Rino ha detto:

    Lo dissi già il 29 gennaio quando si parlò di bivacco a Punta Manara. Il mio commento,si può andare a vedere,era:
    ” Ma il Sindaco ci è o ci fa? Parla di Ekoclub e come avverrà il ripristino di tratte dei sentieri e lo sviluppo del turismo. Poi,bisogna telefonare ad un cellulare per avere le chiavi,e chi te le dà,un esercizio pubblico. E’ il colmo!Oltretutto è ammissibile parlare di un’associazione di cacciatori spacciandola per una associazione protezionistica? Ed i cittadini,che vengono distratti dalle manifestazioni, organizzate ad oc,pensano che siano arrivati i salvatori della patria! Intanto sono distratti. Il Comune non si smentisce mai. Come per la Mediterraneo,ne vedremo,ancora,delle belle. ”
    Ecco,le belle cominciano a vedersi. Sentite,prima ci tolgono le Province,meglio è!

  5. giuppino ha detto:

    Caro roller..altroche voce maligna..Nicolini è presidente dei cacciatori liguri

  6. Roller ha detto:

    Divertente apprendere che la gestione di “punta Manara” sede, peraltro di una antica torre telegrafica (ogni tanto sento parlare di “Bivacco”, sia stata data a “Ekoclub” che, voce maligna, mi dice essere in comunella con “Federcaccia”. Chissà che in Regione non s’accorgano che mettere le mani su una torre telegrafica dei primi ‘800 non è poi così ecologico e a salvaguardia di un ambiente unico.

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