Published On: Mer, Gen 25th, 2017

Perché manca -tragicamente- una cultura liberale in Italia? Incontro a Santa

Un ciclo di incontri, e conferenze sugli importantissimi scenari internazionali -in Italia ignorati da stampa, politica e opinione pubblica- nel prestigioso Salone degli Stucchi di villa Durazzo a Santa Margherita ligure. Il ciclo di incontri è organizzato dalla Progetto Santa Margherita srl in collaborazione con l’associazione Amici del CISI (Centro Internazionale di Studi Italiani). Il primo appuntamento è in programma lunedì 30 gennaio alle ore 17:00. Relatore sarà il professore Zeffiro Ciuffolotti, ordinario di storia contemporanea all’università di Firenze; filosofo e analista politico italiano. Il suo incontro avrà come titolo “Perché manca una cultura liberale in Italia”.

Si tratta di un tema centrale e fondamentale. Per spiegarlo si deve tornare al liberalismo di Cavour e a quello di Giovanni Giolitti, senza dimenticare che il presidente Einaudi -un vero liberale- ha dato un impulso fondamentale alla resurrezione economica (e non solo) dell’Italia del dopoguerra.

La questione della “mancanza della cultura liberale in Italia” è complessa, come si dice, anche perché non è un dato assoluto, ma relativo e diversificato nel tempo. Si parlerà del diverso esito del liberalismo e della democrazia diretta in Inghilterra e in America rispetto al continente europeo, influenzato dal modello giacobino francese e dallo statalismo napoleonico e bismarckiano, nonché dai due modelli dittatoriali sovietico e nazifascista.

 Il Risorgimento italiano e le componenti liberali che informarono la nascita dello Stato liberale. La crisi dello Stato liberale e il sopravvento delle culture illiberali che favorirono il fascismo come miscela di Stato etico, nazionalismo e social-corporativismo. La Repubblica dei partiti e il progressivo dominio delle culture politiche consociative, e la “retorica italiana” come negazione della realtà e come doppiezza necessaria al predominio dell’oligarchia di partito sulle masse popolari.

 La miscela finale di giacobinismo e giustizialismo come retorica italiana dominante da “mani pulite” ai “pentastellati”. Liberalismo e realismo come risposta alla reazione alla globalizzazione senza cadere nel nazionalismo populista e nel conformismo liberal del politicamente corretto.

Tra i nomi che si alterneranno a Villa Durazzo si possono anticipare Marco Magnani e Antonio Fazio.