Published On: Mer, Ott 28th, 2015

Personale della ex Provincia di Genova in balia del caos. Barzelletta: 180 dipendenti del Centro per l’Impiego rischiano di perdere il posto

Il Consiglio regionale della Liguria non ha risolto alcuni importanti nodi sulla gestione del dopo Provincia di Genova.
L’emergenza -davvero paradossale e umoristica, se non ci fossa da piangere- è quella del personale dei centri per l’impiego – 180 persone – alcune delle quali assunte a tempo indeterminato, altre a tempo determinato o con altri contratti. Ebbene tutti costoro rischiano di perdere un posto di lavoro che doveva servire a procurare posti di lavoro per gli altriCopiare il sistema del lavoro, la burocrazia e i job center inglesi?

La questione del personale delle Province sarà all’ordine del giorno di una delle prossime assemblee regionali. Dopo un incontro con i lavoratori della polizia provinciale, dei centri per l’impiego di Arsel e Atene il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale “preso atto delle criticità che ancora insistono sul tema della riorganizzazione del personale delle Province in particolar modo riguardo ai dipendenti delle polizie provinciali, dei centri per l’impiego e della formazione Arsel e Atene sollecitano l’amministrazione regionale a continuare l’interlocuzione con il governo sulla riforma Del Rio anche tramite lo strumento della conferenza Stato Regioni per fare chiarezza su temi aperti dal punto di vista delle risorse e dei tempi. Tra questi temi – prosegue il documento approvato – risulta importante chiedere una proroga alla scadenza del corpo di polizia provinciale”.

Il documento approvato prosegue impegnando la giunta a riattivare l’osservatorio regionale e il conseguente tavolo di monitoraggio che prevede la presenza delle organizzazioni sindacali”.

Come è stato spiegato nell’incontro coordinato dal presidente del Consiglio Francesco Bruzzone l’emergenza delle guardie provinciali – 81 operatori in tutta la Liguria – è la più urgente. Entro il 31 ottobre infatti i corpi andrebbero sciolti, il personale dovrebbe trovare una nuova collocazione e non troverebbero alcuna copertura le competenze relative a caccia, pesca, tutela del territorio, vigilanza rurale, controllo dei cinghiali.

Nel corso dell’incontro il presidente della Giunta Giovanni Toti ha spiegato che nella conferenza delle Regioni verrà nuovamente discussa la ripartizione delle quote di personale e delle relative spese nella misura del 30 per cento alla Regione, 70 per cento al governo nazionale. Questa quota dovrebbe coprire anche il finanziamento dei lavori a tempo determinato i cui contratti dovrebbero venire prorogati. La questione verrà nuovamente affrontata la settimana prossima – probabilmente martedì- strappando una proroga almeno fino alla fine dell’anno. Per quel che riguarda l’ipotesi di creare un corpo di polizia regionale dotato di compiti di polizia giudiziaria, Toti ha affermato che le Regioni non sono in grado di formarlo perché mancano i presupposti giuridici oltreché economici. In ogni caso della questione si sta occupando, per conto di tutte le Regioni la Toscana. L’affermazione è stata contestata dai rappresentanti dei lavoratori che hanno sottolineato come tutte le Regioni, Liguria compresa abbiano personale che, come i guardiaparco ha funzioni di polizia giudiziaria.

Vista la situazione di indeterminatezza un ordine del giorno, presentata una proposta di rinvio è stata avanzata da Andrea Costa (Gruppo misto-Ncd) autore di alcuni emendamenti all’ordine del giorno.

Meglio discutere le questioni in commissione e arrivare a una posizione comune. La proposta è stata accolta da Pd e Cinque stelle, a patto che la commissione si riunisca la settimana prossima e l’argomento venga messa al primo punto dell’ ordine del giorno del Consiglio.

E’ invece stata approvata la mozione di Matteo Rosso (FdI) sulla “tutela dei bambini e della famiglia naturale” (contro la “teoria gender”).  Dice il consigliere: “Finalmente anche nel consiglio regionale della Liguria abbiamo messo al centro l’importanza della famiglia, che è una sola, formata da un padre e una madre e dei figli… Con l’approvazione della mozione presentata col collega Puggioni, il consiglio regionale ha sgombrato il campo da qualsiasi iniziativa per insinuare teorie distorsive sull’identità di genere, sui principi di riconoscibilità dei sessi e sull’educazione naturale dei nostri figli».
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