Published On: Mer, Giu 3rd, 2020

Pazza idea di D’Alema e Prodi. Ammalia anche a destra: tra Maduro e celodurismo

In Italia tutti odiano lo Stato e la sua burocrazia, il suo malfunzionamento, la burocrazia, l’inefficienza più totale.
Qualche buona ragione c’è. Per esempio, sapete qual è il Paese più avanzato al mondo per efficienza della rete web e smart work? La Romania. Italia non pervenuta: vuoi mettere i nostri Corridoi dei passi perduti, gli immensi uffici kafkiani dei ministeri o dei Palazzi comunali o regionali. Vuoi mettere l’efficienza della nostra fibra ottica e dell’informatizzazione della catena burocratica e aziendale?
Voui mettere assumere 80.000 insegnanti quando non ci sono nemmeno 30 denari sporchi per pagare la Cassa Integrazione?
E’ vero che l’uso efferato e smodato dello stipendificio di massa serve a disattivare e surgelare ogni iniziativa delle persone.

MA TRANQUILLI, LA RICETTA PER RISORGERE L’HANNO DATA D’ALEMA E PRODI: lo Stato entri nell’azionariato delle aziende in crisi (quasi tutte lo sono… E con che soldi interverrebbero Prodi & D’Alema o qualche salviniano & meloniano… Quelli miei e tuoi? E con quali risultati?).
L’economia statalizzata è una ricetta non sempre funzionante.
L’economia di Mao Tse Tung causò da 15 a 35 milioni di morti PER FAME nella Cina del 1959-1961 (la carestia fu causata dal Balzo in avanti, basato sulla strage di uccelli, accusati dal satrapo pazzo di “rubare il grano ai cinesi”, e fondato sulla teoria secondo cui il grano non va seminato a spaglio ma coi semi tutti uniti tra loro…).
E’ una scelta che ha portato enormi risultati all’Unione Sovietica di Lenin, Stalin e Breznev: un impero che controllava mezza Europa e mezzo mondo fallì per incapacità di capire i fondamenti dell’economia, nonostante lo schiavismo di massa imposto nei Gulag e la “morigeratezza” imposta a tutti gli altri.
E’ una scelta che ha portato gloria e ricchezza al Venezuela del dittatore Hugo Chavez, un fasciosocialista (legato a membri della Giunta Videla) colonnello dei parà, trucido dittatore, amato dai socialcomunisti del mondo (fu abbracciato da Bertinotti nel parlamento italiano) perché nemico degli Stati Uniti e creatore di balle sulla tutela dei poveri, balle che ottennero l’impoverimento totale dei venezuelani, che pure hanno petrolio per secoli (fu nazionalizzato da Chavez, col risultato che la benzina lì ora costa peggio che in Italia…), e la fuga per fame di milioni di venezuelani nella vicina Colombia. Ora l’erede di Chavez, Maduro, non è da meno.

QUALCUNO OBIETTERA’che però oggi le economie delle “democrature” funzionano bene.
E’ vero in alcuni casi, falso in altri. Cina e Russia hanno reinventato il concetto di guerra. Oggi non si combatte più con le bombe, ma soprattutto con la geopolitica. L’invasione economica sostituisce le truppe di hitler che invadono la Polonia o quelle del “buon” Kruscev che invadono l’Ungheria. C’è però un particolare: la ricchezza prodotta oggi da Putin o dalla dittatura del Partito comunista cinese e del loro sistema misto -pubblico-privato o nomenklatura-privato, necessita comunque della perdita di una porzione non piccola di libertà individuale. Vedi Hong Kong. Vedi la repressione in Russia. Vedi le nefandezze di Erdogan, oppure vedi il delirante divieto di fare sesso agli adolescenti nordcoreani imposto da Kim Jong Un, perché “sovversivo”, con insegnanti e genitori coattati al controllo.

Il FATTO poi è che le idee da buontemponi di D’Alema e Prodi, sono coadiuvate anche dal celodurismo economico di una destra alle prese con una ripugnante deriva stalinista e statalista non meno degli ex comunisti.
IL RISULTATO è che ogni penetrazione “salvifica” dello Stato nelle imprese dei cittadini può essere effettuata solo con un sistema autoritario in grado di imporre e sostenere il processo.
Viceversa il progetto rimane misto (in Italia in parte lo è sempre stato, vedi Iri, Cassa del Mezzogiorno) ed è destinato al fallimento. Oppure si rischia di cadere nel totalitarismo, per superare l’inevitabile stato di crisi del sistema misto.
Molti pensano questo, però: “Vabbe’, posso anche rinunciare a qualche libertà in cambio della sicurezza economica e sociale“. Il punto è che “qualche libertà” non equivale al caos che c’è in questi giorni negli Stati Uniti, ma al silenzio che c’è nella Russia di Putin, nelle carceri turche, nella fuga di milioni di persone dal Venezuela. L’alternativa proposta dalla statalizzazione dell’economia insomma prevede, o i fallimenti di Mao, Stalin, Breznev, Chavez, Maduro, Erdogan, Videla, Peròn… oppure i “successi economici” di Pinochet, Putin e Xi Jinping, che prevedono non la perdita di qualche libertà, ma quella graduale di tutta la libertà. Vedi sulla Cina questo sito sui laogai, o questo articolo sugli uighuri nello Xinjiang.

I tristi risultati del “Balzo in avanti” di Mao