Published On: Ven, Set 1st, 2017

Pale eoliche in Sicilia e Canale Cavour in Piemonte, due articoli illuminanti

Venerdì di Repubblica del 18 agosto 2017. Articolo di Giacomo di Girolamo dal titolo “In Sicilia le pale eoliche girano un po’ troppo“.
Nel testo si descrive -con toni palesemente negativi, e col solito background del “meglio che non si faccia nulla”- la vicenda dei 191 impianti eolici in Sicilia, regione ventosa.
In Sicilia il vento produce 2900 Gigawatt, in eccedenza rispetto a quanto richiede la Regione (1500 Gigawatt).
Il guaio: l’energia in eccesso “non può essere assorbita dalla rete“, perché il surplus manda in crash la rete. Conseguenza: molti impianti vengono intenzionalmente spenti (Stm= soluzione tecnica minima).
Seconda conseguenza: per gli impianti fermi l’energia viene comunque pagata al produttore dalla Regione.
L’articolo a questo punto NON dice nient’altro, se non il solito refrain masaniellistico-robespierino: “...Sull’eolico ha poi messo le mani da tempo la criminalità organizzata“. Fine dell’articolo.
COSA E’ PORTATO A CREDERE IL 99,9% DEI LETTORI DI REPUBBLICA A QUEL PUNTO?
Che l’eolico è un magna magna di politici e mafiosi. Quindi, va bloccato e buttato giù dalla torre (anzi: dalla pala).
INVECE cosa si nasconde dietro la notizia?
1. L’eolico è davvero l’unica energia pulita in grado di concorrere bene con gli idrocarburi;
2. La lobby “araba” pro petrolio in Italia è fortissima, se l’energia “verde” è stoppata;
3. Le pale eoliche off shore sono un’ottima soluzione, ma anche su terra non danno seri problemi (neanche all’avifauna, come verifico di persona quando vado a Varese ligure);
4. Se c’è eccedenza nella produzione di energia elettrica, la soluzione non è spegnere gli impianti, ma connetterli con la rete nazionale. Come mai non si fa 2+2?
5. La mafia è l’alibi degli imbecilli: se la mafia avesse in mano tutta la produzione di cibo, la soluzione non può essere il digiuno senza limiti per tutti fino alla morte, ma l’eliminazione della mafia dall’industria agricola e gastronomica. Invece i masaniellini/robespierini -pur odiandola- fanno in modo che a) la mafia continui a prosperare; b) in Italia non si riesca più nemmeno a costruire un muro senza prima convocare per 20 anni Senato Galattico, 100.000 ingegneri, architetti etc.
Nello stesso numero del Venerdi c’è un bell’articolo di Jenner Meletti sul CANALE CAVOUR, il canale che da Po e Dora Baltea porta l’acqua alle risaie vercellesi. E’ stata un’opera ingegneristica meravigliosa, che tra l’altro, contro il luogo comune dei Radical scioc secondo cui consuma un sacco di acqua, in realtà restituisce più acqua di quanta ne assorbe, e in più rinforza le falde. Dando vita a una produzione di riso che rende vivi e produttivi oltre 200.000 ettari di terra.
L’articolo dice alcune verità:
1. “Anche a metà ‘800 c’erano pesanti siccità” (oibò!);
2. Gli studi furono compiuti genialmente da Francesco Rossi, che non si era nemmeno diplomato come Geometra, il quale scoprì un percorso che risolveva il problema della risalita verso nord senza l’uso di pompe idrauliche.
3. Camillo Benso di Cavour fu un grande politico;
4. Un’opera così immane fu realizzata in SOLI 3 ANNI, da 13.000 operai. Fu anche costruita una ferrovia per portare pietre e calcestruzzo. Il canale passò sotto fiumi e torrenti, o sopra con ponti-canali sopra la Dora Baltea.
5. Col canale si bonificò una grande area, da Vercelli a Pavia e Novara, eliminando la malaria e le invasioni di cervi e cinghiali.
6. Parole finali dell’articolo: “Ma il canale Camillo Benso di Cavour [e il suo ideatore, ndr], oggi, supererebbe la VAS (Valutazione di Impatto Ambientale)?”…