Published On: Gio, Ott 20th, 2016

Panino o mensa scolastica? Meglio il panino di una mensa sovietica alla plastica

“Dobbiamo puntare al meglio per i nostri figli: il panino non è la soluzione”. Così sostiene il M5S regionale. Ma siamo sicuri che sia la cosa giusta?
In effetti in altre regioni, un referendum ha visto la maggioranza dei genitori a favore del “panino”. Vediamo di capire meglio la questione, allora.

Il punto vero è il seguente: SE le mense sono di qualità scadente, “ospedaliera”, con cibi preparati altrove, precotti, preconfezionati in plastica etc. etc. ALLORA è molto più salutare il cestino da casa con cui si sono nutrite generazioni di pargoli liguria, italiani e di altre nazioni.

A Sestri Levante, orma una decina di anni fa, il Comune decise di chiudere la mensa scolastica, che aveva un cuoco e una cucina sotto la scuola, con menu che nel corso del tempo si è affinato, proponendo anche cibi a km. zero, biologici, carni e yogurt di Varese Ligure etc.
La proposta era di affidarsi a un colosso nazionale per preparare cibi preconfezionati. Rivolta dei genitori, incontri pubblici, volantini etc., e i ragazzi di Sestri Levante poterono mangiare bene, cosa che fanno ancora oggi.

Se invece la guerra è tra “panino” e “schifezza precotta”, allora ciò significa che a Genova e altrove non si è abbastanza capaci di gestire le policy. M5S (e gli altri partiti) dovrebbe essere più chiaro: meglio il panino delle mense alla plastica…

COMUNICATO M5S
Il MoVimento 5 Stelle Liguria ha portato in Consiglio Regionale la questione “del panino”, la sentenza di Corte di Appello di Torino relativa alla refezione scolastica. Le implicazioni nell’aprire alla distribuzione del pasto domestico sono ampie e la Regione ha recentemente esaminato tutte le potenziali criticità oltre che pianificare un documento di indirizzo per tutti i comuni.
Si deve tenere presente che una sentenza di corte di appello come quella “del panino” nasce da un problema specifico. Un problema di qualità della mensa di alcune scuole a Torino che ha lecitamente preoccupato i genitori: è stato avviato questo percorso ma non aveva in origine l’obiettivo che ora si sta prefigurando.
L’approccio dev’essere inverso: puntare a migliorare il servizio mensa, ampliare l’offerta del servizio nel rispetto di abitudini religiose, alimentari e intolleranze oltre che promuovere diete più equilibrate e prodotti del territorio.
Assumere che la mensa non va bene e passare al pasto da casa è una resa su tutti i fronti. Anzi, un assist ai Comuni spesso in difficoltà economiche per pensare di ridurre o eliminare il servizio mensa nelle scuole come oggi lo conosciamo.
Secondo la sentenza, rimane comunque a carico dei Dirigenti Scolastici la responsabilità della scelta organizzativa e, quindi ,se autorizzare o meno il pasto domestico. Attendiamo gli sviluppi ma la preoccupazione sull’educazione alimentare dei nostri figli è forte: una volta nelle scuole la cucina era come quella “di casa”, ora di casa ci sarà il panino?
Andrea Melis, Portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria

Mensa per i poveri dei frati cappuccini a Sestri Levante

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