Published On: Ven, Giu 14th, 2013

Obbligo di patentino per la pesca con la canna: vivere in un lager burocratico

Evidentemente la follia cresce a ogni istante che passa. E’ questa l’impressione che si ha quando ci si rende conto che oggi non è più possibile prendere una lenza, un secchiello, un figlio, e recarsi su uno scoglietto a cercare di prendere una salpa immangiabile.
Quando ci vorrà una patente anche per respirare, allora saremo alla fine. Ma comunque si possono leggere storie di “normale” burocrazia come questa, tipiche del lager burocratico italiano, per capire che gli alieni ci stanno distruggendo a forza di leggi “giuste”.
Il trucco infatti è tutto lì: agire per il bene, ma con nuove e infinite leggi imposte su tutti e ormai difficili persino da trasgredire.
E’ infatti vero che ci sono troppi pescatori dilettanti in molte zone urbanizzate delle coste, i quali possono danneggiare la fauna ittica che vive a pochi metri di fondo. Ma la soluzione dovrebbe essere diversa da un ennesimo libretto, che tra l’altro viene dipinto come “gratuito”: “Basta andare sul sito del Ministero!“, si legge su un sito. Immagina un pensionato di 80 anni che va sul “sito del Ministero”… Inoltre, il link rimanda direttamente alla home del Ministero delle “Politiche agricole-alimentari e forestali“, e quindi non serve a nulla, visto che si dovrà poi perlustrare tra tonnellate virtuali di articoli e direttive.

Inoltre il patentino è gratuito. Ma si badi bene: se non lo si ha e si viene colti in flagrante con un amo in mano, “scattano le multe“.
La domanda è: ma se il patentino è gratuito, allora che senso ha? Non servirà a limitare l’uso della canna (da pesca) da parte di un legislatore che usa troppo la canna (da oppio), visto che non ci sono costi per nessuno (per ora). Si noti che la richiesta di “regolamentazione” è partita anche da alcune importanti associazioni ambientaliste: sempre a fin di bene. Ma resta il sospetto che si tratti solo di una vessazione burocratica: l’ennesimo libretto-patentino. Spazi di libertà che se ne vanno senza alcun beneficio né per gli umani né per i pesci.
striscione di protesta dei pescatori

Displaying 1 Comments
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  1. costantino ha detto:

    Certo che sono SEMPRE le associazioni ambientaliste a proporre azioni significative ed importanti. Il ministero non lo farà mai per continuare a garantire/garantirsi i consensi da parte del mondo dei pescatori dilettanti. Qualunque attività antropica (pesca di pesci di scogliera calpestio di scogli affioranti, prelievo di molluschi e gastropodi, ecc ) svolta nella zona costiera e soprattutto nelle fasce interditali (dalla linea di battigia a circa – 6 mt. di profondità, dove c’è la maggiore concentrazione di organismi.Certo che negli anni 60 e 70 in Sicilia nella spiaggia di Capo Scalambri eravamo in 2 a pescare, oggi non meno di 50 persone. Tutto in natura cambia, evolve, Noi dovremmo avere la saggezza oltre che la capacità di accettare il cambiamento ed agire di conseguenza, coerentemente alle sopraggiunte necessità ecologiche da cui dipende la qualità della Nostra Vita.

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