Published On: Mer, Feb 15th, 2012

Olimpiadi 2020, altro che Roma, c’è Doha

Avvertenza: questo non è un articolo sportivo, ma serve a farci capire i motivi politico-economici della rinuncia alle Olimpiadi 2020 da parte del governo Monti.

Roma non aveva alcun senso
Un impegno di spesa di circa 5 miliardi non era sufficiente per trasformare Roma in una città in grado di ospitare i Giochi. Si noti che Londra 2012 costerà almeno 11 miliardi, di cui 45 milioni solo per la cerimonia di apertura. L’organizzazione londinese è perfetta: Olimpiadi culturali (con Otello in versione rap ); la città è larga, con una rete di infrastrutture invidiabile. Pechino 2008 invece costò ufficialmente 33 miliardi.

Atene 2004, ricorda Linkiesta, è costata quasi 10 miliardi, ed è stata una delle concause del fiume di sprechi di denaro pubblico che sono costati il fallimento della Grecia.
Mi si dica allora se non era una barzelletta già in partenza una previsione di spesa per Roma di 5 miliardi
Solo Los Angeles 1984 ha avuto un saldo attivo, grazie alle policy americane, in cui il denaro (e la necessità di fare ricavi) li mettono i privati. Barcellona ha avuto un esito positivo perché ha ridisegnato la skyline della città, con una buona ricaduta turistica (di cui Roma non ha bisogno).

Pertanto, per organizzare un evento simile, serve un fiume di denaro. Monti avrà molti difetti, ma non quello di essere avventurista. Nulla da dire sulla sua scelta, se si ha del sale in zucca.

Qatar, nazione-cassaforte emergente
Il Qatar e Doha hanno avuto vicissitudini finanziarie, ma restano solide e continuano a proporsi come il nuovo hub del commercio globale (fiere e saloni internazionali) e del commercio luxury.
La sua skyline non è seconda a nessuno, il Fondo sovrano è ricchissimo e senza fondo come il giacimento su cui galleggia la capitale Doha. Il Qatar è la nazione araba più globalizzata, grazie ad Al Jazeera. Nonostante sia una nazione musulmana, quindi ostile alle immagini, è diventata un piccolo Louvre in cui confluiscono capolavori come I giocatori di carte di Cézanne. Nel 2022 inoltre Doha ospiterà la finalissima dei Campionati mondiali di calcio.

Il Comitato olimpico Doha 2020 -con alcuni atleti guidati dal presidente Sheikh Saoud bin Abdulrahman Al Thani- ha consegnato la richiesta all’ International Olympic Committee (IOC) di Losanna, in Svizzera.
Doha compete con altre quattro città, dopo la rinuncia di Roma. Infatti i giochi olimpici e paraolimpici 2020 si svolgeranno a Baku (in un’altra nazione emergente), a Istanbul (idem), oppure a Tokyo o a Madrid (due città in decadenza). Doha non è certo l’ultima, e probabilmente dovrà temere soprattutto la concorrenza di Istanbul e il nefasto clima del Qatar, che d’estate arriva tranquillamente ai 45 gradi.

 
 
 

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