Published On: Ven, Gen 17th, 2014

Perché i detenuti non lavorano? Sono tutti d’accordo, dai detenuti ai politici

Pubblichiamo questo comunicato del Sindacato di polizia penitenziaria SAPPE.
“Abbiamo apprezzato la visita odierna del sindaco di Genova, Marco Doria, al direttore del carcere genovese di Marassi, Salvatore Mazzeo, finalizzata a individuare progetti concreti per impiegare i detenuti in lavori di pubblica utilità sul territorio cittadino. Auspico che si adotti ogni utile provvedimento finalizzato a rendere davvero rieducativa la pena attraverso il lavoro dei detenuti”.
Lo afferma Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri .

“Stare chiuso in cella 20 ore al giorno senza far nulla, nell’ozio e nell’apatia – prosegue il sindacalista- alimenta una tensione detentiva nelle sovraffollate celle. E i detenuti che lavorano a Marassi, peraltro in servizi interni d’istituto e poche ore a settimana, sono davvero una percentuale irrisoria: forse il 10% dei più di mille presenti. Ora, dopo l’incontro tra il Sindaco Doria e il direttore Mazzeo, attendiamo fatti concreti per impiegare i detenuti con pene brevi da scontare e con reati di minore allarme sociale in progetti per il recupero del patrimonio ambientale, occupandosi della manutenzione e della pulizia dei parchi e delle ville comunali della città e della pulizia dei greti dei torrenti”.

Martinelli ricorda che “da anni, come primo sindacato della Polizia penitenziaria, il SAPPE propone di impiegare a Genova i detenuti in progetti per il recupero del patrimonio ambientale, occupandosi ad esempio della cura dei parchi della città e della pulizia dei greti dei torrenti e delle spiagge. Far lavorare i detenuti per la città è una delle richieste “storiche” del sindacato autonomo Polizia penitenziaria, motivata dalla necessità concreta di dare davvero un senso alla pena detentiva. La tutela del patrimonio naturale deve essere impegno per tutti, anche di chi sconta una pena. La realtà è che c’è profonda ipocrisia su questo argomento, detenuti al lavoro. Tutti, politici in testa, sostengono che i detenuti dovrebbero lavorare: ma poi, di fatto, a lavorare nelle carceri oggi è una percentuale davvero irrisoria di detenuti, con ciò alimentandosi una tensione detentiva nelle sovraffollate celle italiane fatta di risse, aggressioni, suicidi e tentativi suicidi, rivolte ed evasioni che genera condizioni di lavoro dure, difficili e stressanti per il corpo di Polizia penitenziaria. Spero quindi che l’incontro odierno tra il Sindaco di Genova, Doria, e il direttore del carcere, Mazzeo, si possa tradurre in qualche iniziativa concreta». 

Stenta, intanto, a decollare in Liguria il decreto-legge recentemente varato dal Governo, ed in corso di conversione in legge dal Parlamento, per fronteggiare l’emergenza carceri: “Ad oggi in Liguria, dove sono detenute 1.700 persone a fronte di 1.000 posti letto, sono uscite meno di 30 persone”, conclude Martinelli.

carcere di Chiavari

carcere di Chiavari

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  1. Roller ha detto:

    Arbeit macht Frei…
    allora poteva suonare cinica e beffarda ma la riabilitazione di chi sbaglia passa attraverso il lavoro. Il direttore del carcere di Chiavari potrebbe proporre un interessante questionario da sottoporre ai detenuti.

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