Published On: Gio, Feb 16th, 2012

Pdl di Sestri Levante: il depuratore è una priorità


Il Pdl di Sestri Levante solleva la questione del depuratore fognario nel Tigullio orientale.
Ideato nel 1978 dall’allora assessore (e poi sindaco) Chella, il depuratore di Sestri Levante venne piazzato nell’angolo di maggior pregio della città, nella baia del Silenzio, da dove da allora diffonde odori particolarmente pesanti nelle giornate di scirocco e di maggiore afflusso turistico.
In effetti da decenni tutti i sestrini convengono che sia urgente utilizzare un depuratore vero e proprio (l’attuale ha una semplice funzione meccanica di sminuzzamento), collocandolo altrove.

Il gruppo consiliare Pdl (Bordero, Conti e Giancarlo Stagnaro) denuncia il silenzio “anomalo” su un documento prodotto da Iren Acqua e gas, l’azienda a capitale pubblico che serve Liguria ed Emilia Romagna, consegnato a Provincia, Regione e Comuni interessati a inizio febbraio.
Il documento denuncia che -perdurando l’attuale sistema di gestione delle fogne nel Tigullio orientale- entro tre anni alcuni Comuni (vedi anche il caso di Rapallo) saranno illegali per gli standard della UE, e pertanto subiranno pesanti multe. Urgono pertanto provvedimenti urgenti, “piuttosto che un silenzio da polvere nascosta sotto il tappeto“, dice il capogruppo PDL Gianteo Bordero.

Dove piazzare il depuratore?

Iren individua due soluzioni. La prima prevede un depuratore unico per tutto il tratto di costa che va da Lavagna a Riva Trigoso, entroterra inclusi. Pensando al fatto che in Liguria si discute della Gronda del ponente a Genova da quasi 40 anni, si capirà che questa opzione sia di attuazione secolare, sia per la difficoltà di trasferire le acque nere da Riva Trigoso o Casarza fino a Lavagna, sia per i possibili rifiuti da parte della città di Lavagna.
L’alternativa proposta consiste nella realizzazione di due impianti di depurazione delle acque nere, il primo proprio a Lavagna in zona Colmata (foce dell’Entella) o in Rio Rezza, per servire Lavagna, Cavi, San Salvatore di Cogorno e le valli.
Il secondo invece andrebbe a Sestri Levante, servendo -oltre alla città dei due mari- anche la val Petronio.
Per questo secondo impianto -a parte soluzioni per fortuna scartate da Iren, come Sant’Anna (zona camping), gallerie per Moneglia e la spiaggia di Renà a Riva Trigoso, restano tre siti possibili.
Il primo è vicino al casello autostradale (zona Pescina); il secondo sito individuato è nella zona Ramaia (Santa Margherita di Fossalupara); il terzo è nella zona della Bocciofila di Riva (spostato verso Arinox).
Il “Documento di valutazione” di Iren specifica che gli impianti attuali sono a tenuta stagna e non rilasciano odori di sorta, anche se poi parla di “camini per fumi di scarico”.

Per il PDL il depuratore è la “priorità di una città turistica balneare” e va realizzato immediatamente, perché non “è in alcun modo tollerabile che le acque del mare d’estate diventino inquinate da colibatteri. La città, prima di creare Consorzi turistici per attirare più ospiti, deve creare le condizioni ambientali minime per un’ospitalità adeguata al profilo e alle potenzalità della zona“.

Montecarlo, un paragone impietoso

Come scrive Nice Matin, anche a Montecarlo da oltre 30 anni è in funzione un depuratore fognario. Piazzato nel centro esatto del Principato, nessuno si accorge della sua esistenza, pur passeggiando al di sopra di esso.
Nel 2009 il depuratore è stato potenziato (spesa: 7 milioni), ma la sua tecnologia e l’impianto sono rimasti gli stessi di 30 anni fa, segno di un investimento ben fatto.
L’acqua così trattata esce potabile al 90%. Il trattamento finale devia le ex acque nere dalla Rocca al porto di Fontvieille, alla velocità di 900 m3 all’ora, da dove vengono poi immesse nel mare a una profondità di 100 metri.
Il termine di paragone per il Tigullio è proprio il Principato di Monaco, dove il turismo ha alti e bassi, con flussi altissimi in particolari momenti, e periodi di bassa presenza demografica.
Il depuratore di Montecarlo tratta -oltre a quelli del Principati, anche le acque nere di Beausoleil, La Turbie et Cap-d’Ail. Il residuo secco viene bruciato in loco o inviato a Tarascona (Bocche del Rodano) dove diventa concime per i frutteti.


NOTE a cura di Iren Acqua e gas

Lavagna Foce

Il sito prevede la realizzazione di una colmata di dimensioni appena sufficienti a contenere l’impianto di trattamento reflui. L’impianto costituito alla foce del fiume Entella, oltre la barra marina, potrebbe essere la soluzione per il trattamento dei rifiuti prodotti nell’intero comprensorio compreso Chiavari ed i paesi economicamente raggiungibili della val Fontanabuona.

Tale posizione richiede un iter approvativo più complesso dovendo sommare le autorizzazioni correnti a quelle relative all’opere a mare, inoltre, è da appurare la contiguità di responsabilità tra il detentore della concessione marittima per il porto di lavagna e la concessione che ne deriverebbe per la colmata dove sarà realizzato il depuratore.

Lavagna Rio Rezza

Il sito appare idoneo per la realizzazione di un impianto sovra-comunale a servizio dell’entroterra lungo il fiume Entella ma problematico per l’estensione delle reti di collegamento e per il sollevamento dei reflui dai comuni costieri limitrofi (Sestri Levante, Casarza Ligure).

Lavagna Porto

In seguito ai recenti e ulteriori approfondimenti effettuati congiuntamente all’ufficio tecnico del Comune di Lavagna, la nuova perimetrazione delle aree disponibili appare sufficiente a garantire in via definitiva il trattamento solo per i Comuni di Lavagna, Cogorno e Carasco, ammesso il superamento dei vincoli derivati dal Piano di Bacino. Soprattutto nella fase di cantiere, si dovrà curare con particolare attenzione la compatibilità con le attività cantieristiche per diporto, al fine di ridurre il più possibile i disagi.

Sestri Renà

Il sito appare idoneo per ricevere i reflui dai Comuni di Casarza Ligure, Sestri Levante e Castiglione Chiavarese, tuttavia emergono problematiche per la disponibilità della parte orientale dell’area a causa di un procedimento di condono già avviato dal Comune per delle strutture al suo interno. Risulta poco agevole la collocazione delle tubazioni di servizio.

Sestri Pescina

Il sito appare appena al limite delle dimensioni minime per contenere un impianto comprensoriale ed è possibile massimizzare le superfici disponibili riducendo la zona di franco limitrofa al raccordo presso il casello autostradale. La proprietà del terreno è privata anche se il sito ad oggi ospita un’attività a forte impatto e versa in una situazione di degrado. La zona è relativamente baricentrica rispetto ad altro siti esaminati. Essendo nei pressi del’autostrada e quindi con una bassa densità abitativa, presenta condizioni favorevoli per ospitare un impianto di trattamento.

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