Published On: gio, Dic 6th, 2018

Palazzo Rocca: mostra dell’artista Vittorio Ugolini

Inaugurata il giorno 5 dicembre alle 17:30 nelle sale al primo piano di Palazzo Rocca la mostra Vittorio Ugolini. Una selezione di circa 50 opere traccerà uno spaccato sulla produzione dell’artista partendo dai lavori di fine anni ’30 fino ad arrivare alle ultime opere dei primi anni 2000.

L’evento, che cade nel centenario dalla nascita di Vittorio Ugolini, è il completamento di un lavoro di ricerca di opere e di materiale documentale che verrà raccolto nel volume edito dalla Casa Editrice De Ferrari di Genova e che sarà presentato a Chiavari il 19 dicembre alle 18:00. Nel testo sarà presente un ampio approfondimento firmato dal Prof. Leo Lecci, Ricercatore e Docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Ateneo genovese.

Curato dalla neonata Associazione Culturale Tecnica Mista presieduta da Claudio Castellini, il progetto è stato fortemente voluto e supportato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Chiavari guidato dall’Assessore e Storico dell’Arte, Silvia Stanig e sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova ed in particolare con l’AdAC, Archivio d’Arte Contemporanea dello stesso ateneo.  Importanti collaborazioni sono infine quelle che per l’occasione Tecnica Mista ha avviato con l’Istituto Giovanni Caboto di Chiavari e Santa Margherita Ligure ed il Liceo Artistico Luzzati di Chiavari, che vedranno un gruppo di alunni impegnati nelle attività di gestione dell’evento.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 16:00 alle 19:00, mentre sabato, domenica e festivi sarà aperta anche al mattino dalle 10:00 alle 12:00. Resterà chiusa il 25 dicembre e la mattina del primo gennaio.

Dichiara il vicesindaco e Assessore alla Cultura, Silvia Stanig: «A un secolo dalla nascita, nelle stanze di Palazzo Rocca, rivive Vittorio Ugolini attraverso i suoi dipinti che intrattengono un dialogo fuori dal tempo con la storia e i visitatori inevitabilmente coinvolti in un’insolita conversazione. La realizzazione di questa importante retrospettiva si deve all’impegno e alla collaborazione dell’Associazione Culturale Tecnica Mista con l’Università degli Studi di Genova (AdAC) e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Chiavari: un lavoro molto lungo e meticoloso teso anche alla realizzazione di un autorevole catalogo che renderà il tutto indelebile nella memoria. Si fa Cultura quando ci si ritrova a lavorare insieme con il fine ultimo di valorizzare le radici e la storia del nostro territorio attraverso l’opera di un artista che con delicatezza si è distinto nel panorama storico artistico contemporaneo. Vittorio Ugolini è stato un protagonista nell’area informale del secondo dopoguerra grazie alla sua rara sensibilità che lo ha spinto a studiare e indagare con passione la valenza simbolica della materia cromatica mantenendo con le proprie opere un rapporto che definiremmo di intimità. Un pittore e un uomo molto stimato e apprezzato da artisti e collezionisti. Insegnò discipline pittoriche presso l’Istituto Statale d’Arte della nostra città fino al 1979 e sono tantissimi gli ex allievi che lo ricordano con affetto e che tanto hanno atteso questa mostra. Ugolini è dunque un’eccellenza di cui siamo fieri e orgogliosi e che pertanto riteniamo importante ospitare nel Palazzo dei chiavaresi.»

VITTORIO UGOLINI, nota biografica (da Wikipedia)
Nato a Bologna, è considerato però un pittore ligure essendosi trasferito presto a Chiavari (Genova), dove svolse la maggior parte della sua attività artistica e di insegnamento.

Negli anni quaranta studiò a Milano, presso la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco e instaurò proficui legami con molti dei maggiori artisti dell’avanguardia milanese di quegli anni.

A Chiavari, senza interrompere mai i rapporti con l’ambiente culturale milanese, fondò con gli artisti liguri Luiso Sturla, Bartolomeo Sanguineti e R. Costa il “Gruppo del Golfo”, che nel 1953 aderisce al Movimento arte concreta (MAC).

Il MAC che, in contrapposizione al realismo, aveva un indirizzo astratto e mirava a una sintesi delle arti, operava in una prospettiva internazionale e con un’intensa attività di mostre e pubblicazioni andava raccogliendo adesioni di gruppi di artisti da tutta Italia e anche da altri paesi europei.

In sintonia con le teorizzazioni elaborate all’interno del MAC, Ugolini sviluppò, pur senza abbandonare del tutto la figurazione, uno stile votato alla sintesi geometrica, privilegiando un asse di ricerca caratterizzato dall’uso del colore puro per creare effetti spaziali e luminosi senza il ricorso ai mezzi tradizionali del chiaroscuro e della prospettiva. I suoi dipinti sono sempre caratterizzati da un’intensa luminosità generata anche dalla dialettica tra la superficie del supporto lasciata parzialmente in vista ed il colore steso a campiture.

Nelle opere più tarde Ugolini allentò la definizione geometrica per assumere un approccio più vicino all’Informale, con pennellata più libere che tuttavia facevano ancora emergere embrioni di figure.

La carriera di Vittorio Ugolini si è svolta nel segno di una certa ritrosia, con poche mostre personali, fondamentale l’antologica alla galleria Poliedro di Genova nel 2002, ed una partecipazione “a distanza”, ma non priva di significato, al dibattito artistico contemporaneo.