Published On: Lun, Nov 9th, 2015

Nuovo sciopero dei trasporti pubblici, martedi 10 novembre. I cittadini condannati a pagare per aziende in coma

Arriva l’ennesimo sciopero del trasporto pubblico, che in Italia è ovunque basato sul modello romano dell’ATAC, invece che su modelli più democratici, solidali, utili per i lavoratori, utili per i cittadini.
Intanto ATP TIgullio continua a non utilizzare i tornelli, utilizzati da 40 anni nel resto del mondo, o altri sistemi più moderni ed efficienti. Intanto il servizio “pubblico” è degradato e non conviene più a nessuno, con i cittadini che si devono arrangiare da soli, ma che sono comunque chiamati tutti a pagare l’obolo a aziende irrecuperabili, divenute un pozzo senza fondo di nessuna garanzia per i loro stessi lavoratori.

Il rischio è che non sia neppure un bus domani 10 novembre, per 24 ore su tutto il territorio tigullino servito da Atp. Bus in circolazione solo nella fascia garantita del mattino, dalle 6 alle 9, e in quella del pomeriggio dalle 17 alle 20.00.

Manca infatti un serio piano aziendale (impossibile da realizzarsi, se l’azienda è in profondo rosso: lo si dica chiaramente…).

Anche Città Metropolitana di Genova infatti deve fare i conti con i costi e i tagli di spesa.

Ed ecco che magicamente -a un anno dal concordato coi Comuni- la “misura tampone” che doveva evitare il fallimento si rivela una bugia detta ai cittadini pagatori. Persino il sindaco Doria oggi sembra restio a versare il consueto finanziamento annuale da 1,4 milioni. Coraggio, è il servizio pubblico.

atp trasporti provinciali

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