Published On: Mar, Nov 29th, 2016

Parte da Genova la partnership Europa-Giappone sui robot. Un futuro per gli studenti. I memi per la robotica

Il progetto internazionale di robotica CARESSES, guidato dall’Università di Genova, ha l’obiettivo di realizzare robot per l’assistenza domiciliare, ad elevata intelligenza e in grado di adattarsi alla cultura e al linguaggio delle persone assistite. Il progetto partirà dal gennaio 2017.
A Genova la robotica è di casa da anni, grazie all’Iit (Istituto Italiano di Tecnologia).
Se per miracolo si riuscirà a imporre la Liguria come hub internazionale dell’hi tech (si pensi anche a Wylab di Chiavari e alla Mediaterraneo di Sestri), allora si aprirebbero interessanti prospettive per i giovani studenti liguri. Sarebbe importante per l’Università di Genova affiancare al segmento robotico anche quello semiotico-linguistico legato alla memetica (vedi nota* in fondo al testo).

Il progetto, chiamato Culture-Aware Robots and Environmental Sensor Systems for Elderly Support (CARESSES), ha ottenuto un finanziamento di oltre 2 milioni di euro da parte della Commissione Europea e di un importo pari a circa mezzo milione di Euro dal Ministero delle Comunicazioni del Giappone, e si inserisce in un settore della robotica e dell’intelligenza artificiale in grande espansione.

Secondo l’ultimo rapporto della International Federation of Robotics, quello dei robot per anziani e disabili è un mercato che “crescerà sostanzialmente nei prossimi 20 anni”. Nel periodo 2016-2019 saranno venduti nel mondo oltre 37 mila modelli di assistenti meccanici. Ma per convivere con gli esseri umani in ambiente domestico, i robot dovranno tenere conto delle diversità culturali e modificare il loro modo di parlare e agire: solo così potranno essere accettati.

I robot saranno sempre più importanti nel campo dell’assistenza. E la letteratura scientifica ci dice che, se non si tiene conto delle diverse culture, l’intervento sanitario rischia di fallire. Per questo crediamo che la nuova generazione di robot ad uso domestico debba tenere conto anche di questi fattori”, spiega Antonio Sgorbissa, responsabile del progetto e docente di Robotica all’Università di Genova. “L’Unione Europea con questo finanziamento ha dimostrato di apprezzare la sfida”.

Oltre all’Università di Genova che ne è capofila, CARESSES, che si concluderà nel 2020, vedrà la partecipazione di alcune delle più prestigiose università Europee e Giapponesi attive nel campo della robotica (Università di Orebro in Svezia, JAIST e Università di Chubu in Giappone) e della salute (Università di Middlesex e Università di Bedfordshire nel Regno Unito, Università di Nagoya in Giappone).

CARESSES vede inoltre la partecipazione di SoftBank Robotics Europe, uno dei maggiori produttori mondiali di robot di assistenza domiciliare, tra cui il robot androide Pepper, e la rete di case di cura del Regno Unito Advinia Health Care, vincitrice di numerosi premi.

L’Università, con questo e altri progetti- afferma Paolo Comanducci, Rettore dell’Università di Genova – deve contribuire e promuovere l’innovazione per fare sì che Genova possa diventare un laboratorio di nuovi modelli di assistenza in una società in cui l’età media e la multiculturalità sono in crescita”.

  • Meme e robotica

Il meme (dal greco μίμεμα, “imitazione” Mimetica=memetica) è un’unità di informazione culturale codificata o codificabile, quindi riconoscibile e replicabile. E’ formato da un insieme di segni codificati o codificabili, e quindi si basa sulla semiotica e dato che “la semiotica è tutto ciò che può essere usato per mentire” (U. Eco 1974), anche la memetica ha attinenza con la mimesis, la mimetica, l’arte di imitare dissimulando, nascondendo.

Il termine è nato nell’interno della genetica, e in effetti riuscire a ricostruire i processi legati ai memi sarebbe qualcosa di simile alla decodificazione del codice genetico umano, con enormi ricadute positive su informatica e robotica.
Un meme si propaga per imitazione tramite persone fisiche o mezzi di comunicazione statici (lo erano già i graffiti delle caverne) e agisce sull’evoluzione culturale. Può essere un modo di coltivare nuovo come una musica.
L’evoluzione culturale dipende dalla creatività (la crisi economica attuale è in primo luogo una crisi di produzione di idee sociopolitiche, culturali, industriali, anche se scienza e tecnologia -non casualmente?- sono invece in espansione). Nell’immediato futuro ci si dovrà preoccupare dell’interferenza del doppio digitale e robotico sulla cultura umana, il che è stato al centro delle previsioni/preoccupazioni di scrittori come Asimov e Philip K. Dick o di autori critici nei confronti dell’informatica, come Paul Virilio e Jean Baudrillard.
Viviamo ancora in un mondo basato sul dualismo corpo-mente, ma domani il dualismo prevalente potrebbe essere quello tra intelligenza artificiale e intelligenza naturale.
Armonizzare il futuro è uno dei giga problemi che ruotano attorno allo sviluppo dell’universo digitale e robotico.

L’intelligenza è utile per la sopravvivenza se ci permette di estinguere una cattiva idea prima che la cattiva idea estingua noi” (Karl Popper).

Secondo Dawkins le culture possono evolversi in maniera analoga a come si evolvono le popolazioni e gli organismi viventi (darwinismo culturale), e quindi possono migliorare o peggiorare la qualità delle società e degli individui. Nel caosmo internettiano i meme sono i processi che rendono virale una notizia, un video un’immagine etc.

Droide Pepper (Softbank robotics)

Droide Pepper (Softbank robotics)