Published On: Mer, Feb 15th, 2012

Olocausto e foibe: incontro domani a Castiglione Chiavarese

CASTIGLIONE CHIAVARESE. Olocausto e foibe spiegate ai ragazzi, per dare pari dignità alle vittime di entrambi gli eccidi. Grazie all’inizitiva della maestra elementare Maria Carla Cademarchi in collaborazione con Pro Loco e Comune di Castiglione Chiavarese, alle 10 nell’oratorio di San Bernardino si terrà una relazione di Graziano Stagni sul tema delle foibe e di Fausto Figone sull’olocausto, cui parteciperanno i ragazzi delle scuole dell’istituto comprensivo di Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese (v. questo articolo). Il 10 febbraio, molto in sordina, è passato il Giorno del ricordo, dedicato alle vittime dell’eccidio giuliano-dalmata, che hanno visto migliaia di italiani morire nelle cavità carsiche, perseguitate perchè infedeli al regime di Tito. “Cercheremo di fare chiarezza su due temi che nel corso della storia sono stati resi oggetto di strumentalizzazioni politiche – spiega l’insegnante –  non si trova più menzione delle foibe sui libri di storia e non se ne parla neanche in geografia come fenomeno carsico”.

“Ancora oggi, dopo quasi dieci anni dall’istituzione del Giorno del Ricordo, solo il 44% degli
italiani riesca a dare una giusta definizione delle foibe nella storia del nostro Paese e solo il 22% sa cosa sia l’esodo istriano-giuliano-dalmata – spiega Arnaldo Ferrari Nasi, dell’istituto di ricerca Fna & associati, autore di un sondaggio sulle foibe e sull’esodo giuliano-dalmata – il dato del 2012, rispetto a quello degli anni precedenti, è però in sensibile miglioramento”.

“Sono dati che fanno molto male a chi questo dramma l’ha vissuto nella propria famiglia – spiega Roberta Predolin, sestrina, figlia e nipote di profughi giuliano-dalmati – lo stesso riconoscimento di una giornata dedicata al ricordo delle vittime è cosa relativamente recente”. La famiglia Predolin affonda le sue radici nella città dalmata di Zara. Il nonno era imbarcato nella marina austroungarica e dei suoi quattro figli ben tre erano nell’esercito. Morto il nonno nel 1943, la moglie si è ritrovata sola con la figlia adolescente e di fronte all’ondata di odio e persecuzioni verso gli italiani residenti a Zara, allora portofranco italiano, ha scelto la via della fuga su un vapore. Da lì le coraggiose donne sono sfollate ad Asiago e sono riuscite a riunire la famiglia; il 26 aprile 1945 i genitori di Roberta, conosciutisi qualche mese prima quando il padre era di stanza a Casarza Ligure con gli Alpini, sono convolati a giuste nozze, lasciandosi alle spalle le brutture delle persecuzioni. Migliaia di italiani residenti in terra slava non hanno però avuto la stessa fortuna: “sono rimasti quelli che avevano un cognome slavo, per gli altri c’è stato l’orrore delle foibe”. Oltre alla pulizia etnica, deve far riflettere anche la campagna politica e sociale portata avanti dal regime titino per cancellare qualsiasi impronta di italianità in quelle terre: “sono stati cambiati i nomi alle città, e i leoni di San Marco che adornavano palazzi, case e portali sono stati distrutti in segno di spregio – conclude la testimone – fatti gravi, che hanno compromesso anche lo sviluppo culturale e sociale futuro di quelle zone”.

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  1. angiolino ha detto:

    24.3 caro cistiano,
    trovo condivisibile la tua scelta non prolifica, ma per tutt’altro motivi di quelli da te accampati. Infatti essi respirerebbero anzitutto l’aria salubre di castiglione, località che presumo incontaminata dalle esalazioni antidemocratiche e fascistoidi e nello stesso tempo lontana, lontanissima dalle cadaveriche esalazioni provenienti dalle zone carsiche, meta finale dei vendicativi massacri orditi dai partigiani titini.
    saluti da angelo

  2. Redazione ha detto:

    “Pari dignità” è riferito ai morti. Le consiglio di fare figli: una società con un tasso di feritlità inferiore ai 2 per coppia è destinata inevitabilmente alla decadenza… Inoltre la curva non è recuperabile prima di un secolo, e l’immigrazione non basta più…

  3. PARI DIGNITA’? Io non faccio figli perché mi farebbe schifo che essi respirassero la stessa aria respirata dai [CENSURA] antidemocratici e guerrafondai che parlano di pari dignità per i fascisti e le loro vittime. (Ma il mondo non è mio, e se mi pagassero ne farei anche di peggio…)

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