Published On: Lun, Gen 30th, 2017

Paita attacca la sinistra radical e D’Alema: collaborazionisti di Grillo e Lega

Durissimo attacco di Raffaella Paita (capogruppo Pd in Regione Liguria) ai nuovi schieramenti, e ai vecchi comportamenti delle ali “dure e pure” della sinistra ligure e nazionale. Sullo sfondo c’è la lotta per il candidato sindaco di Genova. La critica a Sinistra Italiana (nuovo partito) e ai dalemiani è: -Sfasciando il Pd, consegnano la regione e l’Italia nelle mani di Grillo e Salvini-. E’ un’allusione nemmeno troppo velata agli orrori della sinistra italiana dopo la Prima Guerra mondiale, quando sia Mussolini sia i “massimalisti ” (gli estremisti anarchici e comunisti legati all’Unione Sovietica) produssero un biennio di scontri, sfaceli, distruggendo il governo liberale di Giolitti e consegnando l’Italia a un atroce dilemma: scegliere tra Scilla (il fascismo del post socialista Mussolini) e Cariddi (la dittatura dei soviet in salsa romana). Va però aggiunto a Raffaella Paita che la guerra al PD parte anche dall’interno del PD. Ci sembrano alquanto “discutibili” molte delle candidature a sindaco di Genova che provengono dagli altiforni del partito. Più che al ritorno di bersaniani e dalemiani, o al trionfo degli incompetenti, a Genova il PD deve trovare come candidati sindaco persone capaci, giovani, e assai indipendenti dalle parentele (D’Alema) e ragnatele (Doria) del vecchio partito. Ecco il comunicato:

In principio fu la Liguria, che è talmente esposta al mare da sentire il vento nuovo prima che arrivi nell’entroterra. Da qui parte la guerra al nuovo Pd, alla sua ambizione di essere a vocazione maggioritaria e di interpretare un riformismo coraggioso. Una guerra che rinnega tutto: storie, amicizie, anni di appartenenza alla sinistra, l’esperienza comune nel decennio al governo della Regione Liguria. Il nemico è Renzi e con lui tutti quelli che credono al suo progetto. Allora non importa se il voto disgiunto aiuta a vincere Toti e la Lega Nord (quelli dello sportello antigender e dei gay da mettere nei forni), non importa se la crociata contro il referendum fa dimettere uno dei pochi presidi della sinistra in Europa di fronte all’avanzata di Trump e Putin e regala il risultato del No a Salvini e Grillo. Perché c’è sempre un nuovo obiettivo autolesionista contro Renzi. Oggi c’è il nuovo sogno della sinistra pura: far vincere la destra o i Cinque stelle a Genova e alla Spezia e consegnare definitivamente il Paese alla Lega e a Grillo (per un nuovo miracolo dalemiano!). Bene, anzi male. Ho preso fiato e mi sono detta che non ci riusciranno. Perché la politica che hanno insegnato a me a sinistra serve per cambiare il Paese, non per battere il nemico interno. Anche perché, in questi anni, cosa ha rappresentato questa sinistra? Si è sempre divisa in tanti piccoli partitini capaci solo di litigare fra loro, come Sinistra Italiana che nasce oggi e che ha già due posizioni diverse fra chi vorrebbe allearsi col Pd e chi invece vorrebbe correre da solo, anche se col 3% si fa davvero poca strada. Forse, anche se non possono dirlo, il loro unico obiettivo è far perdere il Pd. Pensiamo a D’Alema che aveva detto che se al referendum avesse vinto il No in sei mesi il Parlamento avrebbe potuto fare le riforme; qualcuno ne ha più saputo qualcosa? Sempre D’Alema, che diceva che dopo il referendum sarebbe tornato ai suoi impegni internazionali (come si è visto ieri…) ora vuole il congresso, ma quando lo voleva Renzi non andava bene. Io spero sinceramente che visto che proprio dalla Liguria è partita la guerra, anche da qui (dove il vento arriva prima….) partirà la resistenza al collaborazionismo populista (camuffato da sinistra pura). Anche perché di fronte a un mondo così complesso, cosa ci propongono? Una rendita di posizione utile a chi la pratica e illusoria per coloro ai quali vorrebbe rivolgersi. E’ già successo 20 anni che ci rubassero il sogno di un’Italia nuova. Eppure c’è un mondo che attende risposte vere e c’è una sinistra che crede nel coraggio delle riforme. Questa volta non molleremo e ci riprenderemo il compito di offrire futuro e cambiamento.  Raffaella Paita, capogruppo Pd Regione Liguria