Published On: Gio, Set 27th, 2018

PD: 10 azioni per Genova, se il Decreto romano fosse una ciofeca. La Gronda s’ha da fare

Mentre si apprende che il Decreto Genova è ormai al Quirinale per le firme del Presidente della Repubblica, il PD ligure parla di “indiscrezioni che mostrano un decreto inadeguato: va riscritto partendo dalle esigenze di persone e aziende dal territorio.
Di seguito due comunicati. Il secondo riguarda l’esigenza (dopo 35 anni di chiacchiere) di costruire la Gronda autostradale di Genova. Sarebbe cosa lapalissiana, visto che Genova non ha circonvallazione autostradale (e che la mancanza di questa, unita a un’autostrada “urbana” e una Genova-Milano da karakorum nel XIII secolo, è una seria concausa del disastro del ponte Morandi, perché nessun politico (tutti sapevano della necessità di un intervento radicale) poteva permettersi di chiudere un’autostrada dirottandone il traffico in città, mancando la circonvallazione (=Gronda).

In attesa che il decreto sull’emergenza Genova venga finalmente pubblicato dopo 44 giorni di annunci vani da parte del governo, il Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria ha presentato sette ordini del giorno per la seduta di venerdì 28 settembre, con un pacchetto di misure urgenti per la città.  Per farlo occorre partire dal basso, dal territorio, visto che l’Esecutivo si è dimostrato del tutto inadeguato a questo compito. Nel decreto, sempre secondo le prime indiscrezioni, mancano misure generali di sostegno allo sviluppo delle città e del porto, che è il primo d’Italia. A fronte del rischio, confermato da autorevoli analisti, di perdere nel 2019 il 15% del Pil genovese – circa 4 miliardi di euro – le bozze del decreto governativo appaiono come palliativi modesti. Non si può curare una gamba rotta con un’aspirina. Ecco una sintesi:

Zes: vista l’assenza, nel decreto, di misure generali per lo sviluppo di Genova e del suo porto è necessario puntare sull’unica misura concreta di incentivo agli investimenti, la Zona Economica Speciale, che con un credito di imposta fino a 50 milioni di euro rappresenta un potente volano per rivitalizzare l’economia genovese. L’Europa è disponibile. Serve un impulso del Governo.

Misure per le piccole imprese nella zona rossa e arancione: fondo per la sterilizzazione dell’Iva, revisione degli studi di settore, sospensione del versamento dei contributi per la durata dell’emergenza, sospensione delle utenze, fondo per prime esigenze di liquidità, voucher per facilitare acquisti nelle zone più colpite dal black out della viabilità, fondo di garanzia per accedere a finanziamenti agevolati per il pagamento rateizzato di tributi, contributi e premi alla fine del periodo di sospensione.

Cassa in deroga per lavoratori di imprese commerciali e artigianali;

Deroghe al Patto di Stabilità per aumentare gli organici dei vigili del fuoco, di Tribunale e Procura, degli Organi ispettivi e di vigilanza sul lavoro, di Arpal, del personale della sanità e dei servizi sociali.

Scegliere Genova come sede dell’Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture stradali, autostradali e ferroviarie e metterla in connessione con il Centro di competenza sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche previsto dalla Strategia Industria 4.0.

Accelerazione su Nodo, Gronda e Terzo Valico.
Per il Terzo Valico, viste le ultime indiscrezioni, chiediamo che il governo sblocchi i soldi già stanziati per il quinto lotto e anticipi lo stanziamento per il sesto (791 milioni di euro).

Biglietto integrato treno/Tpl urbano ed extraurbano per tre anni per i pendolari della città metropolitana.

Potenziamento sistema emergenza sanitaria: istituire un punto di primo intervento h24 al Gallino, un Dea di Primo Livello a Voltri, prevedere un’automedica aggiuntiva in Valpolcevera, prorogare la convenzione per elisoccorso con i vigili del fuoco e potenziare il Dea di II livello del Santa Corona con l’attivazione di cardiochirurgia.

Potenziamento servizi domiciliari e ambulatoriali in Valpolcevera, Valle Scrivia, Medio Ponente e Ponente, laboratorio sanitario avanzato in Vallescrivia con presa in carico dei pazienti cronici attraverso la figura del case manager, utilizzando anche personale infermieristico, realizzare la Casa della Salute della Valpolcevera, un country hospital a Busalla e un Day Hospice al Pastorino di Bolzaneto attraverso la Gigi Ghirotti.

Osservatorio sull’emergenza Genova in collaborazione con Università, Autorità di Sistema, Camera di Commercio e centri studi delle organizzazioni datoriali e sindacali, con l’obiettivo di monitorare con continuità gli effetti diffusi dell’emergenza sul tessuto socio economico Ligure, al fine di predisporre misure integrative o correttive per la gestione dell’emergenza.

GRONDA (si noti l’iter burocratico da urlo)

PREMESSO CHE

  • in data 4 agosto 1997 Autostrade Concessioni e Costruzioni Autostrade S.p.A. hanno stipulato con l’ANAS la Convenzione n. 230, approvata in pari data dal Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro del Tesoro con Decreto prot. n. 314 – avente ad oggetto la concessione per la costruzione e l’esercizio di una rete autostradale nel cui ambito rientravano anche le autostrade A7 Genova Serravalle, A10 Genova Savona e A12 Genova Sestri Levante, e che tale convenzione è stata oggetto di successivi quattro atti aggiuntici che hanno, tra l’altro, individuato, fra gli interventi di adeguamento e potenziamento a carico del concessionario, il nodo autostradale di Genova (adeguamento del sistema A7-A10-A12) ovvero la c.d. “Gronda di Genova”;
  • in data 8 febbraio 2010 l’ANAS, il Comune di Genova, la Provincia di Genova, l’Autorità Portuale di Genova ed Autostrade per l’Italia hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per la realizzazione della Gronda di Genova, e che tale protocollo è stato perfezionato in data 13 aprile 2011 con la sottoscrizione anche da parte del Presidente della Regione Liguria;
  • in data 23 gennaio 2014 ASPI ha redatto il progetto definitivo riguardante la Gronda che è stato sottoposto a procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale conclusasi con Decreto di compatibilità ambientale emesso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con il n. 0000028;
  • il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per lo Sviluppo del Territorio, a seguito della Conferenza di Servizi tenutasi il 17 ottobre 2014 e il 22 gennaio 2015 ha emesso il provvedimento finale con il quale ha accertato il perfezionamento del procedimento di Intesa Stato-Regione relativo al progetto definitivo dell’opera (prot. 0004236-27/05/2015), pubblicato secondo la normativa vigente;
  • ai fini della realizzazione dell’opera pubblica, è stato disposto il vincolo preordinato all’esproprio sulle aree e/o occupare e/o asservire dalla data del citato Provvedimento di Intesa Stato-Regione;
  • in data 26 aprile 2016, ASPI ha presentato al MIT il progetto definitivo comprensivo del Quadro Economico ed integrato, per recepire le prescrizione contenute nel Decreto di VIA e nella Conferenza dei servizi, chiedendone l’approvazione e contestuale dichiarazione di pubblica utilità della Gronda;
  • in data 7 settembre il MIT ha sottoscritto il decreto di approvazione del Progetto definitivo con relativa dichiarazione di Pubblica utilità, registrato al Registro Ufficiale con prot. n. 0015802/2017;

CONSIDERATO CHE la Gronda è un’infrastruttura strategica di livello nazionale, e la riorganizzazione del nodo autostradale di Genova, attraverso la realizzazione di una nuova tratta localizzata nel settore di ponente della città e l’inserimento di migliorie sostanziali in corrispondenza dei nodi più critici e delle tratte più obsolete della rete, è un esigenza da lungo tempo consolidata nella pianificazione territoriale ed urbanistica della Regione;

RITENUTO CHE il crollo avvenuto il 14 agosto u.s. della pila 9 del viadotto autostradale “Polcevera” (il c.d. “Ponte Morandi”) e la conseguente interruzione del collegamento autostradale tra la A10 e il resto del nodo genovese ha reso evidente l’enorme fragilità dell’intera viabilità genovese (autostradale e stradale), e ha posto la necessità di accelerare la realizzazione della Gronda;

TENUTO CONTO CHE sono in fase di avvio sia gli espropri delle aree interferite per la realizzazione della Gronda che i cantieri per le opere propedeutiche ai lavori della Gronda stessa, la cui celere realizzazione potrebbe peraltro risolvere o diminuire in modo significativo alcune situazioni critiche del sistema di mobilità genovese già presenti prima del crollo del Morandi e acuitesi in seguito;

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE

  • ad assumere tutte le iniziative necessarie per garantire la realizzazione di questa opera strategica per la Regione e per il Paese;
  • ad attivarsi perché si assumano, di concerto con tutte le parti coinvolte, iniziative volte ad accelerare la conclusione dei lavori e la messa in servizio della nuova arteria autostradale.