Pubblicato il: sab, Giu 17th, 2017

Partecip@ttiva e sinistra firmano un “Patto” con Di Capua per il ballottaggio

Giorgio Canepa, Giovanni Giardini e Marco di Capua oggi hanno siglato un clamoroso “Patto per Chiavari” in dieci punti. Nonostante i firmatari ci tengano a precisare che i punti siglati riguardano precisi punti di programma, e non si tratti di un “apparentamento politico” con l’ex assessore del sindaco Agostino (che ha il point elettorale nello stesso storico posto, in corso Garibaldi), la notizia è alquanto clamorosa.
E’ vero che nell’area a sinistra del Pd ci sono molte turbolenze (generate dagli errori pesanti commessi a Genova dai sindaci Vincenzi e Doria). Abbiamo sentito di persona dichiarazioni pro Trump e contro la Clinton… Ma si parlava di Stati Uniti. Tuttavia la scelta dei verderossi pro Di Capua e contro Levaggi resta sorprendente. Anche uno slogan centrale di Partecip@ttiva -“città slow”- va bene quando è riferito alle piste ciclopedonali e alla pedonalizzazione, ma non quando si deve pensare a risolvere problemi molto grandi per Chiavari, come quello del traffico al servizio di aziende e commercio, e quello dei posteggi. In quella direzione l’ex sindaco Agostino era andato avanti alla grande: parcheggi, cemento a Preli, progetti a San Pier di Canne. Strano l’apparentamento ambientalista che si realizza oggi. “Sembrerebbe cemento verde”, secondo Anna Maria Sciacca (candidata Pd per Lino Cama), che ricorda anche la condanna pesante subìta dall’ex sindaco e si dice “dubbiosa sul fatto che molta parte della sinistra apparentata con Canepa possa seguire queste scelte incoerenti”.
Lo slogan Città slow rischia di dare il segno di una città non intenta allo sviluppo e alla crescita (le piste ciclabili sono sacrosante, ma poi si deve pensare al traffico per aziende e commercio, e ai posteggi). Città slow fa venire in mente lo slogan “Decrescita felice” dell’intellettuale della sinistra ambientalista Serge Latouche, slogan poi diventato un non sense, quando è arrivata la crisi vera e “decrescita felice” è diventata molto infelice per i non-garantiti da pensione e stipendio sicuro… ma anche per i “garantiti” che comunque continuano a patire nonostante le poche entrate sicure.

Partecip@ttiva  ripete che non si tratta di apparentamento, ma intanto il movimento civico ottiene da Di Capua la promessa del vicesindaco, in caso di vittoria. 

Il nodo a questo punto è nelle mani del Pd. I voti dei centristi contro quelli dei “populisti”? Quelli dei cattoliberali, contro quelli dei cattocomunisti?
La situazione sembra molto confusa e gli elettori faranno bene a discernere le parole dalle soluzioni.

SE -e ripetiamo SE- i voti degli elettori del PD andassero al “comunque democratico” Levaggi (Roberto Bagnasco in una intervista rilasciata a Tigullio News sottolineava non a caso che Levaggi è un ingegnere capace di amministrare con rigore scientifico, ma anche con democraticità), allora quest’ultimo otterrebbe oltre il 53% dei voti. Di Capua invece otterrebbe il 46% se tutta la sinistra-verde e i giardiniani lo appoggiassero in questa navigazione comunque a forte rischio di turbolenze.

Il vice sindaco per Di Capua sarebbe Silvia Stanig.
Per Canepa “Il sostegno a Levaggi è stato scartato all’unanimità. Di Capua proviene da una esperienza politica tra luci e ombre, ma è libero da vincoli di partito.”
Il Patto prevede: no al depuratore e alla diga Perfigli, no all’edilizia residenziale in Colmata, no al cemento a Preli e sulle Grazie, No all’addizionale Irpef, Tari a punti. Marco Di Capua dice che “Si è messa la freccia a sinistra per il sorpasso”.

Silvia Stanig 33 anni, laureanda al terzo livello (Conservazione Beni storico-artistici) dopo laurea in Conservazione dei Beni culturali,  ha avuto 44 preferenze.