Published On: Mar, Feb 2nd, 2016

Pescatori dilettanti: nuovo salasso e massacro di ogni attività

Molto affollato ieri sera l’incontro pubblico sul tema della pesca sportiva e dilettantesca, colpita dalle solite invasioni di campo da parte delle leggi e delle regole imposte dagli Enti e dallo Stato, che per dimostrare di esistere ci addossano centinaia di migliaia (non è un’esagerazione!) di leggi, regolamenti, leggi europee, leggi regionali, delibere comunali. Ogni attività viene colpita, tassata e affondata, e ai cittadini passa la voglia. Resteranno alla fine legati al letto di casa, con gli occhi incerottati per non smettere di seguire tg terrorizzanti e deformanti?
Così non sia.

Mettiamo le cose in chiaro.

C’è un pescatore. Un padre, con suo figlio. Che hanno una barchetta, e da sempre sono usi a fare un miglio o due verso gli scogli vicini al paese natio, per piazzare in acqua una cinquantina di palamiti, dopo averli innescati. E poi tornare al freddo e all’umido -l’alba del giorno dopo- per salparli e trovare sì e no un grongo.
Sono tranquilli, sani e forti: sanno che la pesca sportiva incide all’1% di tutto il prelievo umano di pesce nelle nostre acque territoriali.
Sanno che il mare è splendido e feroce come la vita, e che non si può ignorarlo o pensare di non guardarlo nemmeno a viso aperto, in faccia al vento.

Sanno anche che in Liguria vi sono 150 chilometri palamiti fissi, posti al largo delle secche e delle zone di pesca delle acciughe, con decine di migliaia di ami innescati per la pesca di pesci spada e moroni. Una strage contro cui nessuno leva un dito, e che a Tigullio news qualcuno ha denunciato. Invano.

No, si devono tassare, patentinare, perseguitare quel padre e quel figlio.
Allo stesso modo in cui chi va a prendersi dei funghi deve prendersi non uno ma 3 o 4 cartellini diversi (costosi), a seconda della zona dove va. E così non ci si va più, a funghi. Oppure a caccia. E siamo in attesa della targa per biciclette, con obbligo di assicurazione e casco.
Non si comprano più barche, né palamiti. Non si fa più niente, tranne osservare il tempo che fugge, e senza poter far toccare con mano il mare ai giovani che sono nati al bordo del mare.

Ecco perché la sala Lux di Sestri levante era affollata: patentini da prendere, bolli da pagare, denaro e tempo che vanno. Incentivi a piantarla lì, di andare per mare, dove non si va nemmeno più per la “Roba” dei Malavoglia di Giovanni Verga, ma solo per respirare aria salmastra: odore di vita.

All’incontro era presente anche l’assessore regionale Stefano Mai (al quale ci permettiamo di ricordare una delle battute di Campanile su una poesia di Leopardi “A Stefano, Mai.” . Siamo certi che prenderà atto delle necessità di colpire duramente chi preleva e massacra le risorse ittiche, ma senza colpire prendere i pesci piccoli.

Siamo certi che la proposta di legge presentata dal PD sia giusta nel contenuto, ma non nelle modalità: il mare va ripopolato, con una attenta rotazione della pesca, dando modo di ripopolare alcune specie, ma senza colpire chi piazza venti palamiti o i tremagli o pesca con la canna d’altura.

Il consigliere regionale Claudio Muzio scrive: “Sarò molto attento alla proposta di legge in commissione parlamentare, nella quale si annidano ipotesi inaccettabili. Proporrò modifiche al Programma regionale triennale della pesca”.
Questa è un’idea sbagliata proveniente dall’Unione Europea. Si tratta di un atto amministrativo approvato dalla Giunta lo scorso 29 dicembre, e che sarà prossimamente sottoposto all’attenzione del Consiglio regionale, a partire dalla III Commissione, di cui sono membro. Mi impegnerò affinché sia rivisto il giudizio sulla pesca ricreativa e sia fatto riferimento esplicito all’importanza economica dell’indotto che ruota attorno alla pesca”. E’ quanto dichiara Claudio Muzio, consigliere regionale di
Forza Italia.
Evitiamo il naufragio del mare e delle sue specia, ma in armonia con la normale vita quotidiana di chi vive sulla fascia costiera.

naufragio

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  1. craniolucido ha detto:

    Incredibile come in questo paese si riesca a distruggere qualsiasi cosa (e l’economia relativa) semplicemente fingendo di mettere regole. Che suiano quattro “sciacqualattughe” come fastidiosamente letto o un milione e mezzo i pescatori ricreativi esistono da sempre, e non hanno mai causato impoverimento ittico, a differenza dei professionisti. Quindi non mi si venga a raccontare che sono regole per “proteggere”. Sono regole per baciare il culo ai professionisti, e niente altro. Se in mare c’è rimasto poco, è colpa dei professionisti, lo capirebbe anche un bambino. Eppure riescono a far passare quattro “sciacqualattughe”, come delinquenti. Che pena.

  2. Giuppino ha detto:

    sentinella? Io come qualche altro milione siamo testimoni impassibili del vs danno, poi se lei è così rispettoso utilizzando i materiali biodegradabili, le fa onore, ma non mi venga a dire che siete un milione e mezzo di ambientalisti??!!

  3. Giuppino ha detto:

    Il “4 sciacqua lattughe” è evidente che si riferisce alle fandonie che raccontate in merito all incisione del solo un percento quando siete oltre un milione e mezzo! I conti non tornano e sono io ad evidenziarglielo e non il contrario!
    Materiale biodegradabile? Non quello nell’articolo da me postato. Tanto è vero che a Portofino lo stanno vietando, ed era solo per residenti!figuriamoci il danno che date a livello nazionale!
    Invece di quanto inciderebbero i professionisti?

  4. demetrio ha detto:

    ….dica un po’ signor Giuppino, siamo 4 sciacqualattughe o siamo oltre un milione e mezzo? perchè se così fosse i conti non tornano. La informo che nelle Aree Marine, si legge Protette (io penso PRIVATE),dicono succeda di tutto…veda Lei se c’e’ qualche links a riguardo perchè personalmente quanto alle lenze le avrei creduto “sulla parola” essendo un appassionato frequentatore dell’ambiente di cui Lei è sentinella. In ultimo la avverto dell’esistenza di materiale per la pesca sportiva perfettamente “biodegradabile”….ci pensa!?… come me e Lei signor Giuppino!

  5. Giuppino ha detto:

    ecco cosa abbandona il “povero” pescatore sportivo che sostiene l’economia delle aziende del settore….20000 metri di lenze…
    è ovvio che il monitoraggio è possibile in area dove la pesca è regolamentata come nell’ AMP. diversamente ci raccontano quello che vogliono per la gloria del politicante di paese.

    http://www.levantenews.it/index.php/2016/01/22/portofino-limiti-ai-pescasportivi-punta-chiappa-ormeggi-meno-cari/

  6. Giuppino ha detto:

    il padre ed il figlio sanno bene che non calano 50 ami bensì 450!
    i politici anziché salvare la loro poltrona dovrebbero salvaguardare l’ambiente e non questi 4 sciacqua lattughe che incidono per l’1% quando le stime ci dicono che sono oltre il milione e mezzo.

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