Pescatori liguri: dopo Genova il Quirinale

Delegazione di pescatori liguri attesa al Quirinale la prossima settimana. Dopo aver esposto la situazione preoccupante in cui versa il settore al cospetto dell’assessore all’agricoltura Giovanni Barbagallo e a parte del consiglio regionale, esponenti delle principali marinerie liguri si preparano ad incontrare Mario Monti il 14 febbraio, una settimana dopo la data inizialmente prevista e poi annullata a causa della forte nevicata che ha investito la capitale. La mattina del 31 gennaio, nonostante la prima neve, quasi 500 pescatori da tutta la Liguria hanno sfilato pacificamente per le vie di Genova e una delegazione è stata poi ricevuta dall’assessore, cui i delegati hanno esposto la lunga successione di tegole piovute addosso al settore: prima le restrizioni sulle dimensioni delle maglie e la distanza operativa dalla costa; poi la sempre più feroce burocratizzazione, culminata con l’introduzione della licenza a punti; l’introduzione di un sistema di etichettatura che non tiene conto delle peculiarità del Mar Ligure e, a completare un quadro già di per sè mortificante, la recente impennata del caro gasolio. “Dall’incontro con l’assessore è scaturita la possibilità di creare un tavolo di lavoro per stilare quei piani di gestione cui le associazioni di categoria non hanno mai messo mano – spiega Alessandro Capelli, responsabile regionale Anapi pesca – noi pescatori d’ora in poi agiremo di concerto con Regione e autorità marittime” . E’ l’inizio di un iter che potrebbe culminare con una legge regionale per la salvaguardia della pesca nel Mar Ligure, sempre più minacciata sui banchi di vendita dall’importazione di pesce dall’estero, dalle imbarcazioni straniere che agiscono indiscriminatamente depauperando la fauna marina, dalla latitanza di associazioni di categoria, scarsamente determinate a difendere il settore.

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  1. barbieri agostino ha detto:

    Mi meraviglio che un consigliere di una associazione che va con la propria barca da diporto, attrezzata meglio di un peschereccio a pescare abusivamente si permetta ancora di commentare più che legittime rivendicazioni.Per coerenza si dimetta…metta una bella licenza alla sua barca…e poi ne riparliamo!!!! cmq scenda semmai lei dalla diligenza…vergogna!!!

  2. Redazione ha detto:

    Concordo: il problema è che la nostra politica non ha capito che non si tratta di “lasciar fare” alle “corporazioni” dopo che è successo il guaio, ma che è necessario dimostrare forza e competenza a Bruxelles PRIMA che le norme vengano fatte.
    Nel mondo civilizzato si parla di lobby, e le lobby sono trasparenti e regolamentate. In italia le lobby sono una parolaccia, e così finisce che siamo rimasti alle corporazioni e a una politica da preistoria.

  3. umberto burani ha detto:

    Non sono un esperto del settore equindi evito di entrare nel merito delle proteste (che peraltro sono le stesse che ho visto in Francia). Sotto accusa sono le regole comunitarie, che non tengono in conto delle particolarità della nostra pesca. Domanda: nei due anni e oltre di discussione a Bruxelles di queste regole, qualcuno si è dato la pena di far presente che oltre ai pescatori baschi e bretoni, olandesi e scozzesi, esistono altri pescatori che hanno esigenze e caratteristiche diverse?
    Una direttiva comunitaria non nasce dal nulla: l’iniziativa è quasi sempre di una qualche lobby che ispira studi comunitari, che a loro volta diventano comunicazioni pubbliche e pubblicate, libri verdi, proposte, ecc. Poi si arriva alla proposta di una direttiva, che coinvolge i ministeri degli Stati membri, ma anche il Parlamento europeo, le federazioni europee degli operatori, le associazioni nazionali. Nel periodo di gestazione di una decisione (che normalmente dura ben più di un anno, oltre due nel nostro caso) c’è un intenso lavorio di contatti, memoriali, studi, convegni e conferenze, e soprattutto di lobbying: degli oper

  4. Pietro Calcagno ha detto:

    Purtroppo ho l’impressione che questi signori, più che tutelare gli interessi di noi pescatori fermando l “assalto alla diligenza” da parte di altri, vogliano solo attrezzarsi per parteciparvi …..
    Tra l’altro tra i “protestatori” vedo personaggi che dal “sistema” associazionistico negli anni hanno ricevuto più degli altri.

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