Published On: Mar, Apr 16th, 2013

Philippe Daverio sul Museo archeologico e della città

Aprirà le porte sabato 20 aprile alle 15:30 (con ingresso libero) il nuovissimo museo multimediale di Sestri Levante. Si tratta di un museo con doppia vocazione: museo archeologico e museo cittadino.
Non ci saranno assunzioni esterne al personale del Comune (guardianaggio, etc.) ma dei gruppi di giovani guide professioniste potranno accompagnare i turisti nei percorsi esterni previsti dal sistema museale (che comprenderà altre località nella val Petronio (Castiglione chiavarese) e a Maissana).
All’ingresso di palazzo Fascie nel centralissimo corso Colombo -risistemato per l’occasione- sarà posta la biglietteria e il servizio di vendita di guide e gadget.
La struttura sarà aperta tutti i giorni lunedi escluso. Nel periodo estivo l’apertura sarà anche serale (da decidere l’orario di chiusura: alle 19, oppure alle 22 o alle 23).
Il costo del biglietto è da definire in questi ultimi giorni, ma per i residenti della città vi saranno molte occasioni per accedere gratuitamente al museo.

Philippe Daverio oggi ha presenziato alla realizzazione di un video sul museo di Sestri Levante, e ha soprattutto spiegato alla stampa il significato (da lui giudicato positivamente) della sua connotazione.
Daverio ha esordito ricordando che in Italia il “Museo” è considerato ancora soprattutto una “quadreria”, mentre nel resto del mondo è soprattutto un museo dell’identità di una città. Una struttura che serve a farci capire chi siamo e dove ci troviamo.
“Per questo motivo quando vedo in Italia un museo dell’identità sono felice, perché significa che ci stiamo allineando alle altre nazioni”, dice Daverio: “Questo museo ha una parte recente, dedicata alla storia recente di Sestri Levante, al suo pathos, al mondo del lavoro. Ma vi è poi una parte preistorica. Eppure tra 6000 anni fa, quando si lavorava la pietra prima e i primi metalli poi, e le fabbriche più recenti, c’è stata una unica linea continua, fino a costituire una bizzarra identità geografica e culturale.

I musei civici sono nati nel XIX secolo, con un meccanismo obsoleto ora rivisto grazie alla multimedialità (che è al centro del museo). La multimedialità serve ai turisti, ma parla la lingua dei più giovani e quindi funziona meglio, anche se l’allestimento multimediale va rifatto ogni 8 anni circa (ma comunque produce reddito ed entrate superiori a un museo tradizionale).
Il museo di Sestri avrà inoltre delle App per smartphone, con le quali si potranno conoscere le diverse parti della città, anche fuori del museo stesso. Questa soluzione è una delle prime in Italia. La prossima sarà il crowdsourcing (leggere qui: è una condivisione del sapere molto interessante).
Di seguito un video con l’intervento di Daverio (il primo minuto ha la camera posizionata male, ci scusiamo), svolto alla presenza dell’assessore alla cultura Valentina Ghio  e del direttore del museo Fabrizio Benente, con una responsabile della Sovrintendenza delle Belle Arti.
L’iniziativa può avere successo e contribuire a un migliore posizionamento dell’immagine turistica di Sestri, oltre che a dare un servizio alla cittadinanza e alle scuole.

Philippe Daverio davanti a un quadro di ex dipendente Fit (Bottazzi)

Philippe Daverio davanti a un quadro di ex dipendente Fit (Bottazzi)

daverio e ghio

museo della città 3

museo della città 2

Displaying 1 Comments
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  1. Roller ha detto:

    Certo che a un mesetto dalle elezioni ci si dà da fare. E’ un deja vu.
    Museo archeologico?
    Ma va’, vuoi vedere che dei reperti erano stati “scavati” da cinque anni e sistemati chissà dove?
    Voglio proprio vedere se è davvero un museo o una bufala mediatica.

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