Published On: Gio, Dic 5th, 2019

Perché i ragazzi italiani comprendono un testo meno di quelli di altre nazioni?

Non soprendiamoci per i risultati pessimi conseguiti dai ragazzi (gli adulti non stanno molto meglio) nei test OCSE-PISA di comprensione di un testo.
Siamo in una mediacrazia, e questa colpisce paradossalmente di più coloro che non seguono i media.
Oggi non si vuole sapere, si cerca la notizia, la informazione e non la formazione.
Per la notizia non servono comprensioni, non si richiedono deduzioni, inferenze, ragionamenti. Basta un clic sullo smartphone per avere dati e notizie.
Ai tempi chi leggeva aveva come riferimento i libri: romanzi di Tolstoj, la Bibbia in traduzione seicentesca, il Talmud. Studiavi la Fenomenologia dello Spirito già al liceo, nascevi leggendo Jules Verne e Jack London, poi passavi a Stevenson e Joyce.
Giocavi costretto a inventarti i giochi, e lo facevi sui marciapiedi e nel cortile, o nel parco o in spiaggia.
Leggevi i segni del cielo guardando in alto, senza avere la app del meteo.
Ragionavi, concatenavi, pensavi in maniera plurale e pluralista, non eri soffocato da uniformi mentali, né dalle influencer. Il rapporto con l’altro sesso era un salto nel buio, ti costringevi a inventare strategie per incantare l’altra/o.
Leggevi e, se non capivi, ti industriavi, chiedevi lumi. Non essere intelligente era un difetto e, a volte, un dramma, perché non eri sotto tutela delle keyword e sotto la bufala dell’essere furbo.

Biblioteca di Praga