Published On: Gio, Apr 4th, 2019

Per il masso con scritte (runiche?) di Cichero una donazione dai liguri di New York. Gli USA erano e sono una benedizione per gli italiani

 Per il “Masso di Cichero” arriva una generosa donazione dei “Liguri nel Mondo” di New York per migliorare il sentiero d’accesso e ampliare le ricerche. Le splendide storie dei fontanini (e dei liguri) negli Stati Uniti

Partecipano al progetto di ricerca archeologica:
– il prof. Giovanni Mennella, Presidente della Sezione “Tigullia”, docente di epigrafia latina all’Università di Genova, impegnato nello studio e nella decodificazione delle incisioni presenti sul “masso”;
– Renato Lagomarsino, cultore di storia locale presso il Lascito Cuneo, coordinatore della ricerca;
– il dott. Fabio Zavatteri, vicesindaco di San Colombano Certenoli, esperto, in qualità di geologo;
–  la signora Carla Casella, consigliere comunale di San Colombano Certenoli, coordinatrice degli interventi.

Informazioni sul “masso di Cichero” 

      La sua scoperta trova riferimento in una prima notizia avuta da Renato Lagomarsino nel 1953 e in un casuale incontro avvenuto nel 2017 tra Lagomarsino e Alessio Casella, un giovane di Cichero che ne aveva sentito parlare da una anziana signora (Gemma Lertora) sua vicina di casa. Il seguito della vicenda è veramente avventuroso, per cui l’individuazione vera e propria ha potuto avvenire parecchio tempo dopo, il 29 aprile del 2018, grazie all’interessamento di Carla Casella e alla partecipazione di alcuni volonterosi uomini di Cichero. 
     La sua ubicazione è in una località remota dell’area del Ramaceto, nei pressi di una valle a una quota di quasi mille metri, difficilmente accessibile per l’abbandono delle pratiche agro-pastorali e il conseguente “inselvatichimento” del territorio. Rovi e arbusti da anni hanno preso il posto dei pascoli e i sentieri sono divenuti intransitabili. Per raggiungere il “masso” è stata aperta una traccia, disagevole e in certi punti non priva di pericoli, in mezzo alla macchia. Per percorrerla occorre un’ora e mezza di cammino.

     Un primo parziale rilievo (all’incirca i due terzi) della superficie del grande lastrone di arenaria (che misura m. 5,20X 3) e dei tantissimi ed enigmatici segni che vi sono incisi , è stato effettuato dal prof. Mennella e dai suoi collaboratori il 31 luglio 2018; il completamento del rilievo è in programma per la seconda metà di aprile dopo che saranno eseguite indispensabili operazioni di messa in sicurezza del sentiero e il decespugliamento dell’area circostante al masso allo scopo di poter ampliare le ricerche.

L’intervento dei “Liguri nel Mondo” di New York

      La notizia della scoperta, e dell’importanza che potrà avere sia per la storia antica del territorio sia per la valorizzazione del comprensorio naturalistico della Val Cichero dominato dall’imponente anfiteatro roccioso del Ramaceto, è stata pubblicata su “The Voice of  the Swan“,  periodico dei “Liguri nel Mondo” di San Francisco curato da Joe Gardella, un “fontanino” emigrato da Rossi di Lumarzo nel dopoguerra, che ne era stato informato da Renato Lagomarsino.

     Subito dopo, rimbalzata sulla costa atlantica degli Stati Uniti, la notizia è stata appresa dai “Liguri nel Mondo” di New York, di cui è presidente Mr. Simone Galotti, genovese, negli States da una dozzina d’anni, funzionario e Facilities Services Manager della MSC, il colosso mondiale delle crociere e dei trasporti marittimi. 

     Ritornato l’estate scorsa per un breve soggiorno a Genova, ha voluto essere accompagnato in Val Cichero e lì ha potuto rendersi conto del grande valore paesaggistico della zona del Ramaceto ma anche delle difficoltà che rendono pressochè inaccessibile il luogo della scoperta del “masso”.

     In quella occasione la promessa del suo interessamento presso i soci del sodalizio, tutti liguri o discendenti da liguri emigrati, allo scopo di ottenere il loro sostegno è stata pronta e spontanea e l’azione che ne è seguita ha dato un ottimo risultato, del quale è giunta recentemente notizia con la seguente comunicazione:

Con grande piacere vorrei comunicare che il Comitato Direttivo dei Liguri nel Mondo New York Chapter ha approvato il progetto rivolto alla valorizzazione e alle ricerche riguardanti il cosiddetto “Masso di Cichero”. L’ammontare stanziato per questo intervento sarà di $ 7.000. Una parte di rilievo è dovuta a una generosa offerta del membro del Comitato Direttivo dott.ssa Vivian Cardia, che con questo gesto intende ricordare sua madre Elsie Garaventa Cardia, originaria della Val Fontanabuona, e in particolare del paese di Rossi, da dove si trasferì in giovane età negli Stati Uniti. Chiede unicamente che in un posto ben visibile del percorso d’accesso al Masso sia collocata una targa che ne riporti il nome. Cordiali saluti. Simone G. Galotti“.

Joe Gardella ed Elsie Garaventa emigrati da Rossi, il paese della Fontanabuona da dove era emigrata la madre di Frank Sinatra

      A questo eccezionale risultato si aggancia una bella storia di emigrazione che merita di essere raccontata perchè consente di comprendere come i rapporti di buon vicinato e di amicizie familiari esistenti nel paese d’origine si siano conservati anche al di là dell’Oceano.  E’ Joe Gardella, uno dei Cavalieri dell’Asino d’Oro d’oltre Oceano, a raccontarlo a Lagomarsino con una telefonata seguita da un messaggio e-mail. 

       “I genitori di Elsie Garaventa, Dario e Assunta Badaracco, originaria della Priosa in Val d’Aveto, erano emigrati da Rossi nei primi anni ’20 e si erano stabiliti a New York, dove ebbero tre figli, uno dei quali era Elsie, nata nel 1927.

Nel 1932, in conseguenza della crisi economica del ’29, i Garaventa rientrarono in Italia e ripresero a vivere a Rossi, dove trascorsero anche gli anni della seconda guerra mondiale. A Rossi la mia famiglia – racconta Joe Gardella – abitava a una decina di metri da loro. Per me i Garaventa erano più che parenti. Io sono nato nel 1940 e i loro tre figli li consideravo  fratelli e sorelle maggiori.

      Nel 1947 decisero di tornare in America. L’anno dopo anche mia madre, che era nata laggiù ma a cui avevano tolto la cittadinanza americana perchè mio padre non l’aveva, lasciò Rossi. Si stabilì a New York, dove io ed un mio fratello la raggiungemmo nel 1949. Qualche anno dopo venne anche un altro mio fratello. A New York si era formata una vera e propria colonia di gente di Rossi. Nel paese, quando sono nato vivevano 55 persone e più di metà avevano abitato o erano nate a New York. Nel 1962 un mio fratello decise di trasferirsi a San Francisco; io lo seguii nel 1967 ma non ho mai perso i contatti sia con i miei parenti di New York sia con la famiglia di Elsie, che nel 1951 aveva sposato Ubaldo Cardia.
     Elsie, che è mancata a 77 anni nel 2005, è stata una manager, intraprendente, ricca di interessi. Nel 1955 a New York aveva aperto un ristorante, il “Beatrice”, che ben presto divenne famoso e luogo di ritrovo di artisti, giornalisti e personaggi politici. Alcune scene del film “Un’altra donna” con Woody Allen e Mia Farrow furono girate qui. Il marito, che morì nel 1993, si è invece dedicato al settore immobiliare, acquistando e ristrutturando edifici nello West Greenwich Village, lo stesso quartiere del ristorante.

     Molto affezionata a Genova, dove aveva frequentato il Liceo, Elsie Garaventa ha sempre coltivato il rapporto con i liguri di New York; ma nel contempo non ha mancato di dedicarsi al sociale e ad iniziative culturali nel campo della letteratura, del teatro e della musica, manifestando anche il suo spirito libero con azioni a favore della pace e contro la diffusione degli armamenti.  Per questo suo impegno è stata insignita del Cavalierato dell’Ordine di Malta e nominata commendatore della Repubblica Italiana.

       La figlia Vivian – che ha contribuito all’elargizione dei “Liguri nel Mondo” di New York, di cui è presidente Simone Galotti, e che attualmente vive in Florida – ha continuato a sostenere le iniziative e gli interessi culturali di sua madre e ha rivestito e riveste incarichi negli organismi che si occupano dei rapporti culturali con l’Italia. Anche lei, in riconoscimento dei suoi meriti ha avuto onorificenze, tra le quali la nomina a Cavaliere della Repubblica Italiana”. 

Le iscrizioni sul Masso di Cichero