Published On: Mar, Gen 8th, 2013

Piano urbanistico comunale: incontro pubblico alla Economica

Nella sala Ghio Schif­fini della Società Eco­no­mica si è tenuto un con­fronto pub­blico sul futuro Puc ( Piano urba­ni­stico comu­nale) e una pre­sen­ta­zione di avvio ai lavori. Il Sin­daco di Chia­vari Roberto Levaggi e il Vice Sin­daco e Asses­sore
all’Urbanistica, Pier­luigi Piombo hanno invi­tato all’incontro tutta la cit­ta­di­nanza, com­presi i licei di Chia­vari, per­ché il Puc riguarda il futuro della città, quindi coin­volge pre­va­len­te­mente i gio­vani.
La con­di­vi­sione delle linee guida è, per il Sin­daco e per il Vice Sin­daco, un punto fon­da­men­tale. “Vogliamo par­larne insieme ai nostri con­cit­ta­dini per­ché rea­liz­zare lo stru­mento che deter­mi­nerà come la città evol­verà nei pros­simi anni, è un atto civico: di con­se­guenza da parte nostra deve essere aperto e tra­spa­rente”. L’incontro svol­tosi presso la Società eco­no­mica è solo l’inizio di un per­corso pub­blico: con cadenza tri­me­strale i cit­ta­dini dei vari quar­tieri ver­ranno infor­mati sull’evolversi dei lavori.

Un Puc, quello chia­va­rese, “fatto in casa”. Con­di­zione det­tata da un’ottica di rispar­mio ma anche dalla qua­lità dello staff dei tec­nici inca­ri­cati. Uno di loro, l’archi­tetto Gianni Perugiprende la parola per spie­gare al pub­blico come si svi­luppa il Piano Urba­ni­stico Comu­nale. Essen­zial­mente attra­verso la con­se­quen­zia­lità di tre elementi.

  1. Descri­zione fon­da­tiva: ana­lisi cono­sci­tiva dei ter­ri­tori, pro­cessi socio-economici e demo­gra­fici in atto
  2. Docu­mento degli obbiet­tivi: defi­ni­sce in modo espli­cito gli obbiet­tivi che il Puc assume
  3. Strut­tura del Piano: siste­ma­zione del Piano e delle norme di con­for­mità e congruenza.

All’incontro era pre­sente anche Fran­ce­sco Gastaldi, docente all’Università di Vene­zia, che di recente si dedi­cato ad una ricerca su alcuni ele­menti socio demo­gra­fici della città di Chia­vari. Sono emersi alcuni dati inte­res­santi: Chia­vari cre­sce come numero di abi­tanticon una per­cen­tuale in linea con quella del resto del Tigul­lio ( 27.812 abi­tanti alla fine del 2011 ), il numero dei morti è il dop­pio di quello dei nati ma le per­sone che arri­vano sono più di quelle che par­tono, le per­sone iscritte all’anagrafe e poi can­cel­late sono molte, segno di un turn over ele­vato. E’ in corso un pro­cesso di fram­men­tiz­za­zione dei nuclei fami­liari: la popo­la­zione aumenta di poco ma il numero delle fami­glie di molto. Dagli studi è emerso anche un pro­cesso di dif­fu­sione abi­ta­tiva verso il primo entro­terra e il retro costa ( tra i comuni del Tigul­lio Sestri Levante e Santa Mar­ghe­rita Ligure hanno perso il mag­gior numero di abi­tanti a causa degli affitti alle stelle).

Dati alla mano, per Chia­vari sono stati pen­sati alcuni sce­nari di rife­ri­mento, “le 12 demen­sione del benes­sere”, che met­tono in luce una cor­nice ambien­tale di grande valore.
L’archi­tetto Franco Loren­zani sot­to­li­nea come il Piano si sia fino ad ora rive­lato “uno stru­mento troppo sofi­sti­cato e com­pli­cato quando invece uno stru­mento dovrebbe ser­vire a capire quali siano le cose migliori da fare nel minor tempo pos­si­bile. C’è biso­gno di nor­ma­tive sem­plici sia per gli addetti ai lavori che per i cit­ta­dini defi­nendo pochi, chiari obiet­tivi senza rima­nere sulla carta ma dando spa­zio alle solu­zioni progettuali.”

Entrando nel merito della situ­zione chia­va­rese ci sono tre temi “facili” per i quali il Comune si pre­figge di non peg­gio­rare quello che si è ere­di­tato come buono:

  • Il cen­tro cit­ta­dino, vero cuore della città
  • La tutela del bal­cone sul mare
  • Il pre­si­dio col­li­nare, ter­ri­to­rio che non va né aggre­dito né lasciato andare.

Ma ci sono anche tre temi più com­plessi, per i quali si cer­cherà non solo di non peg­gio­rare ma di fare meglio:

  • Il tema Lames, vera patata bol­lente dell’amministrazione
  • Il lun­go­mare, i pro­getti in corso vanno por­tati ad un livello di qua­lità maggiore
  • Il lungo Entella,  va reso una parte qua­li­fi­cata della città.

La regola fon­da­men­tale rimane però la seguente:  la con­di­vi­sione con i cit­ta­dini deve nascere da un momento di infor­ma­zione gene­rale;  esten­dere il livello di cono­scenza dei dati a tutti sarà il primo com­pito di chi sta lavo­rando al nuovo Puc, in modo che la comu­nità locale possa essere la vera protagonista.

(Testo di Simona Chioino:  Tiro­ci­nio cur­ri­cu­lare — Uni­ver­sità di Genova — Corso di lau­rea Infor­ma­zione ed editoria)

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