Published On: Mar, Set 29th, 2015

Oggi la decisione da parte dei 67 sindaci dell’ATO (da abolire!) sul depuratore del Tigullio

Nonostante l’assurda e levantina (=bizantina e kafkiana) decisione (“imposta” dalla burocrazia, non dalla logica!) di far decidere a tutti i 67 sindaci dell’ATO (organismo da abolire) al posto dei soli sindaci interessati, auspichiamo che si scelga la logica, il risparmio, il rispetto di cittadini e ambiente, e si abbattano gli interessi di parte che vedono un solo soggetto predestinato a realizzare l’opera.
Uno scandalo da evitare.

Auspichiamo che Enrico Pignone dia l’indicazione giusta: di non fare uno sfacelo sulla Colmata di Chiavari, nel centro del Tigullio, creando cacca al posto di oro (un sito per il turismo e per i tigullino ridotto a depuratore?)

Lo scempio è tale che i ricorsi sarebbero infiniti, col risultato di bloccare un’opera che non piace a nessuno dei diretti interessati.
Un’opera cara, piena di spreco energetico, con tubature al posto di spiagge per chilometri e una decina di anni di tempo. Un delirio, appunto.

La soluzione giusta prevede due impianti. Lo dice la logica, non l’interesse.

Scrive il Comitato per il Contratto di Fiume per l’Entella:
Avversiamo lo scellerato progetto di costruzione del “Depuratore unico comprensoriale” ribadendo che: non è sufficiente cancellare la realizzazione della colmata alla foce che avrebbe dovuto ospitarlo e che l’unica soluzione accettabile sia la realizzazione di due distinti “Depuratori di vallata”, uno per la Val Petronio e uno per la valle dell’Entella, scongiurando in tal modo la costruzione della mega condotta fognaria di collegamento fra Sestri L. e Lavagna la quale oltre a essere fonte di enormi sprechi di risorse energetiche e finanziarie caricate sulle bollette dei cittadini mette a rischio la qualità del nostro mare e l’attività lavorativa di innumerevoli categorie che traggono il loro sostentamento dall’attività nel campo del turismo.
Resta un mistero il fatto che scelte dettate esclusivamente dall’uso del buon senso siano così pervicacemente contrastate da chi esercita la gestione della “cosa pubblica”
no depuratore unico

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