Published On: Mar, Gen 26th, 2016

Pecunia non petrolet… Ma coprire le statue nei musei in onore di Rouhani è da papato medievale, non da stato post illuminista

Tutti ricordano le coperture apocrife fatte fare da alcuni papi dell’Inquisizione su opere di Michelangelo e altri grandi artisti.
Tutti sanno cosa è stato l’illuminismo. Eppure il pur volenteroso Renzi ha fatto un errore micidiale, arrivando a coprire le statue dei musei Capitolini, in cambio di un piatto di lenticchie iraniane.
SAPPIAMO bene che questa nostra arrendevolezza italiota (popolo uso a “ubbidir tacendo“) ci riporta dritti a un “tacito” accordo fatto alcuni decenni fa, nel quale l’Italia ha accettato uno statuto di popolo soggetto (“dhimmi“), che riguardava i discorsi ufficiali, gli atteggiamenti culturali e geopolitici, e financo un “via libera” al terrorismo mediorientale di agire in Italia senza opposizione alcuna. L’economia invece resta all’Italia, nonostante lo shopping del Qatar o di Abu Dhabi.
Ecco spiegata la schizofrenia di una accoglienza in pompa magna a Rouhani, sotto il cui regime sono comunque stati impiccati quasi 3000 tra oppositori, adultere, gay etc..
Pecunia non (petr)olet, e può valere la pena di fare affari con l’Iran, e persino di dare una chance all’ala “progressista” del khomeinismo e alla bella borghesia urbana iraniana (repressa).
Tutto può tenersi, ma la farsa no. Coprire le statue dei musei significa VERGOGNARSENE, condividere le pessime idee altrui.
Non ci si può mettere lo chador quando si va in Iran, e poi metterlo persino alle statue, quando un iraniano viene in Italia. Nemmeno il più servile dei dhimmi lo fa.
Se Rouhani si dispiace di vedere dei nudi, si poteva benissimo ospitarlo in un luogo diverso, senza dare un ESPLICITO segnale di resa culturale ai diversi terrorismi, incluso quello economico.
Una pagina pessima di storia patria.
P.S. Non dimentichiamo con ciò nemmeno gli orrori contro l’arte e la libera espressione presenti in troppe nazioni sunnite.
“…Presso i Musei Vaticani, al cospetto della Scuola di Atene di Raffaello, la presenza di maschi/uomini risulta netta, netta se non fosse per un “ambiguo” individuo, a fianco di Parmenide: forse si tratta di Ipazia – non tutti concordano.
Ipazia, certo, non era una donna oggetto, e così l’hanno brutalmente uccisa. Anche Diotima, prima di Ipazia, non raffigura, unica donna nel Simposio di Platone, nient’affatto una donna oggetto. Tuttavia, di tali donne la storia della filosofia ne ricorda ben poche: le donne sono state martoriate dai filosofi, con qualche eccezione a parte – Cartesio e John Stuart Mill, ad esempio... (Nicla Vassallo)”

Musei capitolini: autocensura per Rouhani (photocredit: La Repubblica)

Musei capitolini: autocensura per Rouhani (photocredit: La Repubblica)

 

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