Published On: Ven, Gen 17th, 2014

Oscar a Sorrentino. Sorrentino chi?

A me Sorrentino e Servillo non piacciono.
Vero è che si rischia di essere ipercritici, ma devo dire che di Sorrentino non sono mai riuscito a vedere più di 15 minuti di film, tra Il Divo e L’amico di famiglia. Servillo mi sembra privo di espressioni facciali, quasi mummificato, caricato nella prossemica e nella voce in maniera insopportabile. Al confronto Jack Nicholson è un attore angelico e vivo. Eppure di cinema ne ho masticato abbastanza: ho conosciuto registi come Sergio Leone, Giacomo Campiotti, Olmi, Michelangelo Antonioni. Premi Oscar come Vittorio Storaro (ET), direttori del festival di Venezia come Marco Muller. Ho lavorato per la Gaumont Italia, quand’era gestita da Rossellini jr.
Sono stato il primo in Europa a conoscere Jim Jarmush e a scrivere che era bravo. Ma Sorrentino non mi piace.
Attori ne ho frequentati a raffica, ma non quelli alla Servillo: il film Gomorra (con Servillo) NON mi è piaciuto, etc.
Molto meglio Romanzo Criminale, la serie sulla banda della Magliana realizzata da Sky e venduta in molte nazioni estere con merito.
Il Pensiero Unico invece è acritico per definizione. Si deve lodare obbligatoriamente, e guai a dire che si è di fronte a una “boiata pazzesca”. Si deve essere laudatorio in maniera lecchina alla Vincenzo MOLLICA dell TG1. Ecco, non ho mai digerito nemmeno un secondo e un aggettivo di V. Mollica.
Spero che Sorrentino vinca un Oscar, non per lui ma per l’industria italiana del cinema . Ma lo meriterebbero molti altri attori e registi bravi anche in decenni privi di un Vittorio De Sica (Christian è simpatico, però).
L’Oscar lo meriterebbero molti altri: Margherita Buy su tutti, Sergio Rubini (delizioso L’Uomo nero), la Comencini. Lo darei al primo Virzì, non all’ultimo. Darei l’Oscar per la carriera a Verdone. Darei un calcio a Salvatores. Soldini m’annoia. Moretti ha detto tutto nei primi film, sarà banale ma è così. La malattia del cinema italiota è la politica e “l’impegno sociale”, perché descrivere la nostra drammatica società con la lente della politica è come mangiare il pesce con la cassata siciliana. Meglio lasciar fare ai registi cinesi, iraniani e hollywoodiani il cinema “impegnato”. Meglio un regista che si occupa della vita direttamente e senza volontà didattica.

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  1. Redazione ha detto:

    Flavio, ammetto di essere prevenuto nei confronti degli autori “lodati a prescindere” dai media. Detto ciò, non reggo la maschera di Servillo (troppo carico/grottesco/espressionista e macchiettistico). In generale, è vero che Sorrentino non dev’essere un “cane” visto che ha ottenuto del successo, e sono d’accordo sui giudizi su Virzì.

  2. Redazione ha detto:

    Oh, ma gli asini sono più intelligenti e “puliti” di molti cavalli sapientoni!

  3. Rino ha detto:

    Caro Paolo,scusami se non ho scritto prima,ma non ho avuto tempo,dopo ti spiegherò,ma non dare retta a chi,come me,non capisce niente di cinema. Ma sai oggi sono tutti tuttologi. Di qualsiasi scibile si parli,loro sanno tutto. Tutti intelligentoni. Tutti critici. Dicevano i vecchi che a lavare la testa all’asino si perde tempo e sapone! Purtroppo!

  4. Flavio ha detto:

    Nonostante non reputi La grande bellezza il migliore film di Sorrentino, e non creda che Servillo abbia dato il meglio di sé in questa pellicola (relativamente al personaggio affidatogli, con potenzialità e limiti del caso), non sono affatto d’accordo con la sua “critica”. La trovo, più che altro, un’onesta opinione da amante del cinema. Un’opinione, a mio avviso, non del tutto fondata: non citare film come L’uomo in più e Le conseguenze dell’amore – entrambi diretti da Sorrentino e con Toni Servillo come attore protagonista – significa non considerare due opere cinematografiche indubbiamente intense, ben riuscite (e premiate), la cui importanza è fondamentale per restituire giustizia (rispetto alla sua critica) a una valutazione più ampia della “coppia”. Quanto al solo Servillo: a me piace molto. Credo si possa apprezzare maggiormente in ruoli dove il personaggio ha attitudini grottesche, anacronistiche. Da Morte di un matematico napoletano, ai film precedentemente citati (se non ha visto L’uomo in più, mi permetta un consiglio: film struggente e vivido)ai più recenti Gorbaciof, E’ stato il figlio e Viva la libertà! Un attore prezioso e capace di meritare tanti ruoli in altrettante pellicole. E’ un professionista, molto bravo, preparato, importante per il Cinema italiano. Non so quali siano i criteri per l’assegnazione di un Oscar – o, meglio, non ho gli occhi del mondo sul Cinema Italiano, ma i miei, dunque non so dal punto di vista cinematografico se il mondo guardi a noi come noi guardiamo a noi – però trovo che “smontare” Sorrentino e Servillo così, sia stato un po’ spiccio e superficiale. Quanto meno, presentare un punto di vista come “critica” cinematografica, rafforzata dalla conoscenza personale di registi e attori, mi apparso un filo irriverente. Conoscere gli uomini che dirigono un film o ne interpretano una parte, non significa conoscere la forza artistica che li anima, alla quale possono dare libera espressione soltanto sul set, ovvero svolgendo la loro “professione”, cioè compiendo ciò che desiderano fare. Anch’io avrei dato l’ “Oscar” a Baci e abbracci o a Ferie d’agosto: non crede che se qualcuno dovesse esprimere un’opinione su Virzì basandosi su film più recenti, non avrebbe un’idea verosimile del valore e soprattutto della identità artistica e umana del suo operato?

  5. Redazione ha detto:

    Per Umberto. Infatti il mercato del cinema e della tv sono in parte dopati dalla critica e dalla stampa. E’ però anche vero che il gradimento di nicchia, quello cioé puro, prodotto dagli spettatori esiste ancora. Come esiste ancora un po’ di buon cinema italiano, nonostante una pessima critica, dei costi di produzione eccessivi e un pessimo sistema di finanziamento pubblico alle produzioni.

  6. Redazione ha detto:

    Conosciuto e lavorato con. Il cinema e la tv li conosco dall’interno. E’ per quello che ne diffido.

  7. Giuppino ha detto:

    Dire che capisci di cinema solo perchė hai conosciuto illustri registi ė come dire io so giocare a calcio perchė ho gli autografi dei maggiori fenomeni.
    La tua non ė una critica quanto l espressione di gusti soggettivi, leggere paragone tra Gomorra e romanzo criminale, giudicandolo migliore per le maggiori vendite all estero.
    Sul fatto che ci siano tanti altri attori meritevoli di premi oscar è condivisibile ma la critica, quella vera, l’ha pensata diversamente!

  8. umberto ha detto:

    Hai scritto una recensione politicamente scorretta, e per questo sarai punito. La cultura ufficiale italiana è sempre compatta nel seguire una linea che ha una lunga tradizione di autocompiacimento. Anche per questo la stragrande maggioranza dei nostri film ce li vediamo da soli, li recensiamo da soli – e li finanziamo, anche.

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