Published On: Gio, Dic 12th, 2019

Passera scopaiola golanera, dalla Siberia all’oasi avi-faunistica dell’Entella

Come l’anno scorso arrivò l’Organetto, un uccellino proveniente dalla Siberia, anche quest’anno l’oasi del fiume Entella si presta al riposo migratorio di un’altra specie, più rara e pregiata: la Passera scopaiola golanera. E’un passeriforme lungo 14 centimetri che vive nelle zone temperate e subartiche dell’Asia. Ha le parti superiori del corpo color marrone scuro striato con petto arancione tenue e il ventre bianco. Il capo è caratterizzato dalla gola nera e dal sopracciglio bianco che risaltano nell’alternaza di bande di piumaggio chiaro e scuro. E’ un migratore che sverna in India e in altre parti dell’Asia meridionale. Nidifica in fitte foreste di abete rosso, in territori cespugliosi, spesso sulle pendici più elevate dei monti Urali, deponendo dalle tre alle cinque uova. La sua alimentazione è esclusivamente insettivora. Accidentale il suo passaggio in Europa, soprattutto in autunno. In Italia, quello effettuato in questi giorni sull’Entella è il secondo avvistamento dopo quello fatto in Puglia, a Bari, nel dicembre 2014. In effetti questa specie abitualmente sverna in Afganistan e in Kazakistan; l’arrivo di un individuo isolato, detto in termine tecnico ‘accidentale’, è un evento occasionale. A differenza di altre specie che hanno abitudinariamente il fiume Entella come tappa di riposo, alcune, invece, ci si possono trovare per caso. Sta di fatto che, abitudinari o occasionali, molti uccelli selvatici trovano in questa piana un ambiente ideale per le loro esigenze. Merito questo anche di chi cura alcune zone della piana con passione, mantenendo un ambiente naturale, tranquillo e confortevole, condizioni indispensabili affinché gli animali selvatici vi sostino: lasciare a disposizione acqua fresca e pulita, non sfalciare in primavera e in estate, in modo che le erbe si riproducano spontaneamente, lasciare allo stato selvatico il portamento dei cespugli, sono tutte buone pratiche per favorire un ambiente vitale per questi grandi viaggiatori, rendendo questo habitat anche un pregiato sito di interesse scientifico, non solo luogo di piacevoli passeggiate.

Foto: Daniela Papi